13/02/2026
Dopo 19 anni arriva il momento più difficile: salutare la Lega.
Non lo dico a cuor leggero, né con rabbia. Lo dico con quel nodo alla gola che ti prende quando chiudi un capitolo che ti ha fatto crescere, ti ha dato tanto, ma a cui hai dato – davvero – tutto quello che avevi.
In questi anni ho vissuto la politica tra la gente, con la gente e per la gente: ai banchetti, nelle piazze, nelle riunioni infinite, nelle trasferte, sotto la pioggia ai gazebo, nelle discussioni accese ma sincere. Ho ascoltato problemi veri, uno per uno, e ho condiviso pezzi di vita con militanti e sostenitori che non dimenticherò mai.
Io c’ero quando eravamo al 2% e c’ero quando siamo arrivati al 34%. E in mezzo c’è stata una strada lunga, fatta di battaglie portate avanti insieme, fino alla vittoria del 2019. In tutti questi passaggi, una cosa è rimasta identica: io sono sempre stato lo stesso.
Negli ultimi 15 anni ho rappresentato la Lega nelle istituzioni del mio territorio: da Vicesindaco del Comune di Forlì e da Consigliere comunale, sempre con orgoglio e rispetto. E lo dico senza giri di parole: in questi anni ho tirato il carroccio davvero, prendendo per 15 anni consecutivi il maggior numero di preferenze, nel centrodestra e in tutte le elezioni in cui sono stato candidato. Non per vanità, ma perché quei numeri sono fiducia, presenza, lavoro quotidiano.
Ho avuto tanto e ho dato altrettanto. E proprio per questo oggi fa male.
Lascio tanti amici, alcuni speciali. Ma scelgo di seguire anche altri che, negli ultimi tempi, si sono distaccati dalla Lega per seguire Roberto Vannacci. E lo dico chiaramente: non è una questione di numeri o economica. È una questione di persone e di ideali.
Ieri sera Vannacci mi ha telefonato per darmi il benvenuto e per ringraziarmi di averlo seguito in questa avventura. Devo ammettere che quella telefonata alle 22.51 mi ha emozionato: un gesto che dice molto e che mi ha fatto capire lo spessore della persona con cui lavorerò in futuro.
Da oggi, nella provincia di Forlì-Cesena e in tutta la Romagna, farò il mio compito come ho sempre fatto: con concretezza e presenza. E cercherò di coinvolgere quante più persone possibile nella nuova casa del Generale.
Ieri si è chiusa una storia.
E ne è iniziata un’altra.
A testa alta. Sempre.