12/05/2026
Perché la mediazione funzioni, il mediatore deve farsi “regista” di un processo comunicativo a tre fasi:
Ricezione (Il “Cosa”): Non solo le parole, ma il linguaggio non verbale. In mediazione, un pugno chiuso sul tavolo dice spesso più di dieci minuti di esposizione.
Elaborazione (Il “Perché”): Il mediatore decodifica il messaggio e lo verifica con la parte. Qual è l’emozione sottostante? È rabbia per il passato o paura per il futuro economico?
Risposta (Il “Come”): La fase della riformulazione. Restituire il contenuto senza le tossine del conflitto, permettendo all’altra parte di “digerire” l’informazione senza sentirsi attaccata.
L’ascolto attivo non si limita a sentire le parole, ma richiede attenzione consapevole, empatia e partecipazione attiva al dialogo. Comprende tre fasi principali: ricevere, elaborare e rispondere al messaggio dell’altro, includendo anche l’interpretazione di segnali impliciti come tono di voce, gesti ed emozioni sottostanti . È un processo dinamico che favorisce la costruzione di fiducia e relazioni autentiche.