18/03/2021
Nella Giornata della Memoria delle Vittime del covid, oggi 18 marzo, vorrei sottolineare che chi non attende il proprio turno per vaccinarsi, oltre a dimostrarsi privo di senso civico in un momento così delicato, potrebbe incorrere in un reato.
Difatti chi trae in inganno il medico del centro vaccinale (sia il paziente che il medico di base, compiacente), facendosi somministrare un vaccino in assenza di requisiti di priorità, farebbe configurare tutti gli elementi costitutivi del delitto di cui all’art. 640 c.p. aggravato,
in quanto ci sarebbe un soggetto ingannato (il medico del centro vaccinale), un atto di disposizione a contenuto patrimoniale (la vaccinazione ha un valore economico), un rapporto diretto tra inganno e vaccinazione.
Se non fosse stato ingannato, il medico del centro vaccinale, non avrebbe somministrato quella dose a chi non ne aveva diritto. Poco importa nella prospettiva di tale reato che il truffatore avrebbe avuto il vaccino mesi dopo.
Pertanto stiamo attenti a considerare un diritto a vaccinarsi come una scusante!
Non rispettare il proprio turno non è una leggerezza, sia dal punto di vista morale, che dal punto di vista penale.
Impedire a chi ha priorità vaccinale di poterlo fare, nell'attesa, può causare l'instaurarsi della malattia, o la morte, soprattutto nel caso di persone fragili, che con il vaccino possono salvarsi la vita.