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Pallonata nella vasca idromassaggio: risponde il gestore.Secondo una recente pronuncia, deve reputarsi configurabile a c...
09/12/2025

Pallonata nella vasca idromassaggio: risponde il gestore.

Secondo una recente pronuncia, deve reputarsi configurabile a carico del gestore di una vasca idromassaggio un obbligo giuridico di protezione degli utenti della stessa, che si sostanzia nell’adozione delle misure occorrenti per garantirne l’utilizzo in condizioni di sicurezza, anche impedendo comportamenti altrui con ciò oggettivamente inconciliabili, quale, in primo luogo, il gioco della palla in prossimità della vasca.
(Cassazione civile del 4 dicembre 2025, n. 31614).

Verande e rispetto delle distanze legaliLa Corte di Cassazione civile, con l’Ordinanza n. 18826 del 10 luglio 2025, ha a...
29/07/2025

Verande e rispetto delle distanze legali

La Corte di Cassazione civile, con l’Ordinanza n. 18826 del 10 luglio 2025, ha affermato che la chiusura di una veranda che sporge dal corpo principale dell’edificio e ne altera la sagoma non può essere considerata un semplice riempimento di uno spazio preesistente, ma costituisce a tutti gli effetti una nuova costruzione, con la conseguenza che, tale intervento è soggetto al rispetto delle distanze legali tra edifici previste dalla normativa urbanistica e civilistica.
In ambito edilizio, la distinzione tra porticato e veranda riveste particolare importanza, soprattutto ai fini della verifica del rispetto delle distanze legali tra edifici e dell’applicazione del principio del “vuoto per pieno”, in quanto il porticato, grazie alla sua struttura definita e tridimensionale può essere considerato parte integrante della sagoma originaria dell’edificio, mentre la veranda aggettante costituisce una nuova costruzione sotto il profilo urbanistico, con conseguente obbligo di rispettare le distanze minime previste dalla normativa vigente.

Danni da prodotto difettoso: necessità di indicazione specifica della pericolosità da parte del produttore)Gli oneri inf...
21/07/2025

Danni da prodotto difettoso: necessità di indicazione specifica della pericolosità da parte del produttore)

Gli oneri informativi posti a carico del produttore sono diretti a rendere edotto il consumatore - nella maniera più minuziosa possibile e in base allo stato delle conoscenze tecniche e scientifiche disponibili al momento dell'immissione in commercio - dei potenziali effetti collaterali connessi all'impiego del prodotto e dei rischi a cui può essere esposto; ne consegue che l'indicazione di una generica pericolosità del prodotto non vale ad esentare il produttore da responsabilità, essendo necessaria una specifica informativa dei rischi connessi al suo utilizzo in rapporto ad eventuali condizioni personali in cui il consumatore può versare. (Cassazione civile Ord. n. 18530/2025).

Casa familiare in comodato e crisi coniugale.La recente pronuncia della Cassazione ha statuito in ordine alle incidenze ...
14/07/2025

Casa familiare in comodato e crisi coniugale.

La recente pronuncia della Cassazione ha statuito in ordine alle incidenze della crisi coniugale sul contratto di comodato ad uso familiare.
Il comodato di un bene immobile, stipulato senza limiti di durata in favore di un nucleo familiare, ha un carattere vincolato alle esigenze abitative familiari, sicché il comodante è tenuto a consentire la continuazione del godimento anche oltre l'eventuale crisi coniugale, salva l'ipotesi di sopravvenienza di un urgente ed imprevisto bisogno ai sensi dell'art. 1809, comma 2, c.c., ferma, in tal caso, la necessità che il giudice eserciti con massima attenzione il controllo di proporzionalità e adeguatezza nel comparare le particolari esigenze di tutela della prole e il contrapposto bisogno del comodante (Cass. civ. n. 17095 del 2025).

Quando è legittimo il rifiuto di sottoporsi all'accertamento presso strutture sanitarie?L'art. 186, comma 5, C.d.S. prev...
18/09/2024

Quando è legittimo il rifiuto di sottoporsi all'accertamento presso strutture sanitarie?

L'art. 186, comma 5, C.d.S. prevede la possibilità di procedere all'accertamento del tasso alcolemico da parte delle strutture sanitarie esclusivamente "per i conducenti coinvolti in incidenti stradali e sottoposti alle cure mediche": ne consegue che la possibilità di procedere, su richiesta degli appartenenti alle Forze dell'ordine, ad accertamento del tasso alcolemico in contesto sanitario sussiste solo allorquando ricorrono congiuntamente le due menzionate condizioni.
Per quanto concerne invece il reato di rifiuto di sottoporsi ad accertamenti tossicologici, previsto dal comma 7 dell'art. 187 cod. strada, lo stesso è configurabile solo quando venga rifiutato uno degli accertamenti previsti dai commi 2, 2-bis, 3 o 4 del medesimo articolo. In assenza di elementi che giustifichino un sospetto concreto circa l'assunzione di sostanze stupefacenti, il mero stato di alterazione dovuto all'alcol non è sufficiente a legittimare una richiesta di accertamenti tossicologici in ambito sanitario.
E' quanto stabilito dalla recente pronuncia della Cassazione penale n. 30811/2024.

Immissioni rumorose: il Comune è responsabile?Si segnala sul tema una recente ed interessante sentenza che ha fornito ri...
29/07/2024

Immissioni rumorose: il Comune è responsabile?

Si segnala sul tema una recente ed interessante sentenza che ha fornito risposta positiva.
Secondo la Cassazione anche un ente pubblico è soggetto all'obbligo di non provocare immissioni rumorose ed è responsabile dei danni conseguenti alla lesione dei diritti soggettivi dei privati, cagionata da immissioni provenienti da aree pubbliche, potendo conseguentemente essere condannato al risarcimento del danno, così come al "facere" necessario a ricondurre le dette immissioni al di sotto della soglia della normale tollerabilità, dal momento che tali domande non investono – di per sé – atti autoritativi e discrezionali, bensì un'attività materiale soggetta al principio del "neminem laedere" (Cass. civ., Sez. III, Ordinanza, 09/07/2024, n. 18676).

Revisione dell'assegno di divorzio: la consolidata e stabile convivenza dell'ex coniuge beneficiario può costituire moti...
14/05/2024

Revisione dell'assegno di divorzio: la consolidata e stabile convivenza dell'ex coniuge beneficiario può costituire motivo di revoca dell'assegno?

Con l’ordinanza n. 11627 pubblicata il 30 aprile 2024, la Cassazione civile torna a pronunciarsi in materia di revisione dell’assegno divorzile ex art. 9 della L. 898/1970 confermando il proprio orientamento secondo cui costituisce motivo nuovo e sopravvenuto che legittima la revoca dell’assegno il consolidamento di una stabile convivenza da parte dell’ex coniuge beneficiario dell’assegno e ciò ove anche tale stabile convivenza derivi da una relazione iniziata nel corso del giudizio di divorzio.

Autovelox: omologazione del dispositivo ed approvazione sono la stessa cosa? La recente Cassazione ha dato risposta nega...
29/04/2024

Autovelox: omologazione del dispositivo ed approvazione sono la stessa cosa?

La recente Cassazione ha dato risposta negativa.
In tema di autovelox, l’omologazione consiste in una procedura che, pur essendo amministrativa come l’approvazione, si differenzia da quest’ultima, in quanto ha anche natura necessariamente tecnica e tale specifica connotazione risulta finalizzata a garantire la perfetta funzionalità e la precisione dello strumento elettronico da utilizzare per l’attività di accertamento da parte del pubblico ufficiale legittimato, requisito, questo, che costituisce l’indispensabile condizione per la legittimità dell’accertamento stesso, a cui pone riguardo la norma generale di cui al comma 6 dell’art. 142c.d.s. (Cass.civ. Ord. n. 10505/2024).

Se viene revocata l'assegnazione della casa familiare può aumentare l'assegno di divorzio? SIE' stato di recente stabili...
28/03/2024

Se viene revocata l'assegnazione della casa familiare può aumentare l'assegno di divorzio? SI

E' stato di recente stabilito dalla Cassazione che in tema di revisione delle condizioni di divorzio, costituisce sopravvenienza valutabile, ai fini dell'accertamento dei giustificati motivi per l'aumento dell'assegno divorzile, la revoca dell'assegnazione della casa familiare di proprietà esclusiva dell'altro ex coniuge, il cui godimento, ancorché funzionale al mantenimento dell'ambiente familiare in favore dei figli, costituisce un valore economico non solo per l'assegnatario, che ne viene privato per effetto della revoca, ma anche per l'altro coniuge, che si avvantaggia per effetto della revoca, potendo andare ad abitare la casa coniugale o concederla in locazione a terzi o comunque impiegarla in attività produttive, compiendo attività suscettibili di valutazione economica che, durante l'assegnazione all'altro coniuge, non erano consentite (Cass. civ., Sez. I, Ordinanza, 25/03/2024, n. 7961).

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