24/05/2026
Il Coordinamento dei Dirigenti penitenziari denuncia con toni duri ma realistici una situazione ormai fuori controllo: un sistema carcerario segnato da sovraffollamento, privazione della dignità umana e assenza di reali percorsi rieducativi.
Colpisce l’incapacità del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di affrontare concretamente l’emergenza, mentre detenuti e operatori continuano a vivere condizioni incompatibili con i principi di uno Stato di diritto.
È il risultato di anni di politiche fondate sull’espansione del carcere come risposta a ogni disagio sociale, senza investimenti adeguati su strutture, personale, misure alternative ed esecuzione penale esterna.
L’articolo 27 della Costituzione impone che la pena tenda alla rieducazione. Oggi, invece, il carcere rischia di trasformarsi sempre più in un luogo di sospensione dei diritti fondamentali.
Servono interventi strutturali immediati: depenalizzazione, riduzione del sovraffollamento, rafforzamento delle misure alternative e una profonda riorganizzazione dell’amministrazione penitenziaria. Ignorare ancora questa realtà significa rinunciare ai principi fondamentali di civiltà giuridica.