11/02/2026
Cosa genera il conflitto?
Banalmente a volte solo una semplice incomprensione che se non chiarita crea un muro invalicabile.
A volte invece solo il dare un peso differente alle cose, un po' come quando si chiede "quale oggetto hai visto prima nella foto?".
Cinema. Film per famiglie. Io con mia figlia intenta a mangiare con grande enfasi le patatine. Intervallo, si accendono le luci in sala, mia figlia aveva praticamente il braccio nel tubo di cartone delle patatine. La guardo e sorrido pensando alla maglia ormai da buttare via, intrisa di sale.
Mi volto di lato, la mamma si alza e restano seduti il papà con un maschietto più grande e una fe*******ia più piccola.
La guardo e sorrido, mi volto verso mia figlia e le faccio notare, ridendo, che l' altra bambina per non sporcare la maglia aveva sollevato le maniche prima di infilare il braccio nella busta delle patatine.
Mi volto di nuovo e noto che il papà strattona leggermente la bambina e le toglie la busta delle patatine. Riparte il film e mentre seguivo il film ripensavo al papà e riflettevo sulla reazione cercando di capire.
E capisco, nei cinema non si può introdurre cibo che non venga acquistato nel bar interno. Il tubo di mia figlia era stato acquistato lì, la mega busta della bambina proveniva da fuori, io ho sorriso perché ho guardato il braccio della bambina e non ho prestato attenzione alla busta. Il papà ha pensato stessi ridendo del fatto che avevano portato cibo da fuori che era costato evidentemente meno.
Mi è venuto un nodo alla gola, al pensiero che un padre di famiglia possa aver pensato che c'è stato chi ha riso di lui. Un padre di famiglia non dovrebbe mai sentirsi umiliato, si fatica a garantire alla propria famiglia anche un piccolo svago, il cinema costa, se al biglietto aggiungi patatine e acqua acquistati all' interno e fai due conti, capisci che è follia.
Abbiamo dato peso a due cose diverse, io alla meravigliosa bambina con le maniche sollevate, lui alla marca delle patatine. Un incomprensione banale che ha generato due reazioni diverse, da un lato la vergogna, dall' altro una punta di dispiacere ma la consapevolezza che "sentire" l' altro e capire anche senza che l'altro parli è una grande dote che ogni mediatore dovrebbe avere.
Richiede formazione ma anche grande sensibilità, attenzione e sana curiosità, la curiosità di capire.
Solo ad una cosa non ci si abituerà, a non sentire quella stretta al cuore che fa male quando ti metti nei panni dell' altro.