Studio Legale Manfredi

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Assistenza in diritto civile

Lo studio ha maturato una significativa esperienza sia in ambito nazionale che

internazionale, fornendo ai propri clienti servizi specialistici che abbracciano tanto

la consulenza stragiudiziale, quanto l'attività contenziosa in ogni sua forma. L'attività di assistenza giudiziale viene svolta in campo civile, penale, societario, tributario e amministrativo.

Con la recentissima sentenza in oggetto, il Tribunale di Ancona ha ribadito il concetto che la società cessionario dei c...
03/07/2025

Con la recentissima sentenza in oggetto, il Tribunale di Ancona ha ribadito il concetto che la società cessionario dei crediti in blocco deve anche dimostrare l’esistenza del contratto di cessione anche in caso in cui siano intervenute varie cessioni nonchè l’inserimento nelle cessioni stesse, del credito azionato.

1 min read Nota a Trib. Ancona, Sez. II, 10 giugno 2025, n. 1062. di Marco Manfredi Avvocato Con la recentissima sentenza in oggetto, il Tribunale di Ancona ha ribadito il concetto che la società cessionario dei crediti in blocco deve anche dimostrare l’esistenza del contratto di cessione anche i...

26/04/2024

DEEPFAKE FUORILEGGE, CARCERE PER CHI CREA E DIFFONDE: LE NUOVE NORME SULLA INTELLIGENZA ARTIFICIALE DEL DDL DEL GOVERNO
L’uso malevolo della Intelligenza artificiale entra nel codice penale: carcere da 1 a 5 anni per chiunque cagiona ad altri un danno ingiusto, mediante invio, consegna, cessione, pubblicazione o comunque diffusione di immagini o video di persone o di cose ovvero di voci o suoni in tutto o in parte falsi, generati o alterati mediante l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale, atti a indurre in inganno sulla loro genuinità (deep fake). Il delitto è punibile a querela della persona offesa, ma si procede d’ufficio se il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio ovvero se è commesso nei confronti di persona incapace, per età o per infermità, o di una pubblica autorità a causa delle funzioni esercitate.Lo prevede il disegno di legge del Governo approvato il 23.4.2024 in consiglio dei ministri Il ddl è solo il primo, nelle intenzioni del Governo, di una serie di provvedimenti specifici di attuazione di deleghe che il Governo dovrà attuare in 12 mesi.Sempre sul fronte penalistico, l’utilizzo di sistemi di AI diventa inoltre circostanza aggravante per una serie di reati quali la sostituzione di persona, rialzo e ribasso fraudolente di prezzi , truffa, frode informatica, riciclaggio a auto riciclaggio, aggiotaggio. La tutela del diritto d’autore si estende nel caso di riproduzione o estrazione di testo o dati da opere o altri materiali disponibili in rete o in banche di dati in violazione degli articoli 70-ter e 70-quater, anche attraverso sistemi di intelligenza artificiale.

26/01/2024

ASSEGNO DIVORZILE: SI COMPUTA ANCHE LA CONVIVENZA PREMATRIMONIALE

La Cassazione ha ritenuto che, laddove emerga una relazione di continuità tra la fase «di fatto» dell'unione e la fase «giuridica» del vincolo matrimoniale, va computato anche il periodo della convivenza prematrimoniale ai fini dell'assegno divorzile. Con l'importantissima sentenza la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha messo in rilievo come la convivenza prematrimoniale, essendo ormai un fenomeno di costume sempre più radicato nei comportamenti della nostra società, laddove protrattasi nel tempo ed abbia «consolidato» una divisione dei ruoli domestici capace di creare «scompensi» destinati a proiettarsi sul futuro matrimonio e sul divorzio che dovesse seguire, deve essere necessariamente essere presa in considerazione ai fini della determinazione dell'assegno divorzile.

26/01/2024

LA CORTE DI CASSAZIONE HA STABILITO CHE IL DANNO DA DEMANSIONAMENTO SI ESTENDE ALLA PERDITA DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE

La Corte di Cassazione ha chiarito che il danno da demansionamento non può limitarsi alla sola preclusione della crescita professionale, ma può includere anche la "inevitabile perdita di aggiornamento professionale, non essendo la funzionaria più addetta alla materia dei criteri di valutazione del merito creditizio e dei presupposti per l'attività deliberativa degli affidamenti, in linea con la veloce evoluzione della materia specialistica”.
La sentenza sottolinea in tal modo che nella valutazione del danno si deve considerare anche l'impatto sullo sviluppo professionale complessivo del lavoratore.

19/01/2024

CORTE DI CASSAZIONE: "NEI CONTRATTI BANCARI, LA MANIPOLAZIONE DEL TASSO EURIBOR COMPORTA LA NULLITA' PER VIOLAZIONE DELLA LEGGE DELL'ANTITRUST"
La Corte di Cassazione Civile, con una recente sentenza del dicembre 2023 accogliendo il ricorso proposto da un cliente, ha statuito che nei contratti bancari, la manipolazione del tasso euribor comporta la nullità per violazione della legge antitrust. Era stata infatti dal ricorrente invocata la nullità del tasso applicato nel contratto di leasing in quanto determinato per relationem, facendo riferimento al tasso Euribor fissato attraverso un accordo manipolativo della concorrenza da un certo numero di istituti bancari, come accertato dalla Commissione Antitrust Europea con decisione del 4/12/2013. A supporto della domanda volta alla declaratoria di nullità dei tassi “manipolati” ed alla rideterminazione degli interessi nel periodo coinvolto dalla manipolazione, era stato invocato il divieto di cui all’art. 2 della l. n. 287/1990 applicabile a qualunque contratto o negozio a valle che costituisca applicazione delle intese illecite concluse a monte.

27/12/2023

MANTENIMENTO DEI FIGLI ANCHE IN AFFIDO CONDIVISO A CARICO DEL PADRE CHE LI VEDE MENO
La Corte di Cassazione conferma che anche in caso di affidamento condiviso, il genitore con collocamento inferiore dei figli è tenuto ad un contributo per il loro mantenimento. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, partendo dal principio che ciascun genitore debba provvedere al mantenimento del figlio in misura proporzionale al proprio reddito, ha stabilito che il giudice per dare concreta attuazione a tale principio, debba tener conto, nella determinazione dell'assegno di mantenimento a carico dei genitori, oltre che di una serie di altri elementi, anche dei tempi di permanenza della prole presso ciascun genitore. Pertanto se i figli stanno presso la madre la maggior parte del tempo, questa prevalente collocazione comporta per lei il sostenere oneri e costi aggiuntivi che va quindi considerata per la determinazione di un contributo di mantenimento a carico del padre.

Un duro colpo per le Banche e per le Società Finanziarie.La Corte Suprema di Cassazione ha accolto il ricorso ed ha  dic...
25/01/2022

Un duro colpo per le Banche e per le Società Finanziarie.
La Corte Suprema di Cassazione ha accolto il ricorso ed ha dichiarato la nullità parziale delle fideiussioni bancarie predisposte sullo schema ABI (Associazione Bancaria Italiana) riproduttive di clausole frutto di intesa anticoncorrenziale a monte, sanzionata dalla Banca d’Italia.
Alcune clausole sono state dichiarate nulle e coloro che hanno sottoscritto delle fideiussioni potrebbero evitare di pagare le somme richieste.

28/03/2020

LE NUOVE SANZIONI PER CHI ESCE DI CASA IN SEGUITO AL DECRETO LEGGE 25.3.2020 N. 19

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus si parla di sanzioni per chi esce di casa senza un giustificato motivo. Rispetto alle norme precedenti, con il nuovo decreto legge introdotto dal Governo ci sono parecchie novità: multe più salate e nuovi reati per gli infetti che violano la quarantena.
Cosa è cambiato in concreto.
Il legislatore, agendo su diversi aspetti, ha fatto un’opera di riorganizzazione e consolidamento di un’articolata serie di regole che erano state dettate dall’inizio dell’epidemia, e che scontavano in certi casi un’inevitabile confusione. Inoltre, il decreto-legge ha innovato la disciplina da diversi punti di vista. La novità di immediato impatto pratico per i cittadini è una nuova sanzione amministrativa, che è della stessa categoria di quelle per divieto di sosta o eccesso di velocità, per chi non rispetta le disposizioni di contenimento del virus. Prima di questo decreto-legge, il fatto costituiva invece un reato, e chi lo commetteva veniva sottoposto ad un procedimento penale e, se condannato, diveniva tecnicamente un pregiudicato. Rimangono in vigore altre sanzioni penali, comunque.

Cosa si rischia uscendo di casa
Il Governo ha introdotto un nuovo illecito amministrativo, punito con il pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro, che viene incrementata di un terzo se il fatto è commesso con l’uso di un veicolo. Per esempio, chi lascia il proprio domicilio senza le valide giustificazioni previste dalla legge dovrà pagare la sanzione. In caso di recidiva, cioè se si viene trovati più volte a non rispettare i divieti, l’importo viene raddoppiato. Attenzione anche a chi possiede attività commerciali e imprenditoriali, perché non osservare l’obbligo di tenere chiuso può aggiungere alla multa anche la chiusura obbligata per un periodo da 5 a 30 giorni.

Cosa succede a chi aveva già subito una denuncia penale nei giorni precedenti.
Il decreto-legge dispone che chi ha violato le misure prima della sua entrata in vigore, ed era quindi sottoposto ad un procedimento penale, risponde adesso con la semplice multa, per di più ridotta della metà. I Giudici che stanno procedendo devono trasmettere i fascicoli all’Autorità amministrativa competente. Nell’improbabile caso che qualcuno sia stato già condannato in via definitiva, la condanna viene revocata e non ne resta alcuna traccia nel casellario giudiziale.

In quali casi è consentito oggi uscire dal domicilio.
In attesa di ulteriori modifiche che il Governo potrà adottare, continuano oggi a valere le regole che abbiamo imparato a conoscere. Si può uscire per motivi di salute. Attenzione, però, perché non tutte le esigenze mediche legittimano l’uscita da casa: gli interventi di medicina estetica o i trattamenti legati al benessere, anche se svolti da medici, sono esclusi. Anche le comprovate esigenze lavorative consentono ai cittadini di muoversi, ma vanno interpretate tenendo presenti le altre limitazioni imposte al settore produttivo.
Questo significa che non potrà invocarle chi operi per un’azienda che il Governo ha chiuso. L’esigenza lavorativa deve essere oggettiva e documentabile, con l’esclusione degli adempimenti rinviabili o che si possono gestire senza allontanarsi da casa. Infine, si può lasciare il proprio domicilio in situazioni di necessità. È questo lo strumento che permette di soddisfare esigenze basilari, ma non è semplice stabilire cosa è autorizzato e cosa no. Per le nostre leggi, infatti, lo "stato di necessità" riguarda situazioni critiche, di «pericolo attuale di un danno grave alla persona». Casi che non giustificherebbero la possibilità di andare dal tabaccaio a comprare le si*****te, o di esercitare attività fisica all’aperto.

Perché queste attività sono ancora consentite.
Sembra che il Governo abbia in mente “necessità” diverse, legate, nell’ipotesi più plausibile, al bisogno di soddisfare bisogni primari, riconosciuti dalla nostra Costituzione. Anche in questa prospettiva, non mancano i problemi. Per tornare al fumo di sigaretta, non se ne vede l’aggancio ad un valore fondante del nostro ordinamento, anzi è un’attività pericolosa per la salute. Ma potrebbe essere stata considerata necessaria per garantire la tranquillità pubblica, anche se legalmente si fatica a trovare una giustificazione. E’ invece vietato uscire solamente per tenere compagnia ad un anziano il quale, anche se è da solo, stia bene e sia ben organizzato. Mentre invece è consentito raggiungerlo per prestare assistenza o per esempio per portargli la spesa.

Quando è possibile spostarsi da un Comune all’altro.
In via generale non è possibile. Il nuovo decreto prevede la possibilità di adottare specifici provvedimenti di divieto di ingresso o di uscita da territori comunali, regionali, o l’intero Paese, con la chiusura delle frontiere. Si può andare in un altro Comune nei casi che abbiamo descritto: per acquistare generi alimentari o raggiungere un medico che si trova in un Comune vicino. Lo spostamento è autorizzato anche in caso di assoluta urgenza. Legalmente, non è molto chiaro: il termine "urgente" sembra qui piuttosto significare “ineluttabile", situazioni in cui per la persona non ci siano alternative rispetto a quella di abbandonare il Comune di domicilio. Per esempio se l'eventuale perdita del lavoro abbia comportato il venir meno anche dell’alloggio, o di alternative possibilità di sostentamento.

Cosa succede se una persona che si trova in quarantena, perché è positiva al virus, esce di casa.
La situazione si aggraverebbe molto, perché il decreto ha introdotto un nuovo reato punito con l’arresto da 3 a 18 mesi e con l’ammenda da 500 ad 5.000 euro. Dunque, il soggetto sano che viola senza motivo le regole è sottoposto ad una semplice multa, mentre i positivi obbligati ad osservare la quarantena stretta, si renderebbero responsabili di un reato.
La Magistratura potrebbe usare in questi casi una procedura snella e veloce che si chiama decreto penale di condanna: la persona infetta che esce di casa potrebbe vedersi recapitare in tempi brevi una condanna penale al pagamento di una somma anche rilevante. Rimangono comunque alcune perplessità: il regime di quarantena stretta non è ben definito a livello normativo e inoltre, per regola generale, tutte le limitazioni della libertà personale dei cittadini, anche per sacrosante ragioni di salute pubblica, devono essere previste nel dettaglio dalla legge e disposte da un Giudice, anche successivamente all’ordine stesso, come avviene nella procedura dei trattamenti sanitari obbligatori.

Cosa accade se il soggetto in quarantena, uscendo, infettasse altre persone.
Il nuovo reato di “violazione della quarantena” scatta per il semplice fatto che si esce di casa, anche se l’untore non infetta nessuno. Se invece il contagio si diffonde a causa sua, scatta la punizione per altri reati, anche gravi. Si va dalle lesioni personali, dolose o colpose, fino, teoricamente, all'omicidio. I dati clinici indicano infatti che la malattia da Covid-19 può anche mettere in pericolo la vita della vittima, o durare più di quaranta giorni. Non si può purtroppo escludere neanche la morte del contagiato.
Il reato di epidemia è punito sia nella forma volontaria che in quella colposa. Le pene, soprattutto nel primo caso, sono estremamente aspre. I giudici, nelle poche volte in cui se ne sono occupati hanno chiarito che l’epidemia è un reato difficile da dimostrare. Per prima cosa, l’epidemia non dovrebbe essere già in corso i quei luoghi. Inoltre, l’incriminazione richiede una significativa diffusione della malattia dal punto di vista del numero di persone contagiate.
L’epidemia colposa, però, non si può escludere a priori. Pensiamo ad un soggetto contagiato che, violando i divieti, si rechi in una zona delimitata, che in precedenza era immune dal virus, e trasmetta il Covid-19 a molte persone, che a loro volta lo trasmettano a terzi. In questo caso il decreto prevede la contestazione del reato di epidemia colposa.
Dichiarare il falso nel modulo di autodichiarazione è un reato, ma solo in certi casi, anche se l’atteggiamento dell’Autorità sarà giustamente molto rigoroso. In via generale, è punito penalmente chi dichiari o attesti falsamente «l’identità, lo stato o altre qualità personali». Quindi può scattare la sanzione penale solamente se si mente su questi argomenti. Per esempio dichiarando falsamente di svolgere una determinata attività lavorativa, come quella di medico o di magistrato, per legittimare lo spostamento da un luogo ad un altro.
Oppure dichiarando, sempre falsamente, di essere affetti da patologie che richiedono frequenti controlli sanitari. Se invece la dichiarazione non veritiera non riguardi la sfera dell’identità, dello stato, né di altre qualità personali, la sanzione penale potrebbe essere dubbia. Per esempio nel caso in cui un soggetto dichiari falsamente che lo spostamento sia dettato dalla necessità di portare dei medicinali urgenti presso l’abitazione del proprio partner, mentre invece lo scopo è solamente quello di andarlo a trovare. Il modulo di autocertificazione richiede di attestare anche di non essere sottoposto alla misura della quarantena. Chi esce in tale condizione, quindi, rende un’autocertificazione falsa, commettendo per questo solo motivo un reato aggiuntivo a quello di violazione della quarantena. Le due sanzioni si sommano.

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