28/01/2026
𝐓𝐢 𝐬𝐞𝐢 𝐦𝐚𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐬𝐞 𝐥’𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐧𝐭𝐞𝐧𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐛𝐛𝐚 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐨 “𝐞𝐮𝐫𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐞𝐮𝐫𝐨” 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐦𝐢𝐧𝐨𝐫𝐞, 𝐜𝐨𝐧 𝐬𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐧𝐢 𝐞 𝐫𝐞𝐧𝐝𝐢𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37354/2025, ha chiarito un punto che spesso genera conflitti tra genitori separati. 𝐋’𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐧𝐭𝐞𝐧𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥 𝐠𝐞𝐧𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐯𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨, ma entra nella disponibilità del genitore con cui il minore vive.
In pratica, quei soldi confluiscono nel bilancio familiare e servono a coprire le spese quotidiane: casa, cibo, bollette, vestiti, scuola, cure mediche. Non è necessario dimostrare ogni singola spesa né conservare scontrini. La Cassazione ha riconosciuto che, nella vita reale, le spese per un figlio non sono separabili in modo rigido da quelle familiari.
𝗔𝘁𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗼̀: 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 “𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮̀ 𝘁𝗼𝘁𝗮𝗹𝗲”. Il genitore che riceve l’assegno ha sempre l’obbligo di garantire il benessere del figlio. Se il minore è trascurato o privo del necessario, possono esserci conseguenze anche gravi, sul piano penale e sull’affidamento.
Il messaggio è chiaro: meno burocrazia e più attenzione alla realtà concreta e all’interesse del minore.
Queste informazioni sono generali e non sostituiscono una consulenza legale personalizzata.