30/07/2024
PRIMA PARTE.
Ed io fra di voi.
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In passato ho avuto un amore bello importante, pieno di passione.
Lui era un avvocato alle prime armi, io avevo avuto la fortuna di ereditare lo studio di mio padre, morto prematuramente, sono commercialista, considerata, fin da allora, una delle migliori in città.
Ho conosciuto questo mio grande amore ad una festa di compleanno, la stessa sera abbiamo sentito un grande trasporto l'uno per l'altro, subito è nata fra noi una relazione travolgente, a cui entrambi ci siamo lasciati andare.
Forte era l'intesa che ci univa, avevamo bisogno l'uno dell'altro, ci legavano il desiderio e i nostri giochi d'amore, la passione fra noi era sempre più intensa.
I nostri amici ci prendevano un po' in giro a vederci così innamorati, ma senza nessuna invidia, il nostro amore suscitava solo la simpatia e il rispetto degli altri.
Dopo pochi mesi ci sposammo, ma decidemmo di non avere subito figli, la nostra vita era completa il nostro amore sempre più acceso. Vivevamo spensierati, divertendoci nei momenti liberi, spesso andavamo al 'Capriccio' a Via Veneto, dove non solo ballavamo, stringendoci languidamente, ma potevamo ascoltare buona musica.
Una cosa ci divertiva più di ogni altra: andare alle feste dei nostri amici, molti di loro erano dell'America Latina, era gradevole immergerci nel loro piacevole chiasso, sentire i loro scherzi un po' ingenui, fare esperienza provando i sapori della loro cucina.
Eravamo insieme ormai da tre anni e fummo invitati da Neusita, un'amica brasiliana che festeggiava il compleanno.
Andammo con il nostro solito buonumore, sicuri di passare una serata piacevole e infatti l'allegria non mancava.
Poi cosa accadde non so, il mio destino prese una piega che non mi aspettavo: mio marito cominciò a corteggiare una donna che non avevo mai visto prima.
La solita amica informata di tutto, mi disse che si frequentavano da qualche settimana, strano che io non ne sapessi niente.
La serata di colpo divenne un incubo, vidi che le attenzioni di mio marito diventavano sempre più accese, la donna che dimostrava di accettarle, cominciò un gioco perverso, i suoi comportamenti diventarono sempre più audaci ed equivoci.
Tutto si consumava lì alla festa, davanti a tutti, senza un minimo di rispetto per me.
Perché ? Nessuna donna può meritare tale affronto.
Non mi ero accorta di nulla, ma le cose fra noi andavano bene, a cosa dare la colpa? Ero bella, molto più bella dell'altra, forse ero troppo donna in carriera e questo poteva aver disturbato lui che era un modesto avvocato? Io non glielo avevo mai fatto pesare e per me non era un problema, era lui che forse si era sentito a disagio.
Mille congetture mi vennero in mente, mentre davanti ai miei occhi si consumava un vero gioco al massacro.
Pensai di tutto, anche cose meschine, l'altra era una modesta donna di casa, senza numeri per stabilire competizioni, forse era una donna più facile di me per viverci insieme.
Venne il momento di aprire i regali e ci sedemmo a terra, in circolo, mio marito e l'altra si misero vicini, con le ginocchia che si sfioravano. Tutti fecero finta di niente, ma l'imbarazzo si tagliava con il coltello.
Riprese la festa, i balli, le chiacchiere; la casa di Neusita era grande, piena di gente, si formarono gruppi e questo permise ai più invadenti di avvicinarmi per fare commenti sgradevoli e non richiesti.
Ci fu chi mi si avvicinò con fare amichevole, ma in realtà voleva solo spettegolare, soprattutto fui disturbata da chi mi diceva, fra le righe, che facevo pena e pareva quasi che godesse a vedere quello che stava succedendo.
Io ero stata sempre ammirata per l' amore che mio marito sentiva per me,
Tutto quel chiacchiericcio mi fece sentire molto umiliata.
L'altra donna andò via prima di noi, salutò mio marito con un bacio sulla guancia e gli fece l'occhietto. A me non degnò di uno sguardo.
In macchina entrai come una furia, lui mi mise subito a tacere, non ricordo cosa mi disse, ricordo solo le urla e vederlo così diverso dal solito, crudele e distante, mi colpì come se mi avesse dato una coltellata.
Nei giorni seguenti, l'intesa con l'altra divenne rapidamente una vera relazione, del tutto ufficiale. C'erano tra loro telefonate continue, davanti a me, che non potevo fiatare.
Dopo pochi mesi, mio marito andò via di casa, lo abbracciai, l'implorai piangendo di restare, di provare a riconciliarci, promisi che gli avrei perdonato tutto, anche l'umiliante serata a casa di Neusita, per cui c'era ancora chi sghignazzava alle mie spalle, ma nonostante la mia disperazione, fu irremovibile.
In seguito chiese il divorzio e sposò quella donna.
Tanto tempo è passato, anni che sono volati, a volte ripenso a quella mia storia d'amore, al mio matrimonio, ai momenti belli e pieni di passione, poi mi torna in mente quella famosa sera a casa di Neusita e sento una lama crudele che squarcia l'anima mia.
RACCONTI AUTOBIOGRAFICI SCRITTO DA MARIELLA DI CAMILLO, QUALCHE ANNO FA!