Studio Legale Guaricci

Studio Legale Guaricci Diritto del lavoro, dinamiche sindacali e contrattualistica aziendale

10/12/2024

Residenze Socio Assistenziali e obblighi della ASL

La ASL è tenuta al pagamento anche della quota socio assistenziale per i pazienti provenienti dagli ex ospedali psichiatrici

Con estrema soddisfazione di questo Studio Legale il Tribunale Ordinario di Bari, con recentissima sentenza, conclusiva di un lunghissimo percorso giudiziario, ha stabilito la compartecipazione della ASL anche al pagamento della quota socio assistenziale di degenza in quanto, per particolari tipi di soggetti assistiti dalla RSA, come nel caso esaminato, sussiste un nesso inscindibile tra la prestazione sanitaria e la prestazione assistenziale tale per cui il relativo onere economico può farsi ricadere interamente sulla struttura pubblica.

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LICENZIAMENTO PER GIUSTA CAUSA NEL PUBBLICO IMPIEGOSussiste la giusta causa di licenziamento nel caso di fruizione di co...
09/12/2024

LICENZIAMENTO PER GIUSTA CAUSA NEL PUBBLICO IMPIEGO

Sussiste la giusta causa di licenziamento nel caso di fruizione di congedo straordinario per assistenza a parente con disabilità, in assenza del presupposto della coabitazione.

Con recentissima sentenza il Tribunale di Bari, Sezione Lavoro ha respinto il ricorso promosso da dipendente licenziato per giusta causa accogliendo la tesi, proposta da questo Studio, secondo cui per poter fruire del congedo straordinario per assistere un familiare con disabilità, sia indispensabile e necessario il presupposto della convivenza con quest’ultimo.
Il Giudice ha ritenuto valida l'indagine investigativa avviata dall'Ente finalizzata alla verifica della effettiva e reale coabitazione del dipendente presso la residenza del parente assistito.
Per l'effetto ha confermato la sussistenza della giusta causa di recesso ed il requisito della proporzionalità tra la sanzione inflitta e la mancanza commessa.

Con grande soddisfazione nell'anno 2024 si è avuto modo di tenere presso la Pontificia Università Lateranense - Centro L...
19/11/2024

Con grande soddisfazione nell'anno 2024 si è avuto modo di tenere presso la Pontificia Università Lateranense - Centro Lateranense Alti Studi e presso l'Università LUMSA tre interventi su tematiche di fondamentale importanza nel panorama giuslavoristico.
Gli interventi, relativi a tre distinti moduli di Corsi di Alta Specializzazione, si sono incentrati, con un taglio tecnico-pratico, su argomenti di assoluta rilevanza ed attualità quali:

- la disciplina del lavoro autonomo e delle collaborazioni atipiche

- la disciplina e gestione dei lavoratori subordinati, lavoratori autonomi e volontari. Le criticità della gestione del personale

- indicazioni pratiche circa l'instaurazione ed il recesso dal rapporto di lavoro

14/10/2024

SOCIETA’ IN HOUSE E MANSIONI SUPERIORI
onere probatorio del dipendente in tema di riconoscimento di mansioni superiori

Con soddisfazione dello Studio Legale, il Tribunale del Lavoro di Bari, con recente sentenza, n.3191/2024, ha confermato la tesi sostenuta in favore della Società assistita secondo la quale, affinché venga accolto il ricorso per il riconoscimento di mansioni superiori svolte, è necessario ed indispensabile allegare e provare gli elementi posti alla base della domanda.
Diversamente, come in questo caso, il ricorso deve essere rigettato.
Ha trovato quindi conferma, ancora una volta, il principio processuale in base al quale costituisce preciso onere del lavoratore dimostrare quali siano i profili caratterizzanti le mansioni riconducibili alla superiore qualifica richiesta.
Tale onere, ha sostenuto il Giudice del Lavoro, deve essere assolto anche attraverso il confronto tra le mansioni assegnate e quelle che il lavoratore deduce di avere concretamente svolto e di cui deve fornirne prova.

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VIOLAZIONE DEL PATTO DI NON CONCORRENZA.INSUSSISTENZA E RIGETTO DEL RICORSO D'URGENZA.Con recentissima ordinanza cautela...
20/07/2022

VIOLAZIONE DEL PATTO DI NON CONCORRENZA.
INSUSSISTENZA E RIGETTO DEL RICORSO D'URGENZA.

Con recentissima ordinanza cautelare la Sezione Lavoro del Tribunale di Bari ha respinto il ricorso cautelare promosso da una Società multinazionale nei confronti di due ex responsabili assistiti dal mio Studio Legale.
Con notevole soddisfazione per l'ottimo lavoro svolto, il Giudice del Lavoro ha ritenuto non dimostrata la violazione del patto di non concorrenza sulla base di presunzioni e prove assunte dalla Società tramite investigazione privata come ad esempio la mera frequentazione di clienti della ex datrice di lavoro documentata tramite pedinamento.
Viene, quindi, confermato il principio in base al quale per ritenere accoglibile il ricorso d'urgenza (ex art. 700 cpc) devono coesistere tanto il requisito dell'urgenza quanto del fondamento del diritto secondo la Società violato.

ASSENZA DAL DOMICILIO IN MALATTIA.Quando viene meno l’obbligo di reperibilità del lavoratore? ⚖Con recentissima sentenza...
25/06/2021

ASSENZA DAL DOMICILIO IN MALATTIA.
Quando viene meno l’obbligo di reperibilità del lavoratore? ⚖

Con recentissima sentenza la Corte di Cassazione ha stabilito che è illegittimo il licenziamento del lavoratore in malattia per depressione che viene sorpreso in momenti ludici e di svago. Nonostante nel settore privato, quanto nel pubblico, sussista l’obbligo di essere reperibile in determinate fasce orarie, ove la malattia abbia natura psicologica e depressiva, l’allontanamento dalla propria dimora e lo svolgimento di attività ludica è giustificato dalla natura della patologia. Il lavoratore, assente per malattia e sorpreso in attività fuori dalla propria dimora non può essere destinatario di provvedimento disciplinare espulsivo se la patologia è confermata da certificato medico idoneo.

LA CORTE D'APPELLO CONFERMA!!⚖️ Con grande soddisfazione del lavoro svolto da me e dal mio Studio Legale la Corte di App...
27/01/2021

LA CORTE D'APPELLO CONFERMA!!

⚖️ Con grande soddisfazione del lavoro svolto da me e dal mio Studio Legale la Corte di Appello di Bari, con recentissima sentenza, ha confermato l'illegittimità di più contratti di collaborazione, sottoscritti dal lavoratore assistito, nel pubblico impiego.
E' stato, infatti, definitivamente riconosciuto, nella pronuncia della Corte, il diritto del lavoratore ad ottenere il risarcimento del danno per l'attività lavorativa svolta negli anni attraverso irregolari contratti libero professionali che, in realtà, celavano una subordinazione di fatto al servizio dell'Ente.

LA CORTE D'APPELLO CONFERMA!!⚖️ Con grande soddisfazione del lavoro svolto dal mio Studio Legale la Corte di Appello di ...
27/01/2021

LA CORTE D'APPELLO CONFERMA!!

⚖️ Con grande soddisfazione del lavoro svolto dal mio Studio Legale la Corte di Appello di Bari, con recentissima sentenza, ha confermato l'illegittimità di più contratti di collaborazione, sottoscritti dal lavoratore assistito, nel pubblico impiego.
E' stato, infatti, definitivamente riconosciuto, nella pronuncia della Corte, il diritto del lavoratore ad ottenere il risarcimento del danno per l'attività lavorativa svolta negli anni attraverso irregolari contratti libero professionali che, in realtà, celavano una subordinazione di fatto al servizio dell'Ente.

ACCESSO AL PUBBLICO IMPIEGO: PRECLUSO ANCHE IN CASO DI ABUSO CONTRATTUALE. 🚫📄

Permane ancora oggi lo sbarramento al pubblico impiego da parte di personale sanitario impiegato con più contratti a tempo determinato o flessibili, sia pure in violazione delle norme in tema di apposizione del termine ai contratti.

Con recente sentenza, il Tribunale di Bari Sezione Lavoro, ribadisce la presenza delle particolarità del lavoro alle dipendenze della P.A. che impediscono la trasformazione di più collaborazioni o contratti a termine in un rapporto di lavoro di pubblico impiego.
Riferisce il Giudice del Lavoro che la conversione del rapporto si scontra con il principio costituzionale secondo cui ai pubblici uffici si accede solo mediante concorso. Resta fermo però che, se la lavoratrice dimostra l’assenza di autonomia si possa configurare un rapporto di lavoro di tipo subordinato a prescindere dalla forma data ai vari contratti succedutisi nel tempo.

Questo può dar luogo, come nel caso in esame, a differenze retributive maturate dalla lavoratrice comprendenti il Trattamento di Fine Rapporto e calcolate rapportando il ruolo collaborativo alla figura professionale, nell'organico aziendale, di riferimento.

CAMBIO APPALTO – CHE SUCCEDE AL LAVORATORE? Il lavoratore è sempre e comunque garantito dalla legge anche nell’ipotesi d...
18/11/2020

CAMBIO APPALTO – CHE SUCCEDE AL LAVORATORE?

Il lavoratore è sempre e comunque garantito dalla legge anche nell’ipotesi di cambio appalto.

Infatti, con recente sentenza (29/1/2020), la Suprema Corte di Cassazione ha stabilito che la costituzione di un rapporto di lavoro tra la società subentrante in un appalto ed il lavoratore della società uscente, non esclude la possibilità da parte di quest’ultimo di impugnare il licenziamento non dovendosi intendere il nuovo rapporto con la società subentrante come una rinuncia all’impugnativa del licenziamento.

Viene ribadito, quindi, ancora una volta, dalla Suprema Corte il principio della garanzia della stabilità e continuità dell’occupazione del lavoratore in tema di cambio appalto.

ACCESSO AL PUBBLICO IMPIEGO: PRECLUSO ANCHE IN CASO DI ABUSO CONTRATTUALE. 🚫📄 Permane ancora oggi lo sbarramento al pubb...
03/08/2020

ACCESSO AL PUBBLICO IMPIEGO: PRECLUSO ANCHE IN CASO DI ABUSO CONTRATTUALE. 🚫📄

Permane ancora oggi lo sbarramento al pubblico impiego da parte di personale sanitario impiegato con più contratti a tempo determinato o flessibili, sia pure in violazione delle norme in tema di apposizione del termine ai contratti.

Con recente sentenza, il Tribunale di Bari Sezione Lavoro, ribadisce la presenza delle particolarità del lavoro alle dipendenze della P.A. che impediscono la trasformazione di più collaborazioni o contratti a termine in un rapporto di lavoro di pubblico impiego.
Riferisce il Giudice del Lavoro che la conversione del rapporto si scontra con il principio costituzionale secondo cui ai pubblici uffici si accede solo mediante concorso. Resta fermo però che, se la lavoratrice dimostra l’assenza di autonomia si possa configurare un rapporto di lavoro di tipo subordinato a prescindere dalla forma data ai vari contratti succedutisi nel tempo.

Questo può dar luogo, come nel caso in esame, a differenze retributive maturate dalla lavoratrice comprendenti il Trattamento di Fine Rapporto e calcolate rapportando il ruolo collaborativo alla figura professionale, nell'organico aziendale, di riferimento.

LA SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE CONFERMA!"L’inserimento nella organizzazione produttiva di un lavoratore, nel settore dei...
25/07/2020

LA SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE CONFERMA!

"L’inserimento nella organizzazione produttiva di un lavoratore, nel settore dei trasporti, va sempre dimostrato."

UN SODDISFACENTE ESITO DI UN LUNGO PERCORSO PROCESSUALE. 👇

Con recente ed importante sentenza n. 3912 del 17/2/2020 la Suprema Corte ha confermato un principio riconosciuto in favore di una società di trasporti del territorio barese già dal Tribunale di Bari e dalla Corte di Appello di Bari.

E’stato confermato che la prestazione di guida per autotrasporto può svolgersi sia in regime di lavoro autonomo che subordinato, ma la sporadicità dell'attività prestata e l'affidamento di compiti saltuariamente svolti, secondo indicazioni di massima e con possibilità del lavoratore di accettarli o meno, non configurano un rapporto di lavoro subordinato escludendo l'inserimento stabile e costante del lavoratore nella compagine organizzativa aziendale.

Tale principio, come già detto, è confermativo di un lungo percorso processuale, attivato dalla lavoratrice prima innanzi al Tribunale e successivamente innanzi alla Corte di appello di Bari che avevano ritenuto non provata, a causa della lacunosità della prova testimoniale, l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato.

Retribuzione, compensi per lavoro feriale, lavoro straordinario e ferie non godute.A chi spetta l’onere della prova?⬇️La...
14/07/2020

Retribuzione, compensi per lavoro feriale, lavoro straordinario e ferie non godute.
A chi spetta l’onere della prova?⬇️

La Sezione Lavoro del Tribunale di Bari ha ribadito - con recentissima sentenza del 1/7/2020 n. 1882 - l’onere probatorio gravante sul lavoratore in tema di retribuzione, compensi per lavoro feriale, straordinario e ferie non godute.

Ha evidenziato che nel caso di giudizio attivato per il riconoscimento delle retribuzioni spettanti qualora il lavoratore agisca in giudizio ha l'onere di provare “l'esistenza del rapporto di lavoro quale fatto costitutivo del diritto azionato, mentre incombe al datore di lavoro che eccepisce l'avvenuta corresponsione delle somme richieste, l'onere di fornire la prova di siffatta corresponsione.”

Tale principio si estende sia alla tredicesima mensilità, sia alla corresponsione del trattamento di fine rapporto. In ordine, invece, al profilo delle somme richieste a titolo di lavoro straordinario, ferie non godute e lavoro supplementare, permane il principio secondo cui “il lavoratore, che chieda in via giudiziale il relativo compenso, ha l’onere di dimostrare di aver lavorato oltre l’orario normale di lavoro e, ove riconosca di aver ricevuto una retribuzione ma ne deduca l'insufficienza, è altresì tenuto a provare il numero di ore effettivamente svolto”.

Tale importante principio ribadisce quanto già deciso, in tema di ferie non godute ed onere della prova, dalla Corte di Appello di Bari Sezione Lavoro - con sentenza n. 09/12/2019, n.2490 - e cioè che:
“Il lavoratore che agisca in giudizio per chiedere la corresponsione della indennità sostitutiva delle ferie non godute ha l'onere di provare l'avvenuta prestazione di attività lavorativa nei giorni ad esse destinati, atteso che l'espletamento di attività lavorativa in eccedenza rispetto alla normale durata del periodo di effettivo lavoro annuale si pone come fatto costitutivo dell' indennità suddetta, mentre incombe al datore di lavoro l'onere di fornire la prova del relativo pagamento”.

Indirizzo

Via Roberto Da Bari 96
Bari
70122

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