07/07/2021
Voglio condividere con voi il tema della manifestazione promossa qualche giorno fa da Cgil, Cisl e Uil riguardante il tema della PAS (𝐒𝐢𝐧𝐝𝐫𝐨𝐦𝐞 𝐝𝐚 𝐀𝐥𝐢𝐞𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐏𝐚𝐫𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞) e ne prendo spunto per una riflessione sull’argomento.
La sindrome suddetta coincide con la tesi che un bambino che ha difficoltà a intrattenere una relazione con un genitore sia stato plagiato senza, piuttosto, valutare che effettivamente il bambino ha una propria volontà troppo spesso rimasta inascoltata.
Vorrei sottoporre alla vostra attenzione, nella qualità di Avvocato e di padre, la questione che ad oggi risulta essere una delle più dibattute e più sofferte in tema di minori e di Tribunale Minorile, prescindendo dalla considerazione della madre o del padre e concentrandomi sulle esigenze del minore in un sistema giudiziario che ad oggi, di fatto, mostra carenze nel ricercare in modo sistemico, anche con l’aiuto degli addetti ai lavori, la volontà del minore.
Preliminarmente, tengo a precisare, che condanno ogni forma di violenza, sia essa fisica che psichica, a maggior ragione nel caso in cui questa abbia in oggetto un bambino, anche se pur indirettamente, e vi pongo un quesito: la volontà di un bambino deve soccombere a tutti i costi, in nome di una onnipresente conflittualità ricorrendo con estrema, sconvolgente, naturalezza all’ospitalità presso la Casa di Accoglienza?
La Casa Famiglia non deve essere uno strumento di coercizione della volontà del minore quando lo stesso non venga compiutamente ascoltato da chi ne ha il dovere. La Casa Famiglia è, e deve rimanere, la scelta residuale.
Il principio dell’ascolto del minore, in un regime sistemico con il coinvolgimento dei genitori deve prevalere su tutto con l’assunzione di responsabilità da parte di chi deve attivamente
tutelare il minore.
Occorre intervenire presto con una riforma legislativa, di cui mi farò promotore, per far si che ogni soggetto interessato, Magistrati, Psicologi, Neuropsichiatri, Assistenti Sociali, Curatori e Avvocati operino sinergicamente nell’esclusivo interesse del minore mettendo da parte le illogiche e innaturali dinamiche che troppo spesso si ripercuotono in capo al minore e, ahimè, in capo ai genitori.
Non occorrono interventi di consulenti e di servizi sociali ove tali interventi intendano risolvere i traumi dei bimbi con tre, quattro o cinque incontri in mesi di tempo e in assenza di massima interazione con genitori e giudici.
Tutti devono intervenire con una unica, presente cabina di regia operativa e scevra da dinamiche di appartenenza al ruolo genitoriale.
Esistono solo genitori! No padre o madre. Solo interesse superiore del minore.. no vincere a tutti i costi con interventi a volte di parte.
Diamo voce a chi voce non ha!
A presto, Giuseppe.
Boom di adesioni alla manifestazione che si terrà domani davanti a Montecitorio dedicata al tema della PAS, l’alienazione parentale teorizzata dal medico americano Richard Gardner...