20/04/2026
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Desidero ringraziare sinceramente il Prof. Avv. Giuseppe Losappio e la Dott.ssa Filomena Pisconti per avermi voluto, per il secondo anno consecutivo, tra i docenti del Corso di Competenze Trasversali dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, “𝐌𝐞𝐝𝐢𝐚, 𝐎𝐩𝐢𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐏𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐃𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐏𝐞𝐧𝐚𝐥𝐞”.
Si tratta, a mio avviso, di un’iniziativa di particolare valore, perché consente agli iscritti non solo di confrontarsi con alcune tra le questioni più attuali del diritto penale e del diritto contemporaneo, ma anche di affinare strumenti di analisi sempre più necessari nella pratica delle professioni giuridiche.
Nel mio intervento, dal titolo 𝑰𝒍 𝒑𝒓𝒐𝒄𝒆𝒔𝒔𝒐 𝒇𝒖𝒐𝒓𝒊 𝒅𝒂𝒍 𝒑𝒓𝒐𝒄𝒆𝒔𝒔𝒐: 𝒎𝒆𝒅𝒊𝒂, 𝒑𝒓𝒊𝒗𝒂𝒄𝒚 𝒆 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒖𝒏𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒄𝒐𝒍𝒑𝒆𝒗𝒐𝒍𝒆𝒛𝒛𝒂” ho cercato di mettere a fuoco un punto essenziale: oggi il processo penale non si gioca più soltanto nelle sedi istituzionali dell’indagine, dell’udienza e del contraddittorio, ma anche nello spazio pubblico costruito dai , dai e dalla circolazione digitale delle informazioni.
In questa prospettiva - nel richiamare i fondamenti normativi, interni e sovranazionali, in tema di bilanciamento tra 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭à 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 e 𝐠𝐚𝐫𝐚𝐧𝐳𝐢𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 (artt. 21, 24, 27 e 111 Cost.; Direttiva (UE) 2016/343 e suo recepimento con il d.lgs. n. 188/2021) - ho soffermato l’attenzione sui limiti di pubblicabilità degli atti, sulla tutela della riservatezza e sulla protezione della dignità della persona coinvolta nel procedimento, con particolare riferimento all’𝐚𝐫𝐭. 𝟏𝟏𝟒 𝐜.𝐩.𝐩., anche nella sua più recente evoluzione, e alle regole deontologiche che presidiano l’informazione giudiziaria.
Un ulteriore passaggio ha riguardato la dimensione più attuale del problema: la "𝐠𝐨𝐠𝐧𝐚 𝐚𝐥𝐠𝐨𝐫𝐢𝐭𝐦𝐢𝐜𝐚" e la persistente esposizione reputazionale determinata da archivi online, motori di ricerca e piattaforme. Da qui il richiamo al 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐨𝐛𝐥𝐢𝐨, all’art. 64-ter disp. att. c.p.p., all’art. 17 GDPR e, più in generale, al nuovo quadro europeo delineato dal .
Il 𝐟𝐢𝐥𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐮𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 dell’intervento è stato, in definitiva, questo: la tutela della riservatezza, della reputazione e della 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐥𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚 non rappresenta un limite esterno al processo penale, ma una delle sue 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐥𝐞𝐠𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐢𝐭à.
Un grazie, dunque, per la rinnovata fiducia e per l’opportunità di contribuire, ancora una volta, a un percorso formativo così serio e stimolante.