Avv. Michela Lupi Jr.

Avv. Michela Lupi Jr. Studio Legale

05/06/2026

📌 Fino a che punto il creditore può sostituirsi al debitore? Basta una gestione qualitativamente insufficiente o serve un comportamento del tutto omissivo per far scattare la surrogatoria?

Il concetto di "inerzia" ex art. 2900 c.c. è al centro di un profondo contrasto giurisprudenziale, tanto da aver richiesto il recente intervento di rimessione alle Sezioni Unite.

⚖️ Tutela del credito o ingerenza intollerabile?
Alessandro Bongiorno propone un'analisi critica completa del panorama giurisprudenziale, in attesa della pronuncia della Cassazione.

Qui: https://rivista.camminodiritto.it/articolo.asp?id=11788

05/06/2026

Cassazione: la delibera assembleare in seconda convocazione è invalida se i millesimi dei favorevoli non superano quelli dei contrari, anche con voti numericamente maggioritari.

05/06/2026

Cassazione: il tentativo di pignoramento fallito non interrompe la prescrizione se l’attività esecutiva non è conoscibile al debitore.

02/06/2026

Mini abstract: Condominio: per la Cassazione la e-mail ordinaria non è sufficiente a far decorrere il termine per impugnare le delibere assembleari; serve il recapito effettivo ...

26/05/2026

Si avvisa che non saremo operativi dal 30 maggio al 2 giugno 2026
e dal 13 al 20 giugno 2026.

Dal 3 al 12 giugno e dal 22 giugno in avanti saremo reperibili, come di consueto.

Nei periodi di assenza si prega di contattarci gentilmente solo a mezzo e-mail.
Scusandoci per il disagio, ringraziamo.

Studio Legale dell’Avv. Michela Lupi Jr.

23/05/2026

La Suprema Corte riconosce valore probatorio alle fotografie reperite su piattaforme come Google Street View e Google Earth. Per contestarle non basta una generica opposizione: serve un disconoscimento preciso e documentato

23/05/2026
22/05/2026

Le somme percepite a titolo di assegno unico dal solo genitore convivente non devono essere restituite all’altro!
Lo hanno chiarito i Giudici milanesi all’esito di una vicenda che trae origine dalla richiesta di un ex coniuge che pretendeva la metà degli assegni incassati dall’ex moglie negli anni precedenti, sostenendo che l’affidamento condiviso imponesse una spartizione automatica al 50%.
Il Tribunale di Varese dava ragione all’uomo e condannava la moglie alla restituzione del 50% delle somme riscosse ma i Giudici d’appello milanesi riformavano la decisione perché: non può configurarsi un indebito tra i genitori ai sensi dell’art. 2033 c.c. poiché le somme non provengono dal patrimonio dell’ex partner, ma sono erogate dall’INPS o dal datore di lavoro non esistendo dunque un trasferimento patrimoniale diretto tra gli ex coniugi. Pertanto, se un genitore ritiene che l’altro abbia indebitamente percepito la sua quota, deve rivolgersi direttamente all’ente erogatore e non alla controparte.
L’assegno unico universale come gli assegni familiari hanno natura assistenziale e alimentare. Tale contributo non rappresenta un arricchimento per il genitore, ma una misura di sostegno economico destinata esclusivamente al mantenimento e ai bisogni della prole. Poiché tali somme hanno una specifica finalità solidale, esse sono per definizione irripetibili una volta impiegate per i figli.
In mancanza di accordi diversi, è del tutto legittimo che l’intero assegno sia percepito dal genitore collocatario. E infatti colui che convive con i figli a dover far fronte alle esigenze immediate e quotidiane, operando come un mandatario nell’interesse superiore dei minori. Dunque, in assenza di un accordo scritto o di un provvedimento giudiziale specifico che preveda la divisione, l’attribuzione integrale al genitore collocatario è considerata corretta e coerente con l’interesse superiore del minore.

21/05/2026

La Giunta e l’Osservatorio Avvocati Minacciati dell’Unione delle Camere Penali Italiane condannano con fermezza il post pubblicato da Mario Adinolfi contro l’avv. Fausto Gianelli, esposto alla gogna mediatica per aver assunto la difesa dell’indagato nel caso di Modena e per aver richiesto una perizia psichiatrica nell’esercizio delle proprie prerogative difensive.

Colpire un avvocato per il solo fatto di difendere un assistito significa colpire il diritto di difesa stesso, principio inviolabile sancito dall’articolo 24 della Costituzione, dall’articolo 6 della CEDU e ribadito anche dalla nuova Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione della professione forense, firmata a Lussemburgo nel 2025.

L’avvocato non si identifica con il proprio cliente né con i fatti contestati. Chiedere una perizia non significa complicità, ma esercitare un diritto-dovere fondamentale per garantire un processo giusto.

Particolarmente grave è l’invito a una mobilitazione “contro gli avvocati difensori”, con richieste di raccolta di nomi e recapiti: un clima di intimidazione incompatibile con lo Stato di diritto e con la tutela della professione forense.

La Giunta e l’Osservatorio esprimono piena solidarietà al collega Fausto Gianelli e a tutti gli avvocati che difendono anche le cause più difficili e impopolari. Perché è proprio lì che si misura la tenuta di una democrazia.

Indirizzo

Via Santuario, 39
Abano Terme
35031

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