27/07/2025
Vietato pubblicare e condividere colloqui privati.
Guido Scorza, membro del collegio del Garante della privacy: come intervenite in un caso come quello che ha coinvolto Raoul Bova?
«Chi subisce un illecito da privacy può rivolgersi al giudice penale — come ha fatto l'attore — o al Garante, che applicherà sanzioni amministrative. In questultimo caso, chi subisce il danno presenta un reclamo. Vengono poi effettuate le verifiche, sentite le parti in causa, viene dato il diritto allaccusato di difendersi. Nel caso di un illecito il Garante può applicare una sanzione pecuniaria, che in un caso come questo corrisponderà o al 2-4 per cento del fatturato annuo, o a un ammontare fino a 10-20 milioni (mentre nel caso di privati, la sanzione è commisurata al fatturato dichiarato). E può proporre un provvedimento correttivo, obbligando l'interessato a cancellare il messaggio e modificare il contenuto».
È possibile controllare la diffusione online di materiale non consensuale?
«La maggior parte dell'attività del Garante si svolge su istanza di parte. Noi possiamo chiedere al privato o alla piattaforma su cui il contenuto stato pubblicato di rimuoverlo. Ma non c'è modo di controllare il repost, la rete di diffusione del materiale. È vero che c'è una perdita di controllo in tal senso. Pensiamo al revenge p**n o in generale alla pubblicazione di immagini sessualmente esplicite. Per questo motivo, lintervento del Garante è spesso preventivo. In genere, se c'è il sospetto che l'illecito possa essere commesso, viene generato quello che in gergo si chiama hash: un codice alfanumerico che rende il video irriconoscibile e che verrà utilizzato dalla piattaforma per bloccare il contenuto».
Cosa rischia chi riposta contenuti illeciti?
«Chi riposta non commette reato, ma un illecito da privacy, cioè un illecito amministrativo. È simile a quello che farebbe un giudice civile. La questione però va oltre le sanzioni applicabili: quando sui social contribuisci a diffondere materiale non consensuale, spesso ti dimentichi di star parlando della vita di una persona. Per certi versi, (più che nel pettegolezzo) si entra in una dimensione da gaming. È importante che le persone lo capiscano».
Guido Scorza, membro del collegio: “Fino a 10-20 milioni per le aziende che diffondono online materiale non autorizzato”