SLG - Studio Legale Galluffo

SLG - Studio Legale Galluffo Lo Studio nasce a Trapani nel 1969. Consolida la posizione divenendo punto di riferimento nel settor

2025.12.22 - patti Prematrimoniali, una svolta epocale ma equilibrata
22/12/2025

2025.12.22 - patti Prematrimoniali, una svolta epocale ma equilibrata

APERTURA VERSO LA VALIDITA’ DEI PATTI PREMATRIMONIALI UNA SVOLTA EPOCALE MA EQUILIBRATA (ordinanza n.20415 del 2025) I patti prematrimoniali sono accordi stipulati tra i futuri coniugi prima della celebrazione del matrimonio finalizzati a regolare aspetti patrimoniali e talvolta personali in caso ...

2025.12.21 - Furto e regime di procedibilità - il contrasto rimesso alle Sezioni Unite
22/12/2025

2025.12.21 - Furto e regime di procedibilità - il contrasto rimesso alle Sezioni Unite

Diffamazione online: lo screenshot di siti e blog è prova valida nel processo penale La semplice contestazione dell’imputato non basta a escludere l’utilizzabilità dello screenshot come prova documentale. A chiarirlo è la Corte di cassazione, che con la sentenza n. 39792 del 2025 ha ribadito ...

2025.12.22 - diffamazione on line - validità degli screenshot
22/12/2025

2025.12.22 - diffamazione on line - validità degli screenshot

Diffamazione online: lo screenshot di siti e blog è prova valida nel processo penale La semplice contestazione dell’imputato non basta a escludere l’utilizzabilità dello screenshot come prova documentale. A chiarirlo è la Corte di cassazione, che con la sentenza n. 39792 del 2025 ha ribadito ...

2025.12.17 -  Notifiche postali private senza licenza: cartella annullataNotifiche postali private senza licenza: cartel...
17/12/2025

2025.12.17 - Notifiche postali private senza licenza: cartella annullata

Notifiche postali private senza licenza: cartella annullata e prescrizione dichiarata

Accolto il ricorso proposto avverso una cartella di pagamento di € 10.000, notificata tramite poste private.

Il profilo decisivo della controversia non ha riguardato, tuttavia, il mero decorso del termine prescrizionale, bensì la radicale nullità dell’atto asseritamente interruttivo della prescrizione, invocato dall’Agente della Riscossione.

Tale atto, infatti, risultava notificato da un operatore postale privato privo della necessaria licenza individuale speciale, richiesta dalla normativa vigente per lo svolgimento del servizio di notificazione.

La legge n. 124 del 2017 ha liberalizzato il settore postale, in precedenza riservato al servizio universale di Poste Italiane, consentendo l’accesso anche agli operatori privati, ma subordinando la legittimità delle notifiche al rilascio di una specifica licenza individuale speciale.

Ne consegue che l’operatore postale privato, in assenza di tale titolo abilitativo, non è legittimato a effettuare notifiche aventi valore legale, con la conseguenza che gli atti da esso notificati sono giuridicamente nulli e inidonei a produrre effetti, compreso quello interruttivo della prescrizione.

Nel caso di specie, essendo la notifica dell’atto interruttivo avvenuta dopo l’entrata in vigore della legge n. 124/2017 ma prima del rilascio della licenza individuale speciale all’operatore privato, il Giudice ha ritenuto la notifica nulla.

Accertata l’inefficacia dell’atto interruttivo e verificato il decorso del termine prescrizionale, l’opposizione è stata accolta e la prescrizione del credito definitivamente dichiarata.

Avv. Michela Tiziana Scaturro

Notifiche postali private senza licenza: cartella annullata e prescrizione dichiarata Accolto il ricorso proposto avverso una cartella di pagamento di € 10.000, notificata tramite poste private. Il profilo decisivo della controversia non ha riguardato, tuttavia, il mero decorso del termine prescri...

2025.12.13 - congratulazioni al nostro Fabrizio Genna da oggi Cassazionista!Lo Studio Legale Galluffo esprime sincere co...
13/12/2025

2025.12.13 - congratulazioni al nostro Fabrizio Genna da oggi Cassazionista!

Lo Studio Legale Galluffo esprime sincere congratulazioni all'Avv. Fabrizio Genna che,

coerentemente con il brillante percorso professionale sempre portato avanti,

da oggi è iscritto all'albo Speciale degli Avvocati abilitati al patrocinio dinnanzi alla Corte di Cassazione ed alle altre Giurisdizioni Superiori.

Avanti tutta!

https://www.studiolegalegalluffo.it/cassazionista-studio-legale-galluffo-trapani/

2025.9.11 - REMISSIONE DI QUERELA - non serve l'accettazione espressahttps://www.studiolegalegalluffo.it/remissione-quer...
11/09/2025

2025.9.11 - REMISSIONE DI QUERELA - non serve l'accettazione espressa

https://www.studiolegalegalluffo.it/remissione-querela-produzione-giudizio-accettazione-cassazione-2025/

Remissione di querela: basta la produzione in giudizio, vale come accettazione

La Cassazione ha fatto chiarezza su un punto cruciale: quando il querelato produce in giudizio l’atto di remissione della querela, ciò equivale a un’accettazione tacita, anche se non vi è una formale dichiarazione in tal senso.
Con la sentenza n. 30377/2025, la VI Sezione penale ha stabilito che l’accettazione si presume, purché il querelato sia a conoscenza della remissione e non manifesti una volontà contraria. In altre parole, non serve un “sì” esplicito: ciò che conta è la mancanza di un rifiuto.
Il caso riguardava un uomo condannato per violazione degli obblighi verso l’ex coniuge. La difesa aveva prodotto in giudizio un verbale di remissione della querela e un accordo di transazione. La Suprema Corte ha annullato la condanna per questo reato, riconoscendo la validità della remissione, ma ha confermato la responsabilità per l’inadempimento verso i figli minori, trattandosi di reato procedibile d’ufficio.
La decisione si inserisce nel solco della riforma Cartabia (D.lgs. 150/2022), che ha codificato il principio secondo cui il silenzio o la mancata opposizione del querelato equivalgono a un’accettazione.
In sintesi: la remissione della querela è un atto unilaterale che si perfeziona con la volontà del querelante; il querelato può solo rifiutare. Se non lo fa, il reato si estingue.

27/07/2025

“Tanto era uno straniero. Se era in carcere un motivo ci sarà. E se non è per quello che ha fatto, è per quello che potrebbe fare.”

2025.7.27 - PERCHÉ’ E’ STATO BELLO E SERVE ANCORAIl Pride di Trapani e la fatica di essere liberi.Perché il Pride di Tra...
27/07/2025

2025.7.27 -
PERCHÉ’ E’ STATO BELLO E SERVE ANCORA
Il Pride di Trapani e la fatica di essere liberi.

Perché il Pride di Trapani è stato bello? Perché la città si è riempita di colori, di sorrisi, di famiglie, di giovani e meno giovani che, con naturalezza e semplicità, hanno voluto ribadire un principio tanto ovvio quanto ancora fragile: la libertà di essere sé stessi.

Ma perché serve ancora?
È sufficiente leggere certi commenti, intrisi di ignoranza e di livore, per capire quanto cammino ci sia ancora da fare.
Qualcuno ha scritto: “Dai commenti disagiati che leggo, abbiamo ancora bisogno di tanti anni di Pride”. È vero. Finché l’idea di uguaglianza farà paura a chi vive di pregiudizi, manifestare sarà non solo un diritto, ma un dovere civile e politico.

Il Pride non è un carnevale, né un vezzo folcloristico: è la manifestazione di una battaglia di dignità, che coinvolge tutti, non solo chi si riconosce nella comunità LGBTQ+. È un evento che richiama la nostra società alla responsabilità di non lasciare indietro nessuno, di abbattere barriere culturali che troppo spesso si traducono in discriminazioni reali.

Trapani sarà sempre al fianco di chi lotta per i diritti civili. La libertà, per noi, non è mai negoziabile.

Il Pride di Trapani è stato una festa, sì. Ma una festa che ha il sapore di una resistenza culturale. Un modo per dire che Trapani vuole essere una città aperta, inclusiva, moderna. Dove la diversità sia considerata una ricchezza, non un problema da nascondere.

E finché ci sarà anche solo un commento intriso di odio, finché ci sarà chi si scandalizza per un bacio, per un abbraccio, per un’esistenza che non corrisponde ai loro schemi, il Pride avrà senso.

Con coraggio. Con orgoglio.

Salvatore Galluffo

Intercettazioni, il limite di 45 giorni è legge: nuove restrizioni sulle indaginiApprovato il Ddl che impone un tetto ma...
21/03/2025

Intercettazioni, il limite di 45 giorni è legge: nuove restrizioni sulle indagini

Approvato il Ddl che impone un tetto massimo alla durata delle intercettazioni, salvo proroghe eccezionali

La Camera ha dato il via libera definitivo alla legge che limita a 45 giorni la durata massima delle intercettazioni, con possibili proroghe solo in casi di assoluta indispensabilità e con motivazioni dettagliate. Il provvedimento, già approvato dal Senato, diventa quindi legge, in attesa solo della promulgazione. I voti favorevoli sono stati 147, i contrari 67, con un solo astenuto.

Cosa cambia con questa legge?
La norma introduce un tetto massimo di 45 giorni per le intercettazioni, che in precedenza potevano essere prorogate senza un limite rigido, se ritenute necessarie per le indagini. Ora, invece, eventuali proroghe dovranno essere motivate in modo dettagliato, dimostrando che senza di esse non sarebbe possibile proseguire l’inchiesta.

Si tratta di una modifica all’articolo 267 del codice di procedura penale, che stabilisce il nuovo limite temporale, con un’unica eccezione: il termine dei 45 giorni non si applica alle indagini per reati di criminalità organizzata o minacce telefoniche, che restano disciplinate da una normativa speciale.

Le posizioni a confronto
Secondo il governo, la legge non limita il potere investigativo, ma introduce un controllo periodico sull’uso delle intercettazioni. Il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto ha difeso la riforma, affermando che si tratta di una misura che garantisce il rispetto delle regole senza compromettere le indagini.

Per il deputato di Forza Italia Enrico Costa, si tratta di una “norma di civiltà giuridica”, che evita abusi e garantisce un uso proporzionato delle intercettazioni.

Di segno opposto le critiche dell’opposizione e di alcuni magistrati. Il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, ha dichiarato che questa legge rappresenta “un ulteriore ostacolo alle indagini”, soprattutto per reati che richiedono tempi più lunghi per essere scoperti. Anche l’ex procuratore nazionale antimafia, ora deputato del M5S, Federico Cafiero De Raho, ha attaccato il provvedimento: “45 giorni sono un periodo troppo breve per smantellare reti criminali complesse. Questo governo sta creando un sistema che favorisce l’impunità”.

Quali sono i rischi di questa riforma?
La nuova legge tocca un punto delicato del sistema giudiziario: il bilanciamento tra il diritto alla riservatezza e le esigenze investigative. Se da un lato la norma introduce un limite chiaro e riduce il rischio di intercettazioni prolungate senza un reale bisogno, dall’altro potrebbe rendere più difficile scoprire reati che richiedono indagini lunghe e complesse, come corruzione e criminalità economica.

Le intercettazioni sono spesso l’unico strumento per portare alla luce comportamenti illeciti prima che sia troppo tardi. Con questo nuovo limite, il rischio è che molte indagini si interrompano prima di arrivare a una svolta.

D’altra parte, il controllo sulle intercettazioni risponde anche a un problema concreto: evitare abusi e garantire che non si violino inutilmente i diritti dei cittadini. Il vero nodo sarà vedere come la norma verrà applicata nei prossimi mesi e se i giudici concederanno le proroghe solo nei casi realmente necessari.

In un sistema giudiziario sempre più in tensione tra esigenze di sicurezza e tutela della privacy, questa riforma segna un nuovo capitolo nel dibattito sull’uso delle intercettazioni. Resta da capire se il limite di 45 giorni sarà davvero sufficiente per garantire giustizia senza indebolire le indagini.

Indirizzo

Via G. Verdi N. 7
Trapani
91100

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