Studio Legale Avv. Vittorio Fiasconaro

Studio Legale Avv. Vittorio Fiasconaro Questa è la pagina dello Studio Legale dell’avvocato Vittorio Fiasconaro del Foro di Termini Imerese.

Sintetizzo le ragioni per cui voterò NO. I punti critici della riforma sono i seguenti. a) la riforma non indica in che ...
08/03/2026

Sintetizzo le ragioni per cui voterò NO.
I punti critici della riforma sono i seguenti.
a) la riforma non indica in che modo avverrà il sorteggio dei membri politici degli organi di autogoverno. Dunque, con legge ordinaria potrà essere stabilito un meccanismo che consentirà alla sola maggioranza di governo di nominare tutti i componenti laici. Sarà sufficiente limitare ad un numero molto basso la platea di candidati e scegliere un meccanismo di voto che impedisce alla minoranza di inserire propri candidati in questo elenco. Ne deriverà che tutti i componenti laici saranno espressione della maggioranza di governo. E per emanare questa legge ordinaria sarà sufficiente avere oggi la maggioranza in Parlamento.
b) la riforma non specifica che i provvedimenti degli organi di autogoverno (e soprattutto dell’Alta Corte) saranno ricorribili in Cassazione. Ove non lo fossero sarebbe gravissimo perché i magistrati sotto procedimento disciplinare non avrebbero alcuna garanzia sul rispetto della legge nel procedimento. E’ inutile sostenere che si presuppone che tutti i provvedimenti giudiziari sono ricorribili in base all’art. 111 della Costituzione. E questo perché il dubbio sorge legittimamente dal fatto che il testo della riforma afferma che “contro le sentenze emesse dall'Alta Corte in prima istanza e' ammessa impugnazione, anche per motivi di merito, SOLTANTO dinanzi alla stessa Alta Corte”. Il “soltanto” è grave : potrebbe essere interpretato come elemento escludente il ricorso in cassazione, e questo perché il rango di questa riforma è lo stesso dell’art. 111 che potrebbe dunque essere derogato sul punto.
c) la riforma non dice che i collegi interni dell’Alta Corte dovranno essere sempre composti con i magistrati in maggioranza. La legge ordinaria potrà dunque organizzarli senza rispettare tale principio. E questo sarebbe gravissimo perché verrebbe leso il principio che la magistratura giudica la magistratura.
Si tratta dunque di tre rischi concreti e possibili.
I dubbi e i rischi non sono inventati: derivano esattamente da come è scritta la norma. Il parlamento aveva il dovere di prevedere questi rischi e di fare le opportune specificazioni a tutela della futura autonomia dei magistrati. Ma tali specificazioni non sono state fatte. E il solo fatto che esista il dubbio applicativo dell’art. 111 dimostra che la riforma è scritta male.
Queste sono le ragioni per cui la riforma va bocciata. E la colpa di questa situazione è di chi l’ha scritta (male).
Io da giurista non posso avallare le criticità che ho indicato: per me è fondamentale che i principi basilari dello Stato di diritto vengano sempre rispettati, e tra questi l’autonomia della magistratura che sarebbe fortemente limitata dall’eventualità che i rischi su indicati vadano a verificarsi. Se il sistema si sbilancia a favore del Governo e del Parlamento, i diritti saranno esposti a minor tutela. Solo una magistratura autonoma tutela noi, i nostri clienti e tutti i cittadini.
Attenzione: la separazione della carriere e il meccanismo del sorteggio possono anche mantenere l’autonomia della magistratura, ma solo se accompagnati dalla certezza della ricorribilità in cassazione dei provvedimenti dell’Alta Corte, dalla certezza che i magistrati saranno sempre maggioranza nei collegi interni all’Alta Corte, dalla certezza che il sorteggio dei membri indicati dal Parlamento includa anche esponenti della minoranza.
Senza questa certezze, la riforma (se approvata) comporterebbe solo rischi negativi lasciati alla decisione della maggioranza parlamentare di turno.
Ora, questo governo sta esprimendo un odio altissimo per la magistratura. Non oso pensare a come scriverà la legge ordinaria che dovrà dare attuazione alla riforma costituzionale. Mi aspetto che tenterà di utilizzare qualunque spazio interpretativo lasciato libero dalla riforma per colpire la magistratura ( in relazione ai profili che ho indicato)
Per questo gli spazi non vanno lasciati, e l’unico modo per farlo è votare NO.
Chi vuole approfondire, trova qui un ottimo studio

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