Studio Legale Artuso Piscitello

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Lo Studio Legale Artuso Piscitello presta assistenza nel contenzioso civile, amministrativo e penale, con un approccio orientato alla strategia processuale e alla gestione di controversie complesse, a tutela di interessi patrimoniali e personali.

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03/09/2026

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In Sicilia resta in vigore fino al 30 settembre 2026 il divieto di lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole tra le 12:30 e le 16:00. La proroga, disposta dal Presidente della Regione e resa nota il 1ยฐ settembre, sposta in avanti la scadenza dellโ€™ordinanza contingibile e urgente n. 1 del 12 giugno 2026, adottata in materia di igiene e sanitร  pubblica ai sensi dellโ€™art. 32 della legge n. 833/1978 e originariamente fissata al 31 agosto, lasciando invariate le altre disposizioni.

Il divieto riguarda i settori agricolo e florovivaistico, edile e affini, le cave e le relative pertinenze esterne e la logistica, comprese le consegne di beni in ambito urbano effettuate con velocipedi o veicoli a motore a due ruote, quindi anche i rider.

Non si tratta, perรฒ, di una sospensione generalizzata valida ogni giorno e in ogni luogo. Il divieto opera nei giorni e nelle aree in cui la mappa del rischio pubblicata su worklimate.it, riferita ai lavoratori esposti al sole con attivitร  fisica intensa, alle ore 12.00 segnala un livello โ€œALTOโ€. รˆ quindi necessaria una verifica quotidiana e territoriale.

Le previsioni Worklimate sono basate su modelli meteorologici e presentano margini di incertezza: costituiscono uno strumento di supporto e devono essere considerate insieme alle condizioni effettivamente riscontrate nel luogo di lavoro.

Il divieto non si applica alle pubbliche amministrazioni, ai concessionari di pubblico servizio e ai loro appaltatori in caso di interventi di pubblica utilitร , di protezione civile o di salvaguardia della pubblica incolumitร . Anche in questi casi resta fermo lโ€™obbligo del datore di lavoro di adottare misure idonee a ricondurre a un livello accettabile il rischio derivante dallโ€™esposizione alle alte temperature.

Restano inoltre salvi i provvedimenti dei Sindaci non contrastanti con lโ€™ordinanza e gli eventuali accordi aziendali che prevedano tutele migliorative.

Il rispetto dellโ€™ordinanza, comunque, non esaurisce gli obblighi del datore di lavoro. Il d.lgs. n. 81/2008 impone infatti la valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, compreso quello derivante dal caldo e dal microclima. In relazione alle condizioni concrete possono quindi rendersi necessarie misure organizzative e preventive riguardanti, tra lโ€™altro, orari di lavoro, idratazione, pause in luoghi ombreggiati o climatizzati, informazione dei lavoratori e particolare attenzione ai soggetti maggiormente esposti al rischio.

Non conta, dunque, soltanto la temperatura indicata dal termometro: assumono rilievo anche lโ€™esposizione diretta alla radiazione solare, lโ€™umiditร , lโ€™intensitร  dello sforzo fisico, lโ€™abbigliamento e le condizioni individuali del lavoratore.

Trattandosi di ordinanza adottata ai sensi dellโ€™art. 32 della legge n. 833/1978, lโ€™inosservanza รจ punita ai sensi dellโ€™art. 650 c.p., se il fatto non costituisce piรน grave reato. Distinti sono gli eventuali ulteriori profili di responsabilitร  che possono emergere, in concreto, in caso di infortunio o malore del lavoratore.

Queste indicazioni hanno carattere generale. Per verificare gli obblighi applicabili a una specifica attivitร  occorre esaminare lโ€™organizzazione aziendale, la valutazione dei rischi e le effettive condizioni di lavoro.

Fonti: Regione Siciliana, comunicato del 1ยฐ settembre 2026; ordinanza del Presidente della Regione Siciliana n. 1 del 12 giugno 2026; Worklimate; d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81.

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MANTENIMENTO NON VERSATO: RITIRARE LA DENUNCIA QUERELA NON FERMA IL PROCESSOIl mancato pagamento dellโ€™assegno stabilito ...
19/08/2026

MANTENIMENTO NON VERSATO: RITIRARE LA DENUNCIA QUERELA NON FERMA IL PROCESSO

Il mancato pagamento dellโ€™assegno stabilito in favore del coniuge o dei figli, in sede di separazione o divorzio, puรฒ avere conseguenze non soltanto civili, ma anche penali.

Con la sentenza n. 96, depositata il 5 giugno 2026, la Corte costituzionale ha confermato che il reato previsto dallโ€™art. 570-bis del codice penale รจ procedibile dโ€™ufficio. Ciรฒ significa che, una volta avviato il procedimento, lโ€™eventuale remissione della querela da parte del beneficiario non determina la chiusura del processo.

La Corte ha ritenuto questa disciplina non irragionevole, evidenziando che, nei rapporti familiari, la persona economicamente piรน debole potrebbe essere esposta a pressioni affinchรฉ rinunci alla tutela penale. Lโ€™interesse protetto, pertanto, non รจ considerato esclusivamente patrimoniale.

Sul piano generale, poi, va ricordato che nรฉ il pagamento tardivo nรฉ un successivo accordo tra le parti determinano di per sรฉ lโ€™estinzione del reato, pur potendo essere valutati nel procedimento. Inoltre, un accordo privato non modifica automaticamente gli obblighi stabiliti dal giudice. Allo stesso tempo, ogni ritardo o pagamento parziale non conduce necessariamente a una condanna: devono essere esaminate la concreta condotta dellโ€™obbligato, la sua effettiva capacitร  economica e tutte le circostanze del caso.

Chi subisce una significativa e documentabile diminuzione del reddito non puรฒ limitarsi a ridurre unilateralmente lโ€™assegno, ma deve chiedere tempestivamente al giudice la modifica delle condizioni. Per il beneficiario, invece, la tutela penale non sostituisce gli strumenti civili necessari a recuperare quanto dovuto.

La stessa Corte, in chiusura, ribadisce la natura โ€œframmentaria e disarmonicaโ€ del sistema delle incriminazioni relative ai rapporti familiari, il cui superamento resta rimesso al legislatore.

Ogni situazione richiede una valutazione specifica della documentazione, dei provvedimenti giudiziari e delle condizioni economiche delle parti.

FONTI

โ€ข Corte costituzionale, sentenza 5 giugno 2026, n. 96 (Pres. Amoroso, Red. Patroni Griffi)

โ€ข Gazzetta Ufficiale, 1ยช serie speciale, n. 23 del 10 giugno 2026

โ€ข Art. 570-bis del codice penale



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Intimazione di pagamento: ignorarla puรฒ compromettere le successive possibilitร  di difesaQuando si riceve un'intimazione...
22/07/2026

Intimazione di pagamento: ignorarla puรฒ compromettere le successive possibilitร  di difesa

Quando si riceve un'intimazione di pagamento relativa a cartelle esattoriali, occorre verificare subito non solo la regolaritร  della notifica, ma anche l'eventuale prescrizione dei crediti richiesti. L'intimazione, del resto, non รจ un semplice sollecito e trascurarla puรฒ avere conseguenze concrete.

Secondo l'orientamento oggi prevalente, se la prescrizione era giร  maturata prima della notifica dell'intimazione, il contribuente deve farla valere impugnando l'atto nei termini. Se l'intimazione, validamente notificata, non viene contestata, quella stessa prescrizione rischia di non essere piรน opponibile contro il successivo pignoramento, fermo amministrativo o iscrizione ipotecaria. รˆ quanto affermato, da ultimo, da Cass. n. 6436/2025, seguita, tra le altre, da Cass. nn. 20476, 26311 e 35019 del 2025.

Diverso รจ il caso della prescrizione che matura dopo la notifica. L'intimazione, infatti, interrompe la prescrizione e fa decorrere un nuovo termine. Se dalla sua notificazione l'agente della riscossione resta inattivo per un periodo superiore a quello previsto per il credito, la prescrizione successivamente maturata puรฒ essere opposta al nuovo atto.

Restano in ogni caso contestabili l'omessa o irregolare notifica dell'intimazione, la prescrizione maturata successivamente e i vizi propri del nuovo atto cautelare o esecutivo.

Va infine ricordato che non tutti i crediti si prescrivono nello stesso termine. La durata dipende dalla natura del tributo, del contributo, della sanzione o degli interessi richiesti. Ogni posizione, per questo, deve essere esaminata singolarmente, ricostruendo con precisione la sequenza delle notifiche e degli eventuali atti interruttivi.

Attendere il successivo atto esecutivo significa, spesso, intervenire troppo tardi.

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27/05/2026

๐—”๐—ณ๐—ณ๐—ถ๐˜๐˜๐—ถ ๐—ฏ๐—ฟ๐—ฒ๐˜ƒ๐—ถ ๐—ถ๐—ป ๐—ฆ๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—น๐—ถ๐—ฎ: ๐—ฐ๐—ผ๐˜€๐—ฎ ๐—ฐ๐—ฎ๐—บ๐—ฏ๐—ถ๐—ฎ ๐—ฑ๐—ผ๐—ฝ๐—ผ ๐—ง๐—”๐—ฅ ๐—ฒ ๐—”๐—ฅ๐—ฆ
Nel post precedente avevamo affrontato il tema degli affitti brevi in condominio, distinguendo tra regolamento assembleare, regolamento contrattuale e limiti effettivamente opponibili ai proprietari.
Vale la pena tornare sullโ€™argomento, perchรฉ negli ultimi giorni il quadro siciliano รจ cambiato in modo significativo anche sul piano della disciplina regionale delle locazioni turistiche.
Il punto di partenza รจ la L.R. 6/2025, la legge quadro sul turismo regionale, e il relativo decreto attuativo sui requisiti minimi delle strutture turistico-ricettive.
Nella sua formulazione originaria, quel decreto aveva finito per ricondurre anche le locazioni turistiche a un sistema di requisiti pensato soprattutto per attivitร  ricettive organizzate: materassi ignifughi certificati, dotazioni minime, limiti sui posti letto, produzione del regolamento condominiale con attestazione dellโ€™assenza di divieti e altri adempimenti difficilmente compatibili con la semplice messa a disposizione di un immobile da parte di un piccolo proprietario.
๐—Ÿ๐—ฎ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ผ๐—ป๐˜‚๐—ป๐—ฐ๐—ถ๐—ฎ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น ๐—ง๐—”๐—ฅ.
Con la sentenza n. 1268/2026, depositata il 4 maggio scorso, il TAR Sicilia ha annullato una parte rilevante di quelle prescrizioni.
Il principio di fondo รจ chiaro: non si possono imporre a chi concede un immobile in locazione turistica non imprenditoriale requisiti propri del comparto alberghiero o para-alberghiero solo perchรฉ lโ€™immobile viene offerto sul mercato turistico.
รˆ, in sostanza, un richiamo al principio di proporzionalitร : la regola deve essere adeguata allโ€™attivitร  che pretende di disciplinare.
Questo passaggio interessa anche il condominio, perchรฉ tra gli obblighi contestati vi era proprio quello di produrre il regolamento condominiale con attestazione dellโ€™assenza di divieti. Ma una cosa รจ verificare se esistano limiti realmente opponibili al proprietario; altra cosa รจ trasformare quella verifica in un adempimento amministrativo generalizzato.
๐—Ÿโ€™๐—ถ๐—ป๐˜๐—ฒ๐—ฟ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ผ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—นโ€™๐—”๐—ฅ๐—ฆ.
A pochi giorni dalla sentenza, anche lโ€™Assemblea Regionale Siciliana รจ intervenuta sulla L.R. 6/2025.
La direzione sembra la stessa: eliminazione dellโ€™obbligo di SCIA per le locazioni non imprenditoriali, possibilitร  per gli affittacamere di operare su piรน unitร  nello stesso edificio secondo le nuove condizioni previste, proroga al 31 dicembre 2027 del termine per la riclassificazione alberghiera e finestra di sanatoria fino alla fine del 2026 per regolarizzare alcune posizioni.
Lโ€™intervento prende atto di una distinzione che nella pratica era finita in secondo piano: la locazione turistica non imprenditoriale non รจ una struttura alberghiera in forma minore.
๐—–๐—ผ๐˜€๐—ฎ ๐—ฟ๐—ฒ๐˜€๐˜๐—ฎ ๐—ณ๐—ฒ๐—ฟ๐—บ๐—ผ.
Attenzione, perรฒ, a non leggere tutto questo come un โ€œliberi tuttiโ€.
Restano pienamente in vigore gli obblighi che non dipendono dalla classificazione regionale.
Tra questi: la comunicazione degli ospiti alla Questura ai sensi dellโ€™art. 109 TULPS, anche per i soggiorni inferiori a trenta giorni; il Codice Identificativo Nazionale e quello regionale; la comunicazione dei flussi turistici; gli estintori e i dispositivi di sicurezza previsti dalla normativa nazionale, con le specifiche eccezioni per gli immobili privi di rischio gas o monossido di carbonio; gli adempimenti fiscali e dichiarativi.
Resta fermo anche il tema dellโ€™identificazione effettiva degli ospiti. Non basta, in linea generale, la mera trasmissione del documento seguita dallโ€™accesso automatico tramite codice o key box, se manca una verifica reale della corrispondenza tra persona e documento.
๐—–๐—ผ๐˜€๐—ฎ ๐—ณ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ, ๐—ผ๐—ด๐—ด๐—ถ.
Per chi gestisce o intende avviare una locazione turistica, la parola chiave resta la cautela.
La disciplina regionale รจ ancora in fase di assestamento e lโ€™Assessorato, verosimilmente, sarร  chiamato a intervenire nuovamente per coordinare il quadro normativo.
Conviene quindi distinguere con attenzione: ciรฒ che รจ venuto meno dopo la pronuncia del TAR e le modifiche legislative; ciรฒ che resta obbligatorio per effetto della normativa nazionale; ciรฒ che puรฒ derivare da un regolamento condominiale realmente vincolante; ciรฒ che, invece, non puรฒ essere imposto solo perchรฉ lโ€™immobile viene destinato a locazione turistica.
In una materia che cambia cosรฌ rapidamente, il rischio maggiore รจ regolarsi su norme giร  superate o, al contrario, ritenere superati obblighi che restano pienamente vigenti.

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19/05/2026

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"In condominio non si possono fare locazioni turistiche brevi": รจ una frase che si sente ripetere nelle assemblee, ma che richiede qualche distinzione prima di essere data per buona.
Il regime giuridico dipende da tre questioni che vanno tenute separate.
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Il regolamento approvato a maggioranza dall'assemblea non puรฒ, di regola, limitare l'uso che ciascun condomino fa del proprio appartamento.
Limitazioni di questo tipo possono derivare solo da regolamenti di natura contrattuale, quelli predisposti dall'unico originario proprietario e richiamati nei singoli atti d'acquisto, oppure adottati con il consenso unanime di tutti i condomini.
๐Ÿฎ. ๐—–๐—ผ๐˜€๐—ฎ ๐—ฐ'รจ ๐˜€๐—ฐ๐—ฟ๐—ถ๐˜๐˜๐—ผ, ๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐—บ๐—ฒ.
Anche in presenza di un regolamento contrattuale, le clausole che limitano il diritto di proprietร  devono essere chiare e non equivoche.
Una clausola che vieta genericamente "alberghi o pensioni" non sempre รจ sufficiente a ricomprendere anche le locazioni brevi. Maggiore efficacia possono avere le formulazioni che richiamano espressamente attivitร  come affittacamere, case di alloggio o bed & breakfast, oppure quelle che fissano una durata minima dei contratti di locazione.
๐Ÿฏ. ๐—Ÿ๐—ผ๐—ฐ๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ ๐—ฏ๐—ฟ๐—ฒ๐˜ƒ๐—ฒ ๐—ฒ ๐—ฎ๐˜๐˜๐—ถ๐˜ƒ๐—ถ๐˜๐—ฎฬ€ ๐—ฟ๐—ถ๐—ฐ๐—ฒ๐˜๐˜๐—ถ๐˜ƒ๐—ฎ ๐—ป๐—ผ๐—ป ๐—ฐ๐—ผ๐—ถ๐—ป๐—ฐ๐—ถ๐—ฑ๐—ผ๐—ป๐—ผ.
La giurisprudenza distingue la semplice locazione breve, che conserva la natura abitativa dell'immobile, dall'attivitร  ricettiva organizzata, caratterizzata da servizi ulteriori e da una gestione strutturata.
Il criterio decisivo non รจ la piattaforma online utilizzata, nรฉ soltanto la durata del soggiorno, ma il modo concreto in cui l'immobile viene gestito.
๐—จ๐—ป ๐—ฐ๐—ฒ๐—ป๐—ป๐—ผ ๐—ฎ๐—ด๐—น๐—ถ ๐—ฎ๐—ฑ๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—ถ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ถ ๐—ฎ๐—บ๐—บ๐—ถ๐—ป๐—ถ๐˜€๐˜๐—ฟ๐—ฎ๐˜๐—ถ๐˜ƒ๐—ถ.
In Sicilia il quadro รจ stato interessato dalla L.R. 6/2025 e dal D.A. 2104/2025, quest'ultimo oggetto di una recente pronuncia del TAR Sicilia con riferimento ad alcune prescrizioni applicabili alle strutture extralberghiere e alle locazioni turistiche. A ciรฒ si aggiungono le modifiche approvate in questi giorni dall'Assemblea Regionale Siciliana, orientate a semplificare alcuni adempimenti, tra cui โ€” secondo le prime ricostruzioni โ€” la rimozione dell'obbligo di SCIA per le locazioni turistiche non imprenditoriali.
Restano comunque centrali gli adempimenti relativi all'identificazione dell'immobile, alla comunicazione dei flussi turistici, agli obblighi di pubblica sicurezza e all'indicazione dei codici identificativi negli annunci.
Va inoltre considerato che il Ministero dell'Interno ha escluso la possibilitร  di sostituire l'identificazione effettiva degli ospiti con modalitร  di check-in interamente automatizzate, come il semplice invio dei documenti e l'accesso tramite key box o codici da remoto.
Prima di avviare una locazione breve, o prima di contestarla come condomini, il primo passaggio รจ leggere il regolamento e verificarne la natura. Il secondo รจ capire come l'attivitร  viene effettivamente svolta.

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28/04/2026

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Quando si acquista un immobile in condominio, di solito ci si concentra sul prezzo, sul mutuo, sulle condizioni dell'appartamento, magari sui lavori da fare.
C'รจ perรฒ un aspetto che spesso viene sottovalutato: le spese condominiali rimaste non pagate dal precedente proprietario.
La legge prevede, infatti, che chi subentra nei diritti di un condomino possa essere chiamato a rispondere, insieme al venditore, dei contributi relativi all'anno in corso e a quello precedente.
In concreto, quindi, l'acquirente potrebbe ricevere richieste di pagamento anche per debiti maturati prima del rogito.
Va perรฒ distinta una cosa: il condominio puรฒ rivolgersi all'acquirente per il recupero, ma su chi gravi definitivamente quella spesa รจ questione che si regola tra venditore e acquirente.
La questione si complica ulteriormente in presenza di lavori straordinari giร  deliberati, rate non ancora scadute o situazioni condominiali poco chiare.
Proprio per questo, prima di acquistare un immobile in condominio, รจ sempre opportuno verificare la posizione condominiale aggiornata e disciplinare con attenzione questi aspetti nell'atto di vendita.
Una verifica preventiva costa poco e mette al riparo da contestazioni successive.
๐˜™๐˜ช๐˜ง๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ช๐˜ฎ๐˜ฆ๐˜ฏ๐˜ต๐˜ช: ๐˜ข๐˜ณ๐˜ต. 63 ๐˜ฅ๐˜ช๐˜ด๐˜ฑ. ๐˜ข๐˜ต๐˜ต. ๐˜ค.๐˜ค.; ๐˜ข๐˜ณ๐˜ต. 1130 ๐˜ฏ. 9 ๐˜ค.๐˜ค.

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22/04/2026

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Capita di scrivere un commento di getto, magari sotto un post che ci ha irritato, usando parole che non avremmo detto al tavolino di un bar. Sui social, perรฒ, non si parla fra amici: si utilizza uno strumento che in pochi secondi puรฒ raggiungere centinaia, talvolta migliaia di persone.
Proprio per questa ragione la Corte di Cassazione considera ormai pacifica lโ€™applicazione dellโ€™aggravante del mezzo di pubblicitร  (art. 595, comma 3, c.p.) alla diffamazione commessa tramite social network. Non rileva il luogo virtuale in cui il messaggio viene pubblicato, ma lโ€™ampiezza della platea che puรฒ leggerlo.

Quindi, cosa si rischia, concretamente?

Sul piano penale, il reato รจ quello di diffamazione aggravata, punito con la reclusione fino a due anni o con la multa; la pena si aggrava ulteriormente quando lโ€™offesa consiste nellโ€™attribuzione di un fatto determinato.

Sul piano civile, il danneggiato puรฒ ottenere il risarcimento del danno non patrimoniale alla reputazione, liquidato dal giudice in via equitativa, con importi che possono essere significativi laddove il contenuto abbia avuto ampia diffusione.

Non va poi dimenticato il profilo lavoristico. La giurisprudenza ha ormai consolidato il principio secondo cui post e commenti offensivi nei confronti del datore di lavoro o dei colleghi possono giustificare sanzioni disciplinari, fino al licenziamento per giusta causa.

Un aspetto che spesso viene trascurato.

La responsabilitร  non ricade soltanto su chi pubblica il post originario. Anche la condivisione accompagnata da un commento adesivo, il tag che ne amplifica la visibilitร , o la partecipazione attiva in contesti dove il contenuto diffamatorio circola, possono assumere autonomo rilievo.

Naturalmente ogni vicenda va valutata nella sua specificitร , ma il principio che la giurisprudenza va affermando รจ chiaro: chi contribuisce alla diffusione puรฒ essere chiamato a risponderne.
Un criterio pratico.

Prima di pubblicare, conviene porsi una domanda semplice: direi la stessa cosa davanti a cento persone, con nome e cognome, in un luogo pubblico? Se la risposta รจ no, รจ ragionevole fermarsi.

La libertร  di manifestazione del pensiero, garantita dallโ€™art. 21 della Costituzione, comprende anche il diritto di critica, che tuttavia incontra limiti precisi: la veritร  dei fatti riferiti, la continenza delle espressioni utilizzate, lโ€™interesse pubblico alla notizia. Al di fuori di questi confini, non siamo piรน nellโ€™esercizio di un diritto, ma nel terreno dellโ€™illecito.

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Viale S. Panagia 136/N, Siracusa
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14/04/2026

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Non sempre.
L'art. 1137 c.c. prevede che le delibere annullabili possano essere impugnate entro 30 giorni: dalla data della deliberazione per i dissenzienti e gli astenuti, dalla comunicazione del verbale per gli assenti.
Ma nella pratica questo principio รจ meno automatico di quanto si pensi.
La comunicazione deve essere idonea a rendere effettivamente comprensibile la decisione assunta. Non basta ricevere un verbale. Deve contenere gli elementi essenziali per valutare se impugnare.
Il termine puรฒ non decorrere quando, ad esempio:
โ€“ il verbale รจ incompleto o generico
โ€“ mancano elementi essenziali (contenuto o importi)
โ€“ la comunicazione non รจ dimostrabile o non รจ idonea
C'รจ poi un aspetto spesso trascurato: anche la qualifica di "presente" o "assente" puรฒ cambiare tutto.
La Cassazione (ord. n. 4191/2024) ha chiarito che, se il delegato si allontana prima della votazione, il condomino va considerato assente. In questo caso, il termine decorre dalla comunicazione.
Un'ulteriore distinzione รจ fondamentale: le delibere nulle possono essere impugnate senza limiti di tempo (Cass. SS.UU. n. 9839/2021), mentre quelle annullabili restano soggette al termine dei 30 giorni.
Attenzione, perรฒ: questo non significa che il termine sia "aperto" senza limiti. Restano fermi il principio di buona fede e l'onere di diligenza del condomino.
In definitiva, non รจ la semplice ricezione del verbale a far decorrere il termine di impugnazione, ma la sua effettiva idoneitร  a consentire una decisione informata.
Un aspetto tecnico, ma spesso decisivo nell'esito della controversia.

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01/04/2026

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Quando il credito non รจ piรน della banca.
Negli ultimi anni molti crediti bancari sono stati ceduti a societร  di recupero nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione. Puรฒ quindi accadere che il debitore riceva richieste di pagamento o azioni esecutive. Anche da soggetti diversi dalla banca con cui aveva originariamente contratto il debito.
In questi casi si pone una questione fondamentale: la societร  che agisce per il recupero deve dimostrare di essere effettivamente titolare del credito?
La risposta della giurisprudenza piรน recente della Corte di Cassazione รจ chiara: quando il debitore contesta in modo specifico la titolaritร  del credito, non รจ sufficiente un generico richiamo alla cartolarizzazione o alla cessione in blocco.
รˆ necessario dimostrare, in modo concreto e documentato, l'esistenza della cessione, l'inclusione del singolo credito tra quelli ceduti e la continuitร  nella titolaritร  del diritto. In mancanza di tali prove, la pretesa puรฒ essere rigettata per difetto di prova della titolaritร .
Non basta dire di essere il creditore. Bisogna dimostrarlo.
Per verificare la propria posizione o per ulteriori informazioni, รจ possibile contattare lo studio.

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17/03/2026

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Sempre piรน coppie scelgono di vivere insieme senza sposarsi.
Ma la convivenza attribuisce davvero gli stessi diritti del matrimonio?
La risposta, in molti casi, รจ no.

La Legge Cirinnร  (L. 76/2016) ha riconosciuto per la prima volta la convivenza di fatto come formazione sociale tutelata dalla Costituzione (art. 2). Ma attenzione: non basta vivere sotto lo stesso tetto. Per accedere alle tutele previste dalla legge, occorre che la convivenza sia dichiarata all'Ufficio Anagrafe del Comune di residenza.

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Con la registrazione anagrafica, la legge riconosce ai conviventi: il diritto reciproco di visita e assistenza in caso di malattia o ricovero; la possibilitร  di designare il partner come rappresentante per le decisioni sanitarie in caso di incapacitร ; il diritto di abitazione nella casa comune in caso di morte del convivente proprietario (da 2 a 5 anni, con un minimo di 3 anni se ci sono figli minori o disabili); il subentro nel contratto di locazione; la partecipazione agli utili dell'impresa familiare (art. 230-ter c.c.).

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Ed รจ qui che spesso si fanno i conti con la realtร . Il convivente non ha diritto al mantenimento in caso di rottura del rapporto: la legge prevede solo un assegno alimentare, e soltanto se versa in stato di bisogno, per un periodo proporzionale alla durata della convivenza (art. 1, co. 65, L. 76/2016). Inoltre โ€” e questo รจ il punto piรน delicato โ€” il convivente non รจ erede. Senza testamento, non eredita nulla. E non ha diritto alla pensione di reversibilitร .

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Qui invece la legge รจ chiara: dal 2012, tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico, indipendentemente dal fatto che i genitori siano sposati o conviventi (L. 219/2012, art. 315 c.c.). Mantenimento, affidamento, collocamento, assegnazione della casa familiare: le regole sono identiche. Se la convivenza si interrompe e ci sono figli minori, si procede con un ricorso al Tribunale ordinario esattamente come in una separazione.

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I conviventi possono stipulare un contratto di convivenza โ€” redatto da un notaio o da un avvocato โ€” per regolare il regime patrimoniale, la contribuzione alle spese comuni e persino le disposizioni in caso di cessazione del rapporto. Un dato curioso: i conviventi possono regolare in anticipo la loro "separazione", mentre i coniugi ancora no, dato che i patti prematrimoniali non sono ammessi nel nostro ordinamento.

Il contratto di convivenza non รจ obbligatorio, ma รจ fortemente consigliabile, soprattutto quando ci sono figli, immobili in comune o attivitร  economiche condivise.

โ€”โ€”โ€”

La convivenza di fatto รจ una scelta legittima e sempre piรน diffusa. Ma comporta tutele piรน limitate rispetto al matrimonio, e chi non le conosce rischia di trovarsi senza protezione nel momento in cui ne avrebbe piรน bisogno.

Conoscere i diritti e gli strumenti di tutela previsti dalla legge puรฒ evitare molti problemi, soprattutto quando ci sono figli o beni in comune.

Per ulteriori informazioni รจ possibile contattare lo Studio Legale Artuso e Piscitello.

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