16/07/2026
⚖️
La vicenda di Roggero M. lascia inevitabilmente sentimenti contrastanti.
Da una parte c'è il dolore umano di un padre di famiglia e di un imprenditore che ha vissuto una rapina e che, in un contesto di enorme tensione e paura, ha compiuto scelte dalle conseguenze irreversibili ed è comprensibile che molti provino empatia per chi si è trovato a vivere un'esperienza tanto drammatica.
Dall'altra parte, però, uno Stato di diritto si fonda sul rispetto delle regole, la legittima difesa è disciplinata dall'art 52 c.p. e richiede presupposti ben precisi e non può trasformarsi in una giustificazione generalizzata dell'uso della forza quando il pericolo non è più attuale. Diversamente, si finirebbe per legittimare una forma di giustizia privata incompatibile con il nostro ordinamento.
Si può comprendere il dramma umano senza rinunciare ai principi del diritto e si può essere vicini a una persona senza ritenere automaticamente legittimo tutto ciò che ha fatto.
La giustizia non coincide con la vendetta, e il confine tra legittima difesa e reazione punitiva è proprio ciò che il diritto è chiamato a valutare, caso per caso.
Avv.Di Lena
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