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Studio Legale Tricarico Una voce per la tutela della professione e dei condomini.
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⚖️ Avvocato ISIDORO TRICARICO
🏢 Esperto di diritto condominiale.
🎙️ Ospite di "Pausa Condominio", "Oggi Condominio", "Condominio e Diritto".
📚 Autore de "L'Italia in Condominio". Avvocato, professionista dal 2003, già amministratore di condomini e supercondomini, nonché consulente condominiale ed immobiliare. Già Presidente Nazionale HELP CONDOMINIO nonché Vice Presidente Nazionale CONFAMMINISTRARE con delega al SUD, riveste cariche istituzionali, nonché cariche all’interno del mondo rappresentativo degli amministratori di condominio. Da sempre in prima linea per la difesa dei diritti degli amministratori di condominio, diventa uno dei leader nazionali del condominio. Collaboratore di alcune riviste di settore come CasaBenessere, Benvenuti in Condominio, Condominio Zero Problemi. Ospite di più trasmissioni televisive e radiotelevisive tra le quali Pomeriggio Norba, Help Condominio, OggiCondominio, conduce attualmente direttamente un’intera trasmissione televisiva del settore condominiale dal titolo Pausa Condominio. Autore del blog OGGICONDOMINIO, continua la battaglia della difesa dei diritti degli amministratori e diventa leader della comunicazione nell’universo Condominiale. Fondatore e Direttore della ISIDORO TRICARICO ACADEMY scuola di formazione, propedeutica e periodica, per amministratori di condominio professionisti.

RE-COND, tre giorni di confronto per guardare al futuro del condominioSi è concluso a Taranto il Primo Congresso Naziona...
05/10/2026

RE-COND, tre giorni di confronto per guardare al futuro del condominio

Si è concluso a Taranto il Primo Congresso Nazionale RE-COND, tre giornate di formazione, confronto e partecipazione dedicate alle trasformazioni della professione e alle sfide che attendono il mondo condominiale. Un appuntamento che ha riunito amministratori, professionisti, imprese, associazioni e istituzioni, con l’obiettivo di costruire nuove prospettive per la categoria. Ad aprire i lavori sono stati Giuseppe De Filippis e Isidoro Tricarico, con una riflessione sul valore della cultura per la professione: l’amministratore di condominio non può prescindere da preparazione, aggiornamento e consapevolezza del proprio ruolo....

Si è concluso a Taranto il Primo Congresso Nazionale RE-COND, tre giornate di formazione, confronto e partecipazione dedicate alle trasformazioni della professione e alle sfide che attendono…

Associazioni di amministratori: rappresentanza o centri di potere?Al Congresso nazionale RE-COND di Taranto una domanda ...
28/09/2026

Associazioni di amministratori: rappresentanza o centri di potere?

Al Congresso nazionale RE-COND di Taranto una domanda scomoda, ma necessaria: le associazioni stanno contribuendo davvero alla crescita della categoria? Le associazioni professionali possono essere una risorsa decisiva per gli amministratori di condominio. Possono offrire formazione, sostenere il riconoscimento della professione, raccogliere le esigenze di chi opera ogni giorno negli edifici e portare proposte concrete nelle sedi istituzionali. Ma una domanda deve accompagnare ogni forma di rappresentanza: le associazioni sono davvero luoghi di confronto e di crescita oppure, talvolta, rischiano di trasformarsi in centri di potere?È un interrogativo che non vuole alimentare contrapposizioni né mettere in discussione il valore dell’associazionismo....

Al Congresso nazionale RE-COND di Taranto una domanda scomoda, ma necessaria: le associazioni stanno contribuendo davvero alla crescita della categoria? Le associazioni professionali possono essere…

Meno ricorsi contro il Fisco: successo dell’autotutela o rinuncia dei cittadini alla giustizia?Il contenzioso tributario...
22/09/2026

Meno ricorsi contro il Fisco: successo dell’autotutela o rinuncia dei cittadini alla giustizia?

Il contenzioso tributario registra una significativa contrazione. Nei primi sei mesi del 2026 i ricorsi presentati dinanzi alle Corti di giustizia tributaria di primo grado sarebbero diminuiti di oltre 15 mila unità rispetto allo stesso periodo del 2025, con un calo di circa il 17%. Anche i procedimenti pendenti risultano in diminuzione.

A prima vista si tratta di un risultato certamente positivo, che viene ricondotto agli effetti della riforma fiscale, al rafforzamento dell’autotutela, al contraddittorio preventivo e alla costruzione di un rapporto più collaborativo tra Amministrazione finanziaria e contribuente.

L’obiettivo dichiarato è condivisibile: intercettare gli errori e risolvere i conflitti prima che diventino processi. Se l’Amministrazione riconosce tempestivamente un atto illegittimo o infondato, evitando al cittadino di rivolgersi al giudice, ne beneficia l’intero sistema. Si riducono i costi, si abbreviano i tempi e si alleggerisce il carico delle Corti di giustizia tributaria.

Ma siamo davvero sicuri che il calo dei ricorsi dipenda soltanto dal successo di questi strumenti?

Il dato numerico non basta

Un numero inferiore di cause non significa automaticamente una giustizia migliore. Potrebbe indicare che le controversie vengono risolte più rapidamente e correttamente prima del processo, ma potrebbe anche nascondere un fenomeno molto più preoccupante: la rinuncia dei contribuenti a difendersi.

Promuovere un ricorso comporta costi per il contributo unificato, l’assistenza professionale e gli eventuali consulenti. A questi si aggiungono il rischio della condanna alle spese e l’incertezza sui tempi necessari per ottenere una decisione definitiva.

Per molti cittadini e per le piccole imprese, soprattutto quando il valore della controversia non è particolarmente elevato, affrontare un giudizio può risultare economicamente sconveniente. Si finisce così per pagare, rateizzare o accettare una pretesa fiscale anche quando la si ritiene ingiusta, perché difendersi costa troppo e richiede troppo tempo.

In questo caso, la riduzione del contenzioso non rappresenterebbe una vittoria dell’autotutela, ma una sconfitta dello Stato di diritto.

Il peso dei ritardi e della sfiducia

La lentezza della giustizia produce un effetto che non sempre emerge dalle statistiche: scoraggia l’accesso al giudice.

Una tutela che arriva dopo molti anni rischia di essere soltanto formale. Nel frattempo, il contribuente può subire conseguenze economiche rilevanti, difficoltà finanziarie, blocchi amministrativi o ripercussioni sull’attività imprenditoriale.

Quando il cittadino percepisce che il percorso giudiziario è troppo lungo, costoso e incerto, può scegliere di non iniziarlo. Il ricorso che non viene presentato, tuttavia, non dimostra necessariamente che l’atto fiscale fosse corretto. Può semplicemente significare che il contribuente non aveva la forza economica o la fiducia necessaria per contestarlo.

Il vero rischio è trasformare il dato statistico in uno strumento di propaganda, confondendo la riduzione del numero delle cause con la riduzione delle ingiustizie.

Servono dati più approfonditi

Per comprendere le vere ragioni del calo del contenzioso sarebbe necessario conoscere non soltanto quanti ricorsi vengono presentati, ma anche:

- quante istanze di autotutela vengono accolte;
- in quanto tempo l’Amministrazione risponde al contribuente;
- quanti atti vengono annullati o rettificati prima del giudizio;
- quante controversie non vengono avviate a causa dei costi;
- quale sia il valore medio delle cause rinunciate;
- quanti contribuenti preferiscano pagare o aderire pur ritenendo infondata la pretesa;
- quale sia la durata effettiva dei procedimenti nei diversi gradi di giudizio.

Solo questi elementi consentirebbero di distinguere una vera deflazione del contenzioso da una semplice rinuncia alla tutela.

L’autotutela deve essere effettiva

L’autotutela può rappresentare uno degli strumenti più importanti per migliorare il rapporto tra Fisco e contribuente, ma deve essere concreta, tempestiva e trasparente. Non può ridursi a una possibilità teorica, né lasciare il cittadino senza risposta fino alla scadenza del termine per proporre ricorso.

Allo stesso modo, il contraddittorio preventivo deve diventare un reale momento di confronto e non un passaggio meramente formale. L’Amministrazione deve ascoltare le ragioni del contribuente ed essere pronta a correggere i propri errori prima di emettere o rendere definitivo un atto.

La prevenzione delle liti funziona soltanto quando entrambe le parti possono confrontarsi in condizioni di equilibrio.

Una giustizia accessibile è il vero parametro

Il successo di una riforma non si misura esclusivamente contando le cause in meno. Si misura verificando se sono diminuiti gli atti illegittimi, se gli errori vengono corretti rapidamente e se il cittadino continua ad avere la possibilità concreta di rivolgersi a un giudice indipendente.

Meno processi possono essere un segnale positivo, ma soltanto se corrispondono a meno conflitti e a una maggiore capacità dell’Amministrazione di correggersi.

Se, invece, i ricorsi diminuiscono perché difendersi è diventato troppo costoso, lento o incerto, non siamo davanti al successo della giustizia tributaria. Siamo davanti alla progressiva rinuncia dei cittadini alla giustizia.

Ed è questa la domanda che le istituzioni dovrebbero porsi: sono diminuite le ingiustizie oppure è diminuita la fiducia dei contribuenti nella possibilità di farle riconoscere?

La differenza è sostanziale. Nel primo caso avremmo una riforma che funziona. Nel secondo avremmo una giustizia che, pur migliorando le proprie statistiche, sta perdendo la sua funzione più importante: garantire a tutti una tutela effettiva, accessibile e tempestiva.

Una gioia indescrivibile, un’emozione che porterò sempre con me!
20/09/2026

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Una gioia indescrivibile, un’emozione che porterò sempre con me! Ricevere il Primo Premio del concorso “Il Condominio Letterario” è stato un momento davvero speciale…

Riforma dell’Avvocatura: una svolta anche per gli amministratori di condominio?L'approvazione della delega per la riform...
17/09/2026

Riforma dell’Avvocatura: una svolta anche per gli amministratori di condominio?

L'approvazione della delega per la riforma dell'ordinamento forense rappresenta un passaggio importante per l'evoluzione della professione di avvocato. Tra le novità più significative emerge la riduzione delle incompatibilità, con un'apertura verso lo svolgimento di alcune attività e l'assunzione di incarichi finora considerati incompatibili. Per chi opera nel settore condominiale, questa è una notizia di particolare interesse. Da anni si discute dell'apparente incompatibilità tra la professione di avvocato e quella di amministratore di condominio....

L’approvazione della delega per la riforma dell’ordinamento forense rappresenta un passaggio importante per l’evoluzione della professione di avvocato. Tra le novità pi&ugr…

La riforma degli Ordini professionali dimentica ancora gli amministratori di condominioL'approvazione al Senato del dise...
17/09/2026

La riforma degli Ordini professionali dimentica ancora gli amministratori di condominio

L'approvazione al Senato del disegno di legge delega per la riforma di quindici Ordini professionali rappresenta un passaggio importante per il mondo delle professioni italiane. Il provvedimento punta a modernizzare gli Ordini, valorizzarne il ruolo sociale ed economico, aggiornare le attività riservate e semplificare l'esercizio delle professioni. Eppure, ancora una volta, gli amministratori di condominio restano fuori da questo processo di riforma....

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Sanatorie edilizie e condominio: «Il Parlamento ascolti chi ogni giorno amministra gli immobili»L’intervento dell’avvoca...
17/09/2026

Sanatorie edilizie e condominio: «Il Parlamento ascolti chi ogni giorno amministra gli immobili»

L’intervento dell’avvocato Isidoro Tricarico, Segretario nazionale RE-COND, sulla riforma dell’edilizia all’esame della Camera La discussione parlamentare sulla riforma della disciplina edilizia sta entrando in una fase particolarmente delicata. Il disegno di legge delega per il nuovo Codice dell’edilizia e delle costruzioni interviene, tra gli altri aspetti, sulla classificazione delle difformità, sulla regolarizzazione degli abusi storici, sulle procedure di sanatoria, sullo stato legittimo degli immobili e sulla semplificazione dei titoli edilizi....

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