Giovanni Russo

Giovanni Russo Giurista e Scrittore | Ph.D. e diritto | Già Funzionario pubblico.

(c) in Diritto penale, L.U.I.S.S. | Avvocato penalista (p) | Docente a contratto | Esperto giuridico in Legislazione antimafia | Cultore della Materia in Cybercrimes - Cybersecurity - A.I.

𝐂𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐚𝐭𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐧𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚, 𝐦𝐚 𝐚𝐥 𝐜𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐨 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐞.Grazie alla Fondazione Falcone! 🤍   ...
23/05/2026

𝐂𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐚𝐭𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐧𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚, 𝐦𝐚 𝐚𝐥 𝐜𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐨 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐞.

Grazie alla Fondazione Falcone! 🤍

📌 -  Si è concluso presso la Luiss School of Law il seminario infra-corso di area penalistica che ho avuto il piacere di...
15/05/2026

📌 -

Si è concluso presso la Luiss School of Law il seminario infra-corso di area penalistica che ho avuto il piacere di curare nell’ambito del corso “𝐌𝐚𝐜𝐜𝐡𝐢𝐧𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 (𝐁)”, tenuto dal Prof. Giuseppe Corasaniti, che sentitamente ringrazio per il coinvolgimento.

Il seminario, articolato in tre incontri, ha avuto ad oggetto: 𝑰𝒏𝒕𝒆𝒍𝒍𝒊𝒈𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒂𝒓𝒕𝒊𝒇𝒊𝒄𝒊𝒂𝒍𝒆 𝒆 𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆𝒎𝒂 𝒑𝒆𝒏𝒂𝒍𝒆. 𝑨𝑰 𝑨𝒄𝒕 𝒆𝒖𝒓𝒐𝒑𝒆𝒐, 𝒍𝒆𝒈𝒈𝒆 𝒏. 𝟏𝟑𝟐/𝟐𝟎𝟐𝟓 𝒆 𝒏𝒖𝒐𝒗𝒆 𝒇𝒓𝒐𝒏𝒕𝒊𝒆𝒓𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒓𝒆𝒔𝒑𝒐𝒏𝒔𝒂𝒃𝒊𝒍𝒊𝒕à.

Abbiamo affrontato il rapporto tra intelligenza artificiale, giustizia penale e responsabilità, muovendo dall’𝐀𝐈 𝐀𝐜𝐭 𝐞𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐨 — Regolamento UE 2024/1689 — e dalla 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐚 𝐧. 𝟏𝟑𝟐/𝟐𝟎𝟐𝟓, con particolare attenzione alla prevenzione, alla valutazione del rischio, alla prova, alla governance nazionale e alle nuove questioni di imputazione penale.

Il 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐥𝐞 è stato interrogarsi su come l’impiego di sistemi algoritmici possa incidere sulle categorie fondamentali del diritto penale: azione, causalità, dolo, colpa, prevedibilità, evitabilità, posizione di garanzia, offensività e colpevolezza. L’intelligenza artificiale non è soltanto una tecnologia da regolare. È un fenomeno che impone al penalista - al giurista - di ripensare il rapporto tra decisione, prova, responsabilità e controllo umano.

Desidero rivolgere un ringraziamento particolare ai miei supervisor, il Prof. Gullo, la Prof.ssa Sabia e il Prof. Paolo Spagnoletti, per avermi dato la possibilità di cimentarmi in questa importante esperienza didattica e di condividere con gli studenti - 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐞𝐝 𝐮𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐫𝐢𝐟𝐞𝐫𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐢𝐨 𝐚𝐠𝐢𝐫𝐞 - un tema centrale della mia ricerca.

Il diritto penale dell’era algoritmica non può limitarsi a inseguire la tecnologia. Deve governarla, senza rinunciare ai propri principi fondamentali.

📌 -
06/05/2026

📌 -

📌-  Senza   non c’è lavoro. E senza   non c’è dignità.  Don Bosco lo aveva capito già nell’800, quando difendeva i giova...
01/05/2026

📌-

Senza non c’è lavoro. E senza non c’è dignità.
Don Bosco lo aveva capito già nell’800, quando difendeva i giovani lavoratori e scriveva uno dei primi contratti di apprendistato.



📚Senza educazione non c’è lavoro. E senza lavoro non c’è dignità.
Don Bosco lo aveva capito già nell’800, quando difendeva i giovani lavoratori e scriveva uno dei primi contratti di apprendistato.

👩‍🏭 Oggi, mentre tanti giovani restano ai margini, questa sfida è ancora aperta. Per chi è più fragile, l’accesso al lavoro è spesso un percorso in salita, fatto di poche opportunità e tante esclusioni.

🤝 Con progetti come mettiamo in rete imprese, territori e opportunità, accompagnando ogni anno centinaia di giovani in percorsi concreti di formazione e inserimento lavorativo.

🫂 Perché il lavoro non è un privilegio per pochi, ma un diritto che cambia la vita di ogni giovane.

📌-  Non abbiamo fatto che il nostro dovere. 🌺Buona  !  🇮🇹  🇪🇺
25/04/2026

📌-

Non abbiamo fatto che il nostro dovere. 🌺

Buona ! 🇮🇹 🇪🇺

Roma, 1943. Mentre la città è occupata qualcuno sceglie di accogliere.

Tra le mura dell’Istituto Salesiano Pio XI trovano rifugio ragazzi ebrei, orfani, persone perseguitate. Nascosti nelle stanze, nei corridoi, anche sotto la cupola della chiesa, lontano da chi li cercava.

Non è un gesto isolato. È una scelta che nasce dal carisma salesiano. Accogliere tutte e tutti, senza lasciare indietro nessuno.

🚪 Oggi quella porta resta aperta.

Negli Oratori, nelle comunità educative, ogni volta che scegliamo di stare dalla parte dei più fragili, ogni volta che educhiamo alla pace e alla libertà.

Non abbiamo fatto che il nostro dovere.

A Roma come in tante parti di Italia

*Le storie dei Salesiani di Roma e del Lazio durante l’occupazione tedesca (1943-1944) sono raccolte nel libro “Non abbiamo fatto che il nostro dovere” dello storico Francesco Motto, edito da Istituto Storico Salesiano – Roma.

Salesiani per il sociale APS

📌-  Desidero ringraziare sinceramente il Prof. Avv. Giuseppe Losappio e la Dott.ssa Filomena Pisconti per avermi voluto,...
20/04/2026

📌-

Desidero ringraziare sinceramente il Prof. Avv. Giuseppe Losappio e la Dott.ssa Filomena Pisconti per avermi voluto, per il secondo anno consecutivo, tra i docenti del Corso di Competenze Trasversali dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, “𝐌𝐞𝐝𝐢𝐚, 𝐎𝐩𝐢𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐏𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐃𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐏𝐞𝐧𝐚𝐥𝐞”.

Si tratta, a mio avviso, di un’iniziativa di particolare valore, perché consente agli iscritti non solo di confrontarsi con alcune tra le questioni più attuali del diritto penale e del diritto contemporaneo, ma anche di affinare strumenti di analisi sempre più necessari nella pratica delle professioni giuridiche.

Nel mio intervento, dal titolo 𝑰𝒍 𝒑𝒓𝒐𝒄𝒆𝒔𝒔𝒐 𝒇𝒖𝒐𝒓𝒊 𝒅𝒂𝒍 𝒑𝒓𝒐𝒄𝒆𝒔𝒔𝒐: 𝒎𝒆𝒅𝒊𝒂, 𝒑𝒓𝒊𝒗𝒂𝒄𝒚 𝒆 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒖𝒏𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒄𝒐𝒍𝒑𝒆𝒗𝒐𝒍𝒆𝒛𝒛𝒂” ho cercato di mettere a fuoco un punto essenziale: oggi il processo penale non si gioca più soltanto nelle sedi istituzionali dell’indagine, dell’udienza e del contraddittorio, ma anche nello spazio pubblico costruito dai , dai e dalla circolazione digitale delle informazioni.
In questa prospettiva - nel richiamare i fondamenti normativi, interni e sovranazionali, in tema di bilanciamento tra 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭à 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 e 𝐠𝐚𝐫𝐚𝐧𝐳𝐢𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 (artt. 21, 24, 27 e 111 Cost.; Direttiva (UE) 2016/343 e suo recepimento con il d.lgs. n. 188/2021) - ho soffermato l’attenzione sui limiti di pubblicabilità degli atti, sulla tutela della riservatezza e sulla protezione della dignità della persona coinvolta nel procedimento, con particolare riferimento all’𝐚𝐫𝐭. 𝟏𝟏𝟒 𝐜.𝐩.𝐩., anche nella sua più recente evoluzione, e alle regole deontologiche che presidiano l’informazione giudiziaria.
Un ulteriore passaggio ha riguardato la dimensione più attuale del problema: la "𝐠𝐨𝐠𝐧𝐚 𝐚𝐥𝐠𝐨𝐫𝐢𝐭𝐦𝐢𝐜𝐚" e la persistente esposizione reputazionale determinata da archivi online, motori di ricerca e piattaforme. Da qui il richiamo al 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐨𝐛𝐥𝐢𝐨, all’art. 64-ter disp. att. c.p.p., all’art. 17 GDPR e, più in generale, al nuovo quadro europeo delineato dal .
Il 𝐟𝐢𝐥𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐮𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 dell’intervento è stato, in definitiva, questo: la tutela della riservatezza, della reputazione e della 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚 non rappresenta un limite esterno al processo penale, ma una delle sue 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐥𝐞𝐠𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐢𝐭à.

Un grazie, dunque, per la rinnovata fiducia e per l’opportunità di contribuire, ancora una volta, a un percorso formativo così serio e stimolante.



Sarebbe un privilegio incontrare qualcuno disposto a conoscere il nostro passato, non per giudicarci, ma per comprendere...
07/04/2026

Sarebbe un privilegio incontrare qualcuno disposto a conoscere il nostro passato, non per giudicarci, ma per comprendere ciò che ci ha resi come siamo, e da lì imparare ad amarci.

Il resto lo affido al tempo.

Intanto me la godo... #36 🎂 🚊

📌 -  Sono lieto di essere risultato idoneo (verbale prot. n. 590 del 30.03.2026) nell’ambito del bando LA.M.6.2026, eman...
01/04/2026

📌 -

Sono lieto di essere risultato idoneo (verbale prot. n. 590 del 30.03.2026) nell’ambito del bando LA.M.6.2026, emanato con D.D. n. 16/2026, prot. n. 198 del 12.02.2026, per il conferimento di incarichi di docenza in 𝑫𝒊𝒓𝒊𝒕𝒕𝒐 𝒑𝒆𝒏𝒂𝒍𝒆 presso il 𝐌𝐚𝐬𝐭𝐞𝐫 𝐝𝐢 𝐈𝐈 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐢𝐧 “𝐑𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢: 𝐋𝐨𝐛𝐛𝐲𝐢𝐧𝐠 & 𝐀𝐝𝐯𝐨𝐜𝐚𝐜𝐲”, A.A. 2025/2026, di cui è Direttore il Prof. Avv. Andrea Longo, attivato dal Dipartimento di Studi Giuridici ed Economici della Sapienza Università di Roma.

Nato nel 2022 con la collaborazione di , il Master è oggi giunto alla terza edizione, confermandosi come un percorso di 𝐚𝐥𝐭𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 volto a preparare professionisti esperti in relazioni istituzionali e rappresentanza degli interessi, capaci di operare con competenza presso Istituzioni, imprese, gruppi di "advocacy" e partiti politici.

🌐 𝐈𝐧𝐟𝐨 ed 𝐢𝐬𝐜𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 al sito web: https://masterlobbyingadvocacy.web.uniroma1.it/

🧠- 𝐋𝐚 𝐧𝐞𝐮𝐭𝐫𝐚𝐥𝐢𝐭à (𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐞) è 𝐮𝐧𝐚 “𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞”. Tra i diversi profili emersi all’esito della consultazione ref...
28/03/2026

🧠- 𝐋𝐚 𝐧𝐞𝐮𝐭𝐫𝐚𝐥𝐢𝐭à (𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐜𝐞) è 𝐮𝐧𝐚 “𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞”.

Tra i diversi profili emersi all’esito della consultazione referendaria, tralascio qui quelli che si collocano sul terreno della responsabilità politica e dell’opportunità istituzionale: da un lato, la questione delle dimissioni del Governo di Giorgia Meloni, che non possono dirsi costituzionalmente dovute alla luce della grammatica degli artt. 1, 92 e 94 Cost., pur comprendendo il "gioco di parte" praticato dalle opposizioni; dall’altro, quella — diversa — delle dimissioni di , e , politicamente opportune ma tardive: difendere ciò che non è più difendibile può forse differire il costo politico, ma raramente riesce ad evitarlo; come dimostrato.

Vi è, invece, un punto che, da giurista, da studioso dell’ordinamento giuridico unitariamente considerato e da docente, mi tocca in modo ben più diretto. Mi riferisco al significato attribuito al video che ha coinvolto alcuni magistrati del Tribunale e della Procura di Napoli, intenti a contestare cantando "Bella ciao". Qui, infatti, siamo sul piano assai più rigoroso e delicato — rispetto al primo — della 𝒕𝒆𝒓𝒛𝒊𝒆𝒕à, dell'𝒊𝒎𝒑𝒂𝒓𝒛𝒊𝒂𝒍𝒊𝒕à e della 𝒏𝒆𝒖𝒕𝒓𝒂𝒍𝒊𝒕à à della funzione giudiziaria.

Usare il video in questione per dedurre la non terzietà o non imparzialità di alcuni magistrati — o, peggio, quella di un’intera parte della (c.d. toghe rosse" — è un errore storico e giuridico.
"Bella ciao" non è una semplice “canzone di parte”, ma un simbolo di 𝒍𝒊𝒃𝒆𝒓𝒕à, 𝒓𝒆𝒔𝒊𝒔𝒕𝒆𝒏𝒛𝒂 e 𝒂𝒏𝒕𝒊𝒇𝒂𝒔𝒄𝒊𝒔𝒎𝒐; si può discutere del contesto, non sequestrarne il significato.
Sul 𝒑𝒊𝒂𝒏𝒐 𝒈𝒊𝒖𝒓𝒊𝒅𝒊𝒄𝒐, la Costituzione non pretende un giudice senza storia o coscienza — sociologicamente impossibile — ma un giudice soggetto soltanto alla legge (𝐚𝐫𝐭. 𝟏𝟎𝟏 𝐂𝐨𝐬𝐭.), appartenente a un ordine autonomo e indipendente (𝐚𝐫𝐭. 𝟏𝟎𝟒 𝐂𝐨𝐬𝐭.) e chiamato a giudicare come terzo e imparziale (𝐚𝐫𝐭. 𝟏𝟏𝟏 𝐂𝐨𝐬𝐭.). La 𝒕𝒆𝒓𝒛𝒊𝒆𝒕à riguarda la posizione del giudice rispetto al conflitto; l’𝒊𝒎𝒑𝒂𝒓𝒛𝒊𝒂𝒍𝒊𝒕à il metodo della decisione; la 𝒏𝒆𝒖𝒕𝒓𝒂𝒍𝒊𝒕à, in senso corretto, la capacità di non lasciare che convinzioni o appartenenze interferiscano con la funzione.
Per questo l’imparzialità non si misura sui video, ma sui parametri dell’ordinamento: 𝐚𝐫𝐭. 𝟑𝟒 𝐜.𝐩.𝐩. sulle incompatibilità, 𝐚𝐫𝐭. 𝟑𝟔 𝐜.𝐩.𝐩. sull’astensione, 𝐚𝐫𝐭. 𝟏𝟏𝟏 𝐂𝐨𝐬𝐭. sul giusto processo, 𝐚𝐫𝐭. 𝟔 𝐂𝐄𝐃𝐔 sul diritto a un tribunale indipendente e imparziale. In termini analoghi, si esprimono l’𝐚𝐫𝐭. 𝟏𝟎 della “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del cittadino”, l’𝐚𝐫𝐭. 𝟏𝟒 del “Patto internazionale diritti civili e politici”, l’𝐚𝐫𝐭. 𝟒𝟕 della “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”.

Resta fermo, però, che quei cori erano inopportuni: chi esercita funzioni pubbliche deve farlo con disciplina e onore (𝐚𝐫𝐭. 𝟓𝟒 𝐂𝐨𝐬𝐭.) e il magistrato, ai sensi dell’𝐚𝐫𝐭. 𝟗 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐞𝐭𝐢𝐜𝐨 dell'ANM Associazione Nazionale Magistrati, deve vigilare sui propri pregiudizi e custodire anche la propria immagine di imparzialità. Criticare lo stile istituzionale è legittimo; trasformarlo in prova di parzialità giudiziaria, no.

In definitiva, il punto non è una canzone. 𝐈𝐥 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 è 𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐯𝐞𝐫𝐭à 𝐝𝐞𝐥 𝐝𝐢𝐛𝐚𝐭𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨 quando sostituisce il ragionamento con la propaganda, confonde la persona con l’organo, l’opinione con la funzione, l’inopportunità con la prova della parzialità. Ed è proprio in questi passaggi che 𝐨𝐜𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐚𝐭𝐞𝐠𝐨𝐫𝐢𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨. Perché soltanto lì, e non nelle semplificazioni polemiche, si misura davvero la tenuta della terzietà e dell’imparzialità della giurisdizione.

24/03/2026

📌 -

Bene ha fatto Giorgia Meloni ad insistere sulle dimissioni di e ; mi auguro arrivino presto anche quelle della . Ma il punto politico resta: se queste dimissioni fossero arrivate prima, la Presidente del Consiglio, il Governo e la stessa linea del "Sì" ne sarebbero usciti più forti. Quando una scelta è ormai inevitabile, rinviarla non rafforza l'autorità: ne logora la credibilità. Per mesi, invece, si è preferito minimizzare, prendere tempo, difendere l’indifendibile.

Sul punto, un consiglio non richiesto: alla , come nuovo Sottosegretario, Gianpiero Zinzi potrebbe dare più di altri: è un deputato "per bene", che ha mostrato attenzione concreta agli interessi del proprio territorio e che, se collocato nel ruolo giusto, potrebbe tradurre questa attitudine in un contributo serio anche sul piano istituzionale.

Molto male, invece, i cori contro la Dott.ssa Annalisa Imparato. In uno Stato democratico, pensare, scegliere e votare non può mai diventare una colpa sociale né una ragione di delegittimazione personale; un segnale grave, tanto più se ciò avviene in ambienti che dovrebbero incarnare misura, equilibrio e rispetto delle libertà fondamentali. Le idee possono dividere. Il rispetto no.

Infine, "Bella ciao" - inno di libertà, resistenza ed antifascismo, che dovrebbe prevaricare gli schieramenti di parte -, in sé, non dice nulla sulla terzietà, sull'imparzialità o sulla neutralità di un magistrato. Chi sostiene il contrario o non conosce la differenza tra opinione personale e funzione giurisdizionale, oppure la conosce benissimo e la manipola per convenienza.

Su questo ultimo punto tornerò domani. Perché il problema vero non è una canzone. È la povertà del dibattito pubblico quando sostituisce il ragionamento con la propaganda.

Indirizzo

Formicola

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Giovanni Russo pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Giovanni Russo:

Condividi

Digitare