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Carlo Mercurio, lo Studio, con sedi a Bari, Matera, Catania, Roma e Milano, si avvale dell'opera professionale di un gruppo consolidato di Avvocati che lavorano insieme da oltre 15 anni Carlo Mercurio, è specializzato in diritto del lavoro e previdenziale con sedi a Bari, Matera, Catania, Roma e Milano. Offre assistenza legale completa a privati e aziende nelle aree del diritto del lavoro, relazio

ni industriali, previdenza e sicurezza sociale. Lo Studio fornisce anche consulenza in diritto amministrativo e si occupa di casi soggetti a disciplina pubblicistica.

01/05/2026





🔴 Pensione: attenzione a quando fai la domanda (non a quando maturi i requisiti)Molti pensano che la pensione parta auto...
27/04/2026

🔴 Pensione: attenzione a quando fai la domanda (non a quando maturi i requisiti)

Molti pensano che la pensione parta automaticamente quando si raggiungono i requisiti.
❌ Non è così.

📌 La Cassazione chiarisce un principio decisivo:
👉 In tema di pensione di vecchiaia a carico della Gestione separata, quando l'assicurato si avvale della facoltà di computo dei contributi versati nell'AGO ai sensi dell'art. 3 del D.M. n. 282/1996, la decorrenza del trattamento pensionistico non coincide con il primo giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti ex art. 6 della legge n. 155/1981, bensì con la data della domanda amministrativa volta a richiedere il computo e la liquidazione della pensione unica. Ciò in quanto il montante contributivo, risultante dall'unificazione dei contributi delle diverse gestioni, si forma solo a seguito dell'esercizio di tale facoltà e la pensione non può decorrere anteriormente alla relativa istanza.

💡 In pratica:

* non conta solo quando maturi i requisiti
* conta **quando presenti la domanda**

E questo può tradursi in una perdita economica concreta.

⚖️ **La logica è semplice:**
la pensione nasce quando chiedi il computo dei contributi, perché solo in quel momento si forma il montante complessivo.

Sentenza storica per i caregiver familiariLa Corte di Cassazione, con Sentenza n. 9104/2026, fa un passo decisivo a tute...
14/04/2026

Sentenza storica per i caregiver familiari
La Corte di Cassazione, con Sentenza n. 9104/2026, fa un passo decisivo a tutela di chi si prende cura di un figlio con disabilità.
Il caso: una dipendente ATAC chiedeva un turno fisso mattutino per assistere il figlio disabile. Richiesta negata per anni con soluzioni provvisorie e temporanee.
La Cassazione — recependo la sentenza della Corte di Giustizia UE (C-38/24 dell'11 settembre 2025) — afferma principi chiari:
✅ Il divieto di discriminazione indiretta si applica anche al caregiver, non solo al lavoratore disabile
✅ Il datore di lavoro ha l'obbligo di adottare accomodamenti ragionevoli anche in favore di chi assiste il figlio disabile
✅ Misure provvisorie e temporanee, protratte irragionevolmente nel tempo, non bastano: a fronte di una disabilità permanente, le soluzioni devono essere stabili
✅ Va valutata anche la disponibilità del lavoratore a mansioni inferiori, se necessario
💬 Una tutela che finalmente guarda alla realtà di milioni di famiglie italiane.

09/04/2026

📌 NASpI e pensione: quando scatta davvero la decadenza?La Cassazione (ord. n. 8479/2026) chiarisce un punto fondamentale...
08/04/2026

📌 NASpI e pensione: quando scatta davvero la decadenza?

La Cassazione (ord. n. 8479/2026) chiarisce un punto fondamentale:
👉 la NASpI cessa automaticamente nel momento in cui il lavoratore matura i requisiti per la pensione, non quando questa viene effettivamente erogata.

💡 Principio chiave:
Non conta la domanda né l’incasso della pensione, ma il semplice raggiungimento dei requisiti.

⚖️ Conseguenze:

Le somme NASpI percepite dopo tale momento sono indebite e recuperabili
Non si può scegliere di continuare la NASpI al posto della pensione
La disciplina applicabile è quella generale dell’indebito (art. 2033 c.c.)

📉 La Corte ribalta così l’orientamento della Corte d’Appello, riaffermando un’interpretazione rigorosa della normativa.

🔎 Messaggio pratico: attenzione al timing: il diritto alla NASpI si interrompe automaticamente con la maturazione dei requisiti pensionistici, anche senza pensione ancora in pagamento.

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05/04/2026

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La Corte di Cassazione, con pronuncia del 01.04.26, fornisce una esaustiva analisi sugli obblighi fiscali e contributivi...
03/04/2026

La Corte di Cassazione, con pronuncia del 01.04.26, fornisce una esaustiva analisi sugli obblighi fiscali e contributivi gravanti sul datore di lavoro nel caso di declaratoria di illegittimità del licenziamento.
In tema di risarcimento ex art. 18 St. lav. per licenziamento illegittimo, la condanna va emessa al lordo, ma il datore, al momento del pagamento, deve operare le ritenute fiscali come sostituto d’imposta; quanto alla contribuzione, se il licenziamento è nullo o inefficace il lavoratore ha diritto al lordo anche della quota contributiva a suo carico, mentre se il licenziamento è annullabile il datore che versi tempestivamente i contributi dopo la sentenza può pagare il netto della quota contributiva del lavoratore.

📌 Pensione di invalidità civile e reddito: attenzione alla “seconda casa”La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 7697 d...
01/04/2026

📌 Pensione di invalidità civile e reddito: attenzione alla “seconda casa”

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 7697 del 30 marzo 2026, ha chiarito un principio molto rilevante in materia di prestazioni assistenziali.

👉 Ai fini del calcolo del limite reddituale per ottenere la pensione di invalidità civile:
- NON conta il valore della prima casa;
- MA conta il reddito degli altri immobili, anche se non locati.

💡 Questo perché, anche se tali immobili sono soggetti a IMU e non producono reddito effettivo, concorrono comunque alla base imponibile IRPEF.

⚖️ La Cassazione ha quindi cassato la decisione della Corte d’Appello, ribadendo che:
> i redditi da fabbricati diversi dall’abitazione principale incidono sul diritto alla prestazione

🔎 Cosa significa in concreto?
Chi possiede una seconda casa potrebbe:
- superare i limiti reddituali;
- perdere (o non ottenere) la pensione di invalidità civile.

📣 Una pronuncia importante che impatta molti cittadini e richiede attenzione nella valutazione dei requisiti.

📌 NASpI e risoluzione consensuale: interviene la CassazioneLa Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con ordinanza del 24 ...
27/03/2026

📌 NASpI e risoluzione consensuale: interviene la Cassazione

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con ordinanza del 24 marzo 2026, ha ribadito un principio di grande rilievo in materia di indennità NASpI:

👉 La NASpI spetta in caso di risoluzione consensuale solo se questa avviene nell’ambito della procedura ex art. 7 L. 604/1966.

Nel caso esaminato, la lavoratrice aveva aderito a una risoluzione consensuale con incentivo all’esodo in sede sindacale. I giudici di merito avevano riconosciuto comunque il diritto alla NASpI, applicando in via analogica la disciplina della conciliazione agevolata.

❌ La Cassazione ha però escluso questa possibilità, chiarendo che:
• non è ammesso il ricorso all’analogia quando la fattispecie è già disciplinata dalla legge;
• la NASpI richiede un licenziamento (anche solo nell’ambito della procedura ex art. 7) oppure specifiche ipotesi tipizzate;
• una semplice risoluzione consensuale, anche se collegata a riorganizzazione aziendale, non integra lo stato di disoccupazione involontaria richiesto dalla normativa.

📎 Un arresto importante che conferma un orientamento rigoroso sui requisiti di accesso alla NASpI.

Reddito di Cittadinanza: la pena resta legittima anche dopo il vaglio della Corte costituzionaleCon la sentenza n. 35 de...
24/03/2026

Reddito di Cittadinanza: la pena resta legittima anche dopo il vaglio della Corte costituzionale

Con la sentenza n. 35 del 20 marzo 2026, la Corte costituzionale ha confermato la legittimità della pena prevista per chi ottiene indebitamente il Reddito di Cittadinanza mediante dichiarazioni false, documenti non veritieri o omissione di informazioni dovute.

La norma prevede la reclusione da 2 a 6 anni e, secondo la Corte, questa sanzione non è né irragionevole né sproporzionata.
Il motivo? Il Reddito di Cittadinanza è stato considerato un beneficio di ampia diffusione e facile accesso, tale da richiedere una tutela penale con forte efficacia deterrente.

Un passaggio importante: anche se il Reddito di Cittadinanza non è più in vigore, le condotte commesse durante la sua validità restano penalmente rilevanti.

Una decisione che conferma l’attenzione dell’ordinamento verso la correttezza nell’accesso alle prestazioni pubbliche.

Hai bisogno di supporto nel diritto del lavoro o nella previdenza sociale?In Legallabor Avvocati non crediamo nelle solu...
21/03/2026

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