Riqualificare beni in stato di abbandono
L’Italia è un Paese molto importante in materia di patrimonio culturale. Basti pensare che 58 sono i siti nel nostro territorio, dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Il suo ruolo centrale non risiede però nella quantità, ma piuttosto nella qualità dei beni culturali e in fattori diversi, quali l’armonia tra le città e il paesaggio e la forte pre
senza nel territorio del patrimonio e dei valori storico culturali. I musei non contengono che una piccola porzione della risorsa artistica che è sparpagliata nelle città e nelle campagne. In questo insieme che è il frutto di un accumulo plurisecolare di ricchezza e civiltà, il fattore principale è il «modello Italia» della cultura e della conservazione beni in stato di abbandono. Per tutto questo, la gestione del patrimonio immobiliare abbandonato, sia privato che pubblico, non deve essere considerato un peso di cui liberarsi, ma una risorsa per il proprio sviluppo culturale. Gli interventi di valorizzazione devono privilegiare la permanenza degli edifici esistenti, con l’obiettivo di minimizzare interventi trasformativi al fine di preservare l’identità storico e culturale del nostro paese. Non abbiamo necessità di nuove costruzioni e di nuove cementificazioni, la strategia per migliorare il contesto abitativo e riappropriarci della nostra identità culturale è rianimare i piccoli centri abbandonati o riqualificare beni in stato di abbandono, con una storia che è la nostra storia. E’ di queste opportunità che vi vogliamo parlare con Case a 1 euro, i Fari, le Stazioni impresenziate e le Aree dismesse.