Studio Legale Avv. Monica Tomatis

Studio Legale Avv. Monica Tomatis Lo studio si occupa di diritto civile in genere, famiglia, lavoro, recupero crediti, procedure esecutive, infortunistica stradale, risarcimento danni.

Lo Studio Legale dell'avvocato Monica Tomatis offre ai propri clienti assistenza e consulenza in tutti i settori del diritto, oltre ad un'assistenza giudiziale e stragiudiziale su tutto il territorio regionale e nazionale. Al fine di offrire un servizio efficiente e puntuale, lo studio si avvale di fidati collaboratori in ragione delle qualità ed esperienze maturate nel diritto penale ed amministr

ativo. L'avvocato Tomatis ha acquisito esperienza ed è iscritto negli appositi elenchi degli amministratori di sostegno, tutori di persone interdette e curatori di persone inabilitate. È iscritta negli elenchi degli arbitri, è un mediatore civile professionista, si occupa di pratiche di volontaria giurisdizione, è patrocinante in Cassazione.

21/04/2026

Il giudice può confermare la confisca malgrado la prescrizione del reato: lo afferma la Consulta

Non viola la presunzione di innocenza l'articolo 578-bis del codice di procedura penale, nella parte in cui stabilisce che, quando è stata ordinata la confisca in casi particolari prevista dal primo comma dell'articolo 240-bis del codice penale e da altre disposizioni di legge o la confisca prevista dall'articolo 322-ter del codice penale, il giudice d'appello, nel dichiarare il reato estinto per prescrizione, decide sull'impugnazione ai soli effetti della confisca, previo accertamento della responsabilità dell'imputato.

Lo ha affermato la Corte costituzionale, con la sentenza numero 49/2026, pronunciandosi sulle questioni sollevate dalla Corte di Appello di Lecce, con riguardo ad un giudizio relativo all'applicazione di una confisca urbanistica conseguente ad un reato di lottizzazione abusiva estintosi per prescrizione. In linea con la propria sentenza numero 2 del 2026, la Corte costituzionale ha sottolineato che la decisione sull'impugnazione «ai soli effetti della confisca» non si pone in contrasto con il c.d. secondo aspetto della presunzione di innocenza sancita dall'articolo 6, paragrafo 2, della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, giacché tale decisione non equivale all'attribuzione di una "responsabilità penale" al prosciolto.

31/03/2026

Il prestito tra coniugi non prevede il rimborso in caso di separazione personale in quanto costoro, indipendentemente dal regime patrimoniale adottato, devono contribuire congiuntamente ai bisogni della famiglia; pertanto le somme personali utilizzate per detti bisogni non possono essere restituite in caso di separazione personale.
Spesso si assiste alla richiesta di restituzione di somme corrisposte da un coniuge durante il matrimonio - es. per la realizzazione della casa coniugale - e successivamente, venuto meno il progetto di vita familiare comune, reclamate.
Sovente, alla fine di un matrimonio, terminano dinamiche sentimentali ed iniziano questioni prettamente economiche.
Caso classico che si verifica allorquando uno dei due coniugi rivendica somme di danaro conferite in prestito all'ormai ex coniuge, da questi impiegate per le necessità familiari, ad esempio per realizzare o per ristrutturare la casa familiare.
Il Tribunale di Nola (sentenza n. 154/2026) conferma l'orientamento dei giudici di merito secondo cui i conferimenti in danaro avvenuti in costanza di matrimonio non sono ripetibili, trattandosi non di finanziamenti in senso stretto bensì rispondenti ad un dovere di solidarietà reciproca scaturente dal matrimonio stesso.
L'eventuale restituzione potrà pertanto avvenire soltanto su base volontaria (da [email protected])

19/01/2026

MANTENIMENTO DEI FIGLI: NON BASTA IL LICENZIAMENTO PER LA RIDUZIONE AUTOMATICA DELL'ASSEGNO
La Suprema Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32540 del 13.12.2025, ha stabilito che, qualora un genitore chieda la riduzione dell'assegno di mantenimento a causa del proprio licenziamento, il Giudice non possa limitarsi a constatare la perdita dello stipendio o l'erogazione della Naspi ma è necessario disporre una CTU contabile (consulenza tecnica d'ufficio) per valutare l'effettiva e complessiva capacità economica residua.

12/11/2025

Indennità di accompagnamento: in quali casi va riconosciuta?

La Corte di Cassazione definisce i confini dell'indennità di accompagnamento con una recente sentenza.

C'è un'annosa diatriba tra i cittadini e l'INPS riguardo al riconoscimento dell'indennità di accompagnamento.
L'istituto, infatti, tende spesso a negare questo beneficio economico alle persone diversamente abili, mentre i Tribunali, in numerosi casi, ribaltano tali decisioni riconoscendo il diritto all'indennità anche quando l'INPS lo nega.
In questo solco si inserisce la sentenza n. 28212/2025 della Suprema Corte di Cassazione, la quale ha riconosciuto il diritto all'indennità di accompagnamento agli eredi di un anziano che presentava oggettive difficoltà nella deambulazione.
La Corte di Cassazione, con la suddetta sentenza, ha chiarito che: "la necessità d'aiuto nel deambulare è sovrapponibile alla supervisione continua".

Per la Cassazione, la struttura privata che abbia concesso in locazione alcuni suoi immobili ad un medico non risponde d...
08/11/2025

Per la Cassazione, la struttura privata che abbia concesso in locazione alcuni suoi immobili ad un medico non risponde dei danni dallo stesso causati al paziente.
Ponendo fine ad una annosa questione costantemente portata all'attenzione dei Giudici, la Corte di Cassazione (con l'ordinanza n. 8163/2025 sotto allegata) ha statuito in maniera chiara ed inequivocabile che "la struttura sanitaria che abbia concesso in locazione alcuni suoi immobili e la relativa strumentazione sanitaria ad un medico non risponde dei danni da quest'ultimo causati ad un paziente".

04/08/2025

Assegno di mantenimento: la nuova convivenza non lo annulla automaticamente
Cassazione: la convivenza stabile dell'ex coniuge non basta, da sola, a far cessare l'assegno. Serve una valutazione complessiva
Con l'ordinanza n. 14358 del 31 maggio 2025, la prima sezione civile della Corte di Cassazione ha affermato un principio rilevante in tema di assegno di mantenimento: l'instaurazione di una convivenza stabile da parte dell'ex coniuge beneficiario non comporta, di per sé, la cessazione automatica del diritto all'assegno, ma impone al giudice una valutazione complessiva del caso concreto.
La decisione segna un punto di equilibrio tra il principio dell'autosufficienza economica e il riconoscimento del contributo offerto alla vita familiare durante il matrimonio, che può continuare a giustificare l'erogazione dell'assegno anche dopo l'instaurazione di una nuova unione di fatto.

11/06/2025

Omicidio stradale: la revoca della patente non è automatica

La Cassazione chiarisce che in caso di omicidio stradale, la revoca della patente non è automatica per ogni caso
Con la sentenza n. 18164/2025, depositata il 15 maggio 2025, la Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione ha chiarito i presupposti applicativi della revoca della patente di guida in caso di omicidio stradale, affermando che tale misura non può essere applicata automaticamente ma deve trovare giustificazione nelle condotte più gravi, come quelle previste dai commi 2 e 3 dell'art. 589-bis c.p.
La vicenda trae origine da un sinistro stradale mortale, all'esito del quale il conducente era stato condannato per omicidio stradale colposo, con applicazione della pena e contestuale revoca della patente di guida ai sensi dell'art. 222 del Codice della strada.
La difesa aveva impugnato tale provvedimento sanzionatorio, sostenendo che la condotta contestata non rientrava tra quelle aggravate previste dai commi 2 e 3 dell'art. 589-bis c.p., e che la revoca della patente, in assenza di gravi violazioni, costituiva una sanzione sproporzionata e ingiustificata.
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, affermando il seguente principio di diritto:
"In tema di omicidio stradale, la revoca automatica della patente di guida si giustifica solo per le più gravi violazioni sanzionate dai commi 2 e 3 dell'articolo 589-bis c.p., potendosi valorizzare, a tal fine, il marcato grado della colpa, la gravità delle violazioni cautelari e la mancata considerazione da parte dell'imputato di tutta una serie di dati fattuali di cui egli era pienamente a conoscenza al momento del fatto."
La decisione della Cassazione evidenzia la necessità di un controllo di proporzionalità della sanzione accessoria della revoca della patente, specie nei casi di colpa generica e assenza di condotte aggravanti. La Corte ha ribadito che l'automatismo sanzionatorio non è compatibile con il principio di personalizzazione della pena, in particolare quando si tratta di misure limitative di diritti fondamentali, come la libertà di circolazione e l'esercizio di attività lavorative connesse alla guida.

23/04/2025

Detenzione domiciliare al padre se manca la madre

Per la Consulta, è ammissibile la detenzione domiciliare il padre condannato se la madre è morta o non può farsi carico dei bambini

"È costituzionalmente illegittimo il divieto di concedere al padre la detenzione domiciliare quando la madre sia deceduta o impossibilitata a occuparsi dei figli, ma questi possano essere affidati a terze persone. Non viola, invece, i principi costituzionali il diverso trattamento, stabilito dall'ordinamento penitenziario, per la donna e l'uomo condannati che abbiano figli di età non superiore a dieci anni ovvero gravemente disabili". E' quanto ha stabilito la Corte costituzionale nella sentenza numero 52/2025.

03/03/2025

Il TFR in caso di divorzio
Non è sufficiente essersi separati per avere diritto ad una quota del tfr del coniuge avente diritto.
Si può tuttavia avere diritto alla quota di tfr dal momento della domanda di divorzio anche se non è ancora intervenuta la sentenza che dichiara la cessazione degli effetti civili del matrimonio.
Attenzione però: la domanda per l'ottenimento della quota di tfr può essere fatta in sede di domanda di divorzio ma l'indennità diventa esigibile solo dopo il passaggio in giudicato della sentenza. Occorre avere riguardo a quanto percepito dopo l'instaurazione del giudizio divorzile, escludendosi quindi eventuali anticipazioni eventualmente riscosse durante la convivenza matrimoniale o la separazione personale, essendo le stesse definitivamente entrate nell'esclusiva disponibilità dell'avente diritto", considerato che "la quota del trattamento di fine rapporto dell'altro coniuge, riconosciuta dall'art. 12 bis della l. n. 898/1970 a quello titolare dell'assegno divorzile che non sia passato a nuove nozze, deve liquidarsi sulla base di quanto dal primo riscosso, per tale causale, al netto delle imposte

24/02/2025

Mantenimento figlio maggiorenne: l'assegno non può essere sostituito dall'ospitalità

La Cassazione ha chiarito che il genitore obbligato al mantenimento non può offrirgli ospitalità al posto dell'assegno stabilito

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3329/2025, ha stabilito che il genitore obbligato al mantenimento di un figlio maggiorenne non autosufficiente non può decidere unilateralmente di adempiere all'obbligo offrendogli ospitalità in casa anziché versare l'assegno stabilito.

18/02/2025

Ansia e timore bastano per configurare lo stalking

La Cassazione ha ribadito un principio fondamentale in materia di atti persecutori: ansia e timore per la propria incolumità bastano per configurare il reato

La Corte di Cassazione, con la recente sentenza n. 2478/2025, ha ribadito un principio fondamentale in tema di atti persecutori, definendo i confini della condotta necessaria per integrare il reato di stalking, disciplinato dall'art. 612-bis del Codice Penale. La decisione rappresenta un punto di riferimento per comprendere quali comportamenti possano essere considerati penalmente rilevanti e come la percezione della vittima giochi un ruolo centrale.

11/02/2025

Accesso al WhatsApp dell'ex: è reato anche se si conosce la password

La Cassazione torna ad esprimersi su un comportamento molto diffuso ma spesso sottovalutato da molte persone

Con la sentenza numero 3025 del 27 gennaio 2025, la Corte di Cassazione - confermando un orientamento ormai consolidato - ha ribadito l'illecito di chi accede al device di un altro soggetto anche se conosce il codice.

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