Produzione Alexander & Ilya Salkind

Produzione Alexander & Ilya Salkind Menzionare tutti i film e lavori teatrali prodotti dalla famiglia Salkind e da Berta Dominguez.

29/10/2024

ANNI ‘60
Dormivo e pensavo di essere un virgulto
arrivato dal giardino della mia fantasia.
Nel sonno mi mettevo su di te come una vela,
tu allargavi le dita per infilarle fra i miei capelli
lunghi e fluenti come quelli di tutte le bimbe,
questo ero, non solo per te che eri già uomo fatto.
Mi svegliavo e sentivo freddo, ma non chiudevo la finestra,
mi piaceva viaggiare sul tuo corpo colore dell’ambra,
mi abbracciavi e io ti baciavo come tu mi avevi insegnato.
Capivo che non eri certo che salissi su quel piroscafo,
per tornare al tuo paese bello, ma tanto lontano,
e ti sentivi in colpa a profittare dei miei pochi anni,
a farmi completamente tua, cosa che mio padre
mai avrebbe accettato, chiuso fra la sua immacolata divisa
e il suo mondo antiquato, piccolo e borghese
e tu non sopportavi di essere rifiutato solo per il colore
della tua pelle, quello stesso colore che io amavo.
Mi piaceva sognare a occhi aperti e vedevo un prato
con l’erba alta, e tu eri felice al mio fianco,
e mi baciavi con dolcezza, cambiando ora posizione
sul tuo divano blu cobalto, io ingenua bambina
che nulla sapevo dell’amore carnale,
ti lasciavo fare, pur senza capire molto
dei tuoi gesti arditi ma sempre eleganti.
Un grido profondo saliva dal tuo petto e io
non capivo perché provavo dolore, tanto dolore
solo le tue carezze impudiche, tranquillizzavano
la mia paura le mie incertezze e l’inquietudine,
specchio di un mondo immobile, senza fantasia, capace
solo di puntare il dito verso chi aveva voglia di correre.
Dopo è arrivato il bello, il tuo sorriso e la gioia
di cominciare a comprendere il piacere di accettare,
le tue labbra schiuse sulle mie, senza sentir peccato.
Nel mio petto si faceva strada la tua passione,
lontana era la paura e il timore delle idee
così sbagliate della mia antiquata famiglia,
ora avrei dovuto nascondere che ormai ero una donna,
la bambina era fuggita sul prato in fiore, prima però
aveva afferrata felice e appagata di quell’ora d’amore,
una goccia, solo una goccia di speranza
capace di aiutarla a raggiungere le stelle.

28/10/2024

AUTUNNO IN FIORE
Tornato è l’autunno, la mia stagione,
che tutti vedono con occhi malinconici,
per me è invece un lungo bacio, pieno
di quelle foglie rossastre, cadute
dagli alberi che diventano sempre più spogli,
i rami tesi verso il cielo, come se pregassero,
e nell’aria un piacevole odore di caldarroste.
La mia anima ti cerca in quello specchio
lucido e immaginario e ricorda i giorni
che vivevamo insieme, al di là di un amore per te
mai esistito, per me ingenua e f***e, uno svago
che mi riporta alla vita triste, fin quando
ho incontrato i tuoi occhi grandi e pensosi,
che parlavano, ma io non volevo sentire.
Ricordo la nostra casa sotto i tetti,
e io piccola donna senza invidiare nulla,
seduta a terra a viver la mia vita, che credevo
piena, perché stavo con te a giocare col caso,
senza mai pensare che saresti sparito
senza un perché, lasciandomi un groviglio
di sentimenti, fatto di amore, odio, rancore,
saggezza e la tanta generosità che non meritavi.
Continua dopo tanto tempo il mio dolore,
pure se ho cercato di fare ordine in questa mia vita
scombinata e stanca, aspetto l’autunno,
e guardo attenta, dietro i vetri impolverati,
le foglie rossastre che cadono dagli alberi,
con i miei tanti rimpianti, ma senza pentimenti.

05/10/2024

GIORNO DI OTTOBRE
Oggi è un giorno speciale,
troppa era l’ansia che invade l’anima mia,
ho gettato tutti i miei sogni in un pozzo profondo,
dopo ho raccolto le mie speranze, quelle deluse,
e quelle che si affacciavano alla bocca del magico vaso,
ancora dovevano essere verificate, tranquillamente
le ho seppellite tra sassi e zolle di terra nera.
Un sospiro e dai miei giochi scomposti ho preso i desideri,
li ho sparpagliati al vento come fossero cenere.
Ora le mie mani sono vuote, penso di aver
trovato la pace, rifletto e capisco che mi manca
la tua ombra, la tua voce, manchi tu che hai distrutto
i miei pensieri non certo sereni, ma pieni
di umana bontà, di poesia, di amore verso gli altri.
Mi spaventa ritrovarmi da sola in questo mondo
senza fantasia, eppure non mi scoraggio,
riprendo nelle mani il mio destino crudele,
fatto di cielo e cannella, torno a girare senza rimpianti,
e mi perdo in questa mia vita piena di affanni.

20/09/2024

Cominciamo bene, apro facebook e arrivano facce che mi sarei risparmiata di vedere!“ Salute, o genti umane affaticate! / Tutto trapassa e nulla può morir. / Noi troppo odiammo e sofferimmo. Amate. / Il mondo è bello e santo è l'avvenir”.
Mariella Di Camillo@ promettimi che mai più permetterai a qualcuno di farti del male, ti auguro di avere la fortuna sempre accanto, che ti tiene per mano!

10/09/2024

Credimi non mi importa più nulla di te, sei un fantasma che vaga nei miei giorni passati, ma al pensiero del tuo cinismo, del tuo sciocco rapporto con le donne, che mi buttavi addosso, per sentirti grande, per il mio credere che forse tutto sarebbe finito e avremmo avuto una vita normale, quando penso al tuo comportamento, a quella calda sera di settembre, sento il cuore che si scioglie come neve. Non si tratta così una donna, la madre dei tuoi figli, tutto potevi fare dietro le mie spalle, non come un burattino davanti ai miei occhi, a vista dei miei tanti amici, con tua sorella che ti teneva bordone e siccome non è un'aquila, non si rendeva conto che aumentava il mio acuto malessere . Son passati tanti anni, pure c'è chi mi incontra e accenna, con crudeltà a quella festa che cominciava quando era già finita. Poi non ho potuto fare a meno di frequentarti, c'era il bambino, e ho visto con quanta dolcezza trattavi Carmelina e ora tratti quella che ti è vicina, che hai sposato, come avevi sposato me. Non ti auguro male, Gabriele non mi risveglia la passione propria della giovinezza, ma mi rispetta e mi accudisce, perché sto male, dopo quella sera, mi sono ammalata, e forti attacchi di panico mi tolgono il fiato se ci ripenso. Povero sciocco Arlecchino che a far la corte a una povera donnetta, in una festa, davanti a tanti invitati e a me, tua moglie, madre di tuo figlio, pensavi di guadagnare punti. Vivi la tua vita sereno, ma ricorda che hai fatto un'azione squallida e sporca, forse sono caratteristiche che ti appartengono.

Lettera d’addio
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Ho voluto scrivere la nostra storia,
ora che è finita e le cose appaiono più chiare.
Mi hai voluta per scappare via dal tuo mondo
squallido e meschino, pur non sentendo
per me un amore profondo.
Era strano non poter dire agli altri
l’amore che provavo per te,
dovevo nasconderlo come un peccato,
eppure peccato non era.
Ti sentivi autorizzato a farmi cocenti ingiurie,
tanto sapevi che io non reagivo.
Andavi con altre donne e me lo dicevi,
a volte ti pentivi, anche se mai hai pensato
di cambiare il tuo sistema di vita.
Restavo inerme per lo sfacelo dell’anima mia,
vengo ora a dirti addio, col cuore che sanguina,
però ho ritrovato un briciolo di dignità.
Vai pure lontano, difficile per gli altri
capire che si può sopportare del male,
senza trovare la forza di reagire.
Fa del tuo nido un regno,
dai pure alla tua nuova compagna
quello che a me hai negato,
come se non lo meritassi.
Vai lontano anima persa,
chi fa il male che tu hai fatto a me,
non vedrà mai farfalle
che girano intorno ad un candido fiore.
Non ti disprezzo, anche se hai fatto esplodere
la mia follia sopita, ma tanto invasiva,
ora non sono più sola, ho i miei giochi
di bimba un po’ sciocca che ha paura del buio
della solitudine, dell’ortica
che graffia le sue belle gambe,
dimostro al mondo di essere forte,
mi aggrappo a chi, con dolcezza,
mi apre la porta e mi prega
di non perdere la speranza,
e io faccio finta di essere ottimista.

23/08/2024

TARANTO,
Guardo il mio mare, più unico che raro nessuno è fatto come lui, una distesa d’acqua che unisce due mari, belli come paesaggi fiabeschi. Il grande e l’altro piccolo, un piacevole gioco di bellezza naturale, che ci ha regalato momenti di allegria e stravaganza. Il mio mare ruba il colore al cielo, mentre guarda il ponte che si apre e che si chiude, con gente che lo attraversa portando fardelli pesanti, alcuni di cose belle e sorridono, altri di dolore e trascinano, con passo stanco le mani in tasca, gli occhi lucidi di pianto. Guardo il mio mare, due masse d’acqua color del cielo che solo qui puoi trovare, puoi sentire la ninna nanna antica, che vorrebbe far diventar formaggio, le pietre della via e che al posto della pioggia far cadere fumanti e golosi maccheroni, come la zucca di Cenerentola che si tramutò in carrozza. Quando son partita dal mio magico mare ho pensato che al mio ritorno sarei stata felice, ora guarda le onde che si alzano verso l’alto e capisco che tutto, pure le palme immobili, restano indifferenti al mio silenzioso pianto, fatto di lacrime e sospiri, con gli occhi rivolti a te, città mia, bella e dolente. Il mare ancora non basta a calmare il fremito del mio cuore, pieno di sogni che purtroppo non si sono avverati e di tanti rimpianti che son fuggiti dalle mie mani. Vorrei fermare la brezza leggera, che scompiglia i capelli dei passanti ignari, ma non trovo le parole adatte, per arrivare alla serenità ormai lontana. Guardo la città nella sua interezza, il mio sguardo arriva fino alla città vecchia, le strade strette per la paura, da secoli lontana, dei cattivi saraceni. Foto viste solo sui libri, piccole immagini un po’ sfocate e una villa di adesso, per il piacere di bimbi e innamorati. E torno a guardare il mio mare, il ponte che si apre per lasciar passar le navi, tutto è poesia, tutto serve a qualcosa, a far ba***re il cuore, chiudo gli occhi e questo mare mi aiuta a dimenticare e mi fa compagnia; sento come se mi avvolgesse fra le sue onde, non ho paura di affogare, son come una sirena, cammino per le strade e nuoto nelle acque, l’orizzonte ci guarda e sorride pieno di fiori bianchi.

22/08/2024

Proponimenti
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Adesso riesci a sentire?
Allora ascoltami,
quello che dico è una goccia di realtà,
nessuno può fermarmi.
Salveremo il mondo
dobbiamo farlo
per le generazioni che verranno domani.
Mi capisci?
Siamo tutti esseri umani
possiamo farlo
dobbiamo farlo,
rendere questo mondo
un luogo migliore
e ad occhi aperti potremo sognare.

11/08/2024

PASSEGGIATA MATTUTINA
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Son tornata stamattina a passeggiare, sulla spiaggia dorata in riva al mare. Ho ricordato quelle mattine calde, a giocare con la sabbia bollente sotto un sole spavaldo e sempre amico. Un costume fatto rimediando due pezzetti di stoffa colorata, diverse l’una dall’altra, ricavati da due costumi consumati delle zie. Pure non facevo storie, sapevo di essere zimbello delle altre bimbe, ero felice lo stesso stavo in riva al mare, il mio amico di sempre, che non badava all’estetica ma toccava il mio cuore con dita di ginestra. Stamattina ripensavo a quei momenti e non mi importava, non sentivo disagio come allora, e il mio primo costume è arrivato quando non ero più bambina, ma quasi una ragazza. Era un pezzo unico colore di lillà, il più economico, informe senza stile, ma era un costume vero, non un qualcosa di rimediato e ridicolo. Mia madre se avesse voluto, da quando ero piccina, avrebbe potuto comprarmi o cucirmi lei stessa qualcosa fatto apposta, un costume di due pezzi uguali, ero tanto minuta, bastava un po’ di stoffa e buona volontà. Per lei non era un problema, il mio disagio, avevo forse dieci anni, se riflettevo, mi sentivo ridicola con due pezzi di costumi da buttare, un’arlecchinata, che suscitava le risa delle mie amichette, ma io guardavo il mare e mi consolavo, mi sentivo sicura. E mia madre pensava solo a se stessa, attenta a non farsi accorgere dagli altri parenti con la sigaretta sempre accesa nella mano, pronta ad attirare gli sguardi di uomini arditi, a catturarli per qualche momento, o semplicemente a fermare l’attenzione dei presenti, che ammiravano le sue forme di donna bella e formosa. Non le importava quello che poteva colpire i miei occhi attenti, non c’era la sua mano a consolare il pianto, che toccava le corde della mia fragile esistenza, per quello che all’epoca guardavo nello specchio, e non era piacevole a vedersi, io soffrivo e non parlavo. Così è passata una manciata d’anni ed è arrivato un costume comprato, insieme con una bellezza antica, il corpo di sirena fatta a donna, un cammeo che disegnava il viso di una bambola bambina. Son tornata stamattina a passeggiare, su quella spiaggia che unisce il mare all’orizzonte e ho lanciato un urlo di piacere, a quel paesaggio che conosce le mie angosce e i miei sospiri.

30/07/2024

PRIMA PARTE.
Ed io fra di voi.
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In passato ho avuto un amore bello importante, pieno di passione.
Lui era un avvocato alle prime armi, io avevo avuto la fortuna di ereditare lo studio di mio padre, morto prematuramente, sono commercialista, considerata, fin da allora, una delle migliori in città.
Ho conosciuto questo mio grande amore ad una festa di compleanno, la stessa sera abbiamo sentito un grande trasporto l'uno per l'altro, subito è nata fra noi una relazione travolgente, a cui entrambi ci siamo lasciati andare.
Forte era l'intesa che ci univa, avevamo bisogno l'uno dell'altro, ci legavano il desiderio e i nostri giochi d'amore, la passione fra noi era sempre più intensa.
I nostri amici ci prendevano un po' in giro a vederci così innamorati, ma senza nessuna invidia, il nostro amore suscitava solo la simpatia e il rispetto degli altri.
Dopo pochi mesi ci sposammo, ma decidemmo di non avere subito figli, la nostra vita era completa il nostro amore sempre più acceso. Vivevamo spensierati, divertendoci nei momenti liberi, spesso andavamo al 'Capriccio' a Via Veneto, dove non solo ballavamo, stringendoci languidamente, ma potevamo ascoltare buona musica.
Una cosa ci divertiva più di ogni altra: andare alle feste dei nostri amici, molti di loro erano dell'America Latina, era gradevole immergerci nel loro piacevole chiasso, sentire i loro scherzi un po' ingenui, fare esperienza provando i sapori della loro cucina.
Eravamo insieme ormai da tre anni e fummo invitati da Neusita, un'amica brasiliana che festeggiava il compleanno.
Andammo con il nostro solito buonumore, sicuri di passare una serata piacevole e infatti l'allegria non mancava.
Poi cosa accadde non so, il mio destino prese una piega che non mi aspettavo: mio marito cominciò a corteggiare una donna che non avevo mai visto prima.
La solita amica informata di tutto, mi disse che si frequentavano da qualche settimana, strano che io non ne sapessi niente.
La serata di colpo divenne un incubo, vidi che le attenzioni di mio marito diventavano sempre più accese, la donna che dimostrava di accettarle, cominciò un gioco perverso, i suoi comportamenti diventarono sempre più audaci ed equivoci.
Tutto si consumava lì alla festa, davanti a tutti, senza un minimo di rispetto per me.
Perché ? Nessuna donna può meritare tale affronto.
Non mi ero accorta di nulla, ma le cose fra noi andavano bene, a cosa dare la colpa? Ero bella, molto più bella dell'altra, forse ero troppo donna in carriera e questo poteva aver disturbato lui che era un modesto avvocato? Io non glielo avevo mai fatto pesare e per me non era un problema, era lui che forse si era sentito a disagio.
Mille congetture mi vennero in mente, mentre davanti ai miei occhi si consumava un vero gioco al massacro.
Pensai di tutto, anche cose meschine, l'altra era una modesta donna di casa, senza numeri per stabilire competizioni, forse era una donna più facile di me per viverci insieme.
Venne il momento di aprire i regali e ci sedemmo a terra, in circolo, mio marito e l'altra si misero vicini, con le ginocchia che si sfioravano. Tutti fecero finta di niente, ma l'imbarazzo si tagliava con il coltello.
Riprese la festa, i balli, le chiacchiere; la casa di Neusita era grande, piena di gente, si formarono gruppi e questo permise ai più invadenti di avvicinarmi per fare commenti sgradevoli e non richiesti.
Ci fu chi mi si avvicinò con fare amichevole, ma in realtà voleva solo spettegolare, soprattutto fui disturbata da chi mi diceva, fra le righe, che facevo pena e pareva quasi che godesse a vedere quello che stava succedendo.
Io ero stata sempre ammirata per l' amore che mio marito sentiva per me,
Tutto quel chiacchiericcio mi fece sentire molto umiliata.
L'altra donna andò via prima di noi, salutò mio marito con un bacio sulla guancia e gli fece l'occhietto. A me non degnò di uno sguardo.
In macchina entrai come una furia, lui mi mise subito a tacere, non ricordo cosa mi disse, ricordo solo le urla e vederlo così diverso dal solito, crudele e distante, mi colpì come se mi avesse dato una coltellata.
Nei giorni seguenti, l'intesa con l'altra divenne rapidamente una vera relazione, del tutto ufficiale. C'erano tra loro telefonate continue, davanti a me, che non potevo fiatare.
Dopo pochi mesi, mio marito andò via di casa, lo abbracciai, l'implorai piangendo di restare, di provare a riconciliarci, promisi che gli avrei perdonato tutto, anche l'umiliante serata a casa di Neusita, per cui c'era ancora chi sghignazzava alle mie spalle, ma nonostante la mia disperazione, fu irremovibile.
In seguito chiese il divorzio e sposò quella donna.
Tanto tempo è passato, anni che sono volati, a volte ripenso a quella mia storia d'amore, al mio matrimonio, ai momenti belli e pieni di passione, poi mi torna in mente quella famosa sera a casa di Neusita e sento una lama crudele che squarcia l'anima mia.

RACCONTI AUTOBIOGRAFICI SCRITTO DA MARIELLA DI CAMILLO, QUALCHE ANNO FA!

A Santiago voy...
25/07/2024

A Santiago voy...

El grupo gallego de los años 60 y 70 Los Tamara interpretan su mas celebre cancion, compuesta por Ricardo Ceratto. A SANTIAGO VOY (Ricardo Ceratto)¡Ai Carmel...

24/07/2024

A UN FIGLIO CHE NON CONOSCE AMORE
Non voglio chiederti fari accesi,
durante spaventose tempeste marine,
non voglio chiederti nulla di rassicurante,
mentre percorro strade asfaltate,
bollenti di pece nera appena cosparsa
e neppure ti voglio implorare, terrorizzata
quando percorro viottoli stretti e fangosi,
pieni di buche, avvallamenti e sterpaglie.
Non posso importi legami, in un mondo
fatto solo di fantasia e tristi illusioni.
Il nostro amore è immaginario,
mai è esistito, mai esisterà,
è fatto di figure di pura fantasia, e noi
non possiamo farlo nascere come fosse vero.
Tutto è uguale, nel nostro mondo fantastico
il dolce e l’amaro, il serio e il faceto, tutto
che si fonde in un lungo abbraccio.
Io spero di vivere lontano da te,
è difficile, lo so, ma devo provarci
senza paura, con tanto coraggio,
anche davanti ai torti più vili,
guardando in alto, sarò ieratica e austera,
senza timore di nulla e nessuno.
Resta senza di me, nel silenzio più cupo,
tu, capace di essere indomito e spavaldo,
sono certa che andrai avanti,
infastidendo gli altri con i tuoi giochi bambini,
ma troverai sempre il coraggio
e la forza di compiere, senza togliere
il tuo sorriso beffardo e impunito,
il miracolo di accendere improvviso,
il lampo di uno sparo nel buio.

18/07/2024

GIOCHI DI BIMBA
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Ricordo quando bambina facevo barchette di carta,
le posavo sull’acqua del mare, quando era calmo,
le onde si rincorrevano tranquille, piene di spuma,
e qualche medusa insolente arrivava fino alla riva.
Un dolce sole cocente si specchiava cantando
nelle acque azzurre e profonde, e io ero felice.
Non pensavo al domani lontano e offuscato
dal tempo che doveva ve**re per dar la sua impronta,
che io immaginavo serena, fatto di un nido
pieno di fiori e canzoni, fra lustrini e pigotte
ormai messe in mostra, non più usate, servivano
solo per dare allegria e rendere sontuoso, elegante
il salotto buono, come quello della bella Carlotta,
l’amica di nonna Speranza, fatto di cose di pessimo gusto.
E il futuro rideva beffardo, col suo paniere di giochi,
brutti frutti di cera e fiori di carta, pieni di polvere,
esposti per fare figura, nascosto dietro una tenda di pizzo,
pronto a donarmi giorni pieni di angoscia e dolore.

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Paris

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