09/03/2023
Dal primo marzo è entrata in vigore la riforma Cartabia nelle cause di diritto di famiglia. L’intento della riforma è quello di semplificare le procedure e conseguentemente ridurre sopratutto i tempi processuali.
L’obiettivo del legislatore, anticipando anche l’entrata in vi-
gore originariamente prevista, è quello di snellire i procedimenti
di separazione e divorzi, caratterizzati da una durata pluriennale ed un infinito scambio di scritti difensivi, concentrando attività e difese e riducendo udienze e atti processuali.
Si mira inoltre a ridurre il carico dei Tribunali, privilegiando gli strumenti alternativi ai contenziosi, come, ad esempio, la
negoziazione assistita, il cui ambito di operatività viene esteso
alle coppie non coniugate restando, tuttavia, ancora preclusa
alle parti assistite mediante il patrocinio a spese dello Stato.
Queste le più importanti novità:
- Un rito unico per tutti i procedimenti di famiglia (sinora
ad esempio erano previste procedure differenti per la disciplina
del mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio, per
procedimenti di separazione e divorzio e per i giudizi dinanzi al
Tribunale per i Minorenni);
- La concentrazione di tutte le difese e dei mezzi di prova nel
ricorso introduttivo e nella comparsa di risposta del convenuto;
- La possibilità di richiedere il divorzio già nel giudizio di
separazione; La creazione del Tribunale unico della famiglia
(che entrerà in funzione nel 2024) destinato a sostituire il
Tribunale per i Minorenni.
Non mancano tuttavia una serie di criticità. L'intento è apprezzabile, ma il risultato è una riforma frettolosa e incompleta.