08/12/2025
Nel mio lavoro incontro sempre più spesso casi di bullismo verticale, in cui sono proprio alcuni insegnanti ad avviare processi di stigmatizzazione ed etichettatura nei confronti degli alunni, soprattutto di quelli “troppo”: troppo sensibili, vivaci,curiosi o troppo lucidi nel pensiero critico. In questi casi, ogni comportamento del bambino viene deformato e ingigantito, creando un clima punitivo e accusatorio che si diffonde anche tra i compagni. Questa condotta, spesso alimentata da pressioni esterne o da atteggiamenti personali dei docenti, non è educativa e può configurare responsabilità disciplinari, civili e persino penali, oltre a violare i principi costituzionali di tutela del minore. Chi lavora con i bambini ha il dovere di operare con rispetto, proporzionalità e accoglienza, perché se sono gli adulti a etichettare, non si può pretendere comportamento diverso dai ragazzi. Sempre più spesso, infatti, mi trovo ad affrontare casi in cui cattiveria, frustrazione o invidia degli adulti si riversano sui minori sotto forma di finta “disciplina”.
Di tutto questo parlo meglio nell'articolo che segue 👇
L'analisi giuridica di un fenomeno emergente e le tutele per i minori vittime di stigmatizzazione.