14/08/2025
Una delle maggiori giustificazioni che i genitori separati adducono per non versare l’assegno di mantenimento ai propri figli consiste nelle difficoltà finanziarie che ogni giorno sono costretti ad affrontare. La perdita del lavoro, il mancato pagamento da parte di un cliente o, semplicemente, un calo nella propria attività professionale costituiscono difese piuttosto frequenti, ma la posizione della giurisprudenza al riguardo è particolarmente rigida.Una recente sentenza della Corte d’Appello di Napoli, datata 27 maggio 2025 (n. 10830), ha ribadito un principio ormai consolidato: non basta trovarsi in difficoltà economica o essere disoccupati per evitare la responsabilità penale legata all’omissione del mantenimento.La linea dura della Corte d’Appello di Napoli
Secondo i giudici napoletani, per sottrarsi a una condanna penale per violazione degli obblighi di assistenza familiare, di cui all’art. 570 del c.p., il genitore deve dimostrare di trovarsi in una condizione di indigenza assoluta e incolpevole. Si tratta di una situazione estrema, in cui il soggetto è totalmente impossibilitato a procurarsi le risorse necessarie a provvedere al minimo vitale, né per sé né per i figli. Inoltre, la causa di questa impossibilità non deve essere il frutto di scelte negligenti o volontarie.
Pertanto, la sola perdita del lavoro o una crisi finanziaria (anche grave) non rappresentano, di per sé, una scusa legittima per non pagare l’assegno.
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