Davide Castello. Giurista

Davide Castello. Giurista Laureatosi in Giurisprudenza con 110 e lode, avvocato, attualmente è funzionario Inail Avvocato e Tutor di diritto per Cepu

18/03/2023

𝑸𝑼𝑨𝑳𝑬 𝑻𝑼𝑻𝑬𝑳𝑨 INAIL 𝑷𝑬𝑹 𝑮𝑳𝑰 𝑰𝑵𝑺𝑬𝑮𝑵𝑨𝑵𝑻𝑰 𝑺𝑻𝑨𝑻𝑨𝑳𝑰.

Come per tutti i dipendenti statali, si applica il regime della "Gestione per conto Stato". Pertanto:

- Le amministrazioni statali non pagano alcun premio all'Inail;

- Se l'infortunio è regolare, l'Inail non indennizza direttamente il lavoratore statale, in quanto quest'ultimo è già tutelato dal pagamento integrale dello stipendio da parte dell'amministrazione di appartenenza.

- Nel caso di incidente invalidante, la prestazione viene eseguita dall'Inail al lavoratore, salvo il rimborso dell'amministrazione statale all'Inail. Tra le prestazioni ricordiamo una rendita per l'inabilità;
un assegno per l'assistenza personale continuativa, una rendita ai superstiti e un assegno una volta tanto in caso di morte, la fornitura degli apparecchi di protesi.

18/03/2023

Come promesso, ritorno la mia piccola rubrica "giuridica". Da funzionario Inail, proverò a fare chiarezza su alcune questioni.

𝑳𝑨 𝑻𝑼𝑻𝑬𝑳𝑨 𝑰𝑵𝑨𝑰𝑳 𝑫𝑬𝑮𝑳𝑰 𝑰𝑵𝑺𝑬𝑮𝑵𝑨𝑵𝑻𝑰 in pillole:

Principio generale: assenza di tutela INAIL per gli insegnanti, ad eccezione:

1) insegnanti che fanno uso di macchine elettriche, videoterminali, computer et similia;

2) insegnanti durante le esercitazioni pratiche, tecnico - scientifiche e di lavoro, che siano di natura non occasionale;

3) insegnati durante le attività di educazione fisica e motoria;

4) insegnanti durante i viaggi di istruzione che integrino la preparazione di indirizzo della scuole (quindi sì i viaggi in azienda, no le generiche "gite culturali";

5) Insegnanti di sostegno durante la loro attività tipica;

6) Infortuni in itinere (tragitto casa lavoro o viceversa) per lo svolgimento delle attività precedenti e infortuni occorsi durante lo spostamento da un'aula all'altra, sempre connessi ad attività tutelate;

Non viene tutelato l'infortunio legato al cd. rischio elettivo, cioè al rischio arbitrario.

11/03/2023

Qualcosa di nuovo bolle in pentola...
Il piccolo momento di approfondimento giuridico sta per tornare...

14/11/2022

Dopo quasi 7 anni da avvocato, oggi ho deciso di cancellarmi dall'albo. Non eserciterò più, pertanto, la professione. Una scelta difficile, in parte malinconica (citando una serie tv che ho recentemente apprezzato), ma certi treni passano una volta sola. Sappiamo tutti in quali condizioni economiche versano le nuove leve dell'avvocatura.

La professione forense ha contributo al mio percorso di maturazione culturale. Ho capito che un processo non è composto da documenti (cartacei e digitali), ma in primis da storie di vita e sentieri di sofferenza, alle quali l'operatore del diritto deve dare risposte in termini di giustizia. L'assistito non è il tuo datore di lavoro. La considerazione che merita prescinde dal compenso pattuito. E non è tuo datore di lavoro anche perché, da avvocato, hai il diritto/dovere di non assecondare qualsiasi sua richiesta.
Un avvocato non vince o perde un processo, un avvocato tutela diritti, stop. L'avvocato non è un giocatore di carte o un atleta professionista.

Si chiude un ciclo, se ne apre un altro che mi porterà a difendere i diritti delle persone in un'altra funzione. Mi sentirò, per questo, sempre un avvocato nell'animo. Manterrò quindi la pagina, ma con un diverso nome chiaramente. Mi inventerò sicuramente qualcosa per mantenere lo stretto contatto necessario tra l'approfondimento giuridico e l'approfondimento culturale.

Il mio primo ringraziamento va a mia moglie, che mi ha supportato anche nei momenti difficili, decidendo di appoggiare ogni mia scelta incondizionatamente, come da sempre è stato incondizionato e smisurato il suo amore nei miei confronti.

Ovviamente enorme riconoscenza ai miei genitori, che mi hanno sostenuto moralmente ed economicamente, senza i quali non avrei mai raggiunto questi traguardi

Un sentito ringraziamento ai tanti colleghi che ho incontrato sulla mia via.

In ordine temporale un pensiero ai colleghi del mio primo studio. Alla mia tutor Avv. Giada Traina, che mi ha accolto nel vortice dei tribunali penali, ai colleghi e confidenti di pratica Avv.ti Marcello Catanzaro e Alessio Ruffino, amici di tante avventure

Il pensiero poi è rivolto ai colleghi capacioti Avv.ti Sebastiano Napoli e Antonella Vassallo, che mi hanno aiutato nel processo di parziale riconversione al diritto civile.

Un sentito grazie ai due colleghi del mio ultimo studio, Avv.ti Stefania Enea e Orazio Lo Bello.

Infine, ma non ultimi, cito due colleghi con i quali, anche su temi di diritto, mi sono spesso confrontato, avvocati che ritengo tra i migliori nel palermitano della mia generazione. I colleghi Mario e Vincenzo DI Trapani hanno sempre abbinato competenza ed apertura al confronto.

Tra le realtà associative cito Agius, da sempre vicina alle problematiche dei giovani avvocati.

E un sentito grazie ai miei assistiti, che mi hanno consentito di sintonizzarmi con la realtà dei sentimenti umani.

Aggiornarsi è un dovere deontologico, oltre che una  forma di rispetto per gli assistiti.
13/05/2022

Aggiornarsi è un dovere deontologico, oltre che una forma di rispetto per gli assistiti.

25/04/2022

Viva l'Italia
L'Italia liberata
L'Italia del valzer e l'Italia del caffè
L'Italia derubata e colpita al cuore
Viva l'Italia
L'Italia che non muore
Viva l'Italia presa a tradimento
L'Italia assassinata dai giornali e dal cemento
L'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura
Viva l'Italia, l'Italia che non ha paura
Viva l'Italia
L'Italia che è in mezzo al mare
L'Italia dimenticata e l'Italia da dimenticare
L'Italia metà giardino e metà galera
Viva l'Italia
L'Italia tutta intera
Viva l'Italia
L'Italia che lavora
L'Italia che si dispera e l'Italia che s'innamora
L'Italia metà dovere e metà fortuna
Viva l'Italia
L'Italia sulla luna
Viva l'Italia
L'Italia del 12 dicembre
L'Italia con le bandiere
L'Italia nuda come sempre
L'Italia con gli occhi aperti nella notte triste
Viva l'Italia
L'Italia che resiste

27/02/2022

TAGLIARE O ELIMINARE GLI SPRECHI?

Ho sempre mostrato sempre una certa diffidenza verso quei politici che, a gran voce, propongono di tagliare gli sprechi. Il termine tagliare richiama indubbiamente l'idea di decurtare i fondi per determinate spese ritenute inutili.

Così, nel corso degli anni, sia a destra che a sinistra, sono stati portati avanti progetti di risparmio sulla sanità, sull'istruzione, sui costi della democrazia, ritenendo che sarebbero stati conseguiti servizi più efficienti.

Niente di più sbagliato! Di fatto sono stati tagliati i servizi essenziali e mantenuti le reali sacche di inefficienza!

Gli sprechi si combattono con una seria politica sulle responsabilità amministrative, con la revisione dei sistemi di nomina e dei controlli. Il resto è solo demagogia.

Sempre in ambito sanitario, abbiamo pagato sulla nostra pelle il venir meno della sanità di prossimità territoriale. Sicuramente in termini di vite (si pensi ai kilometri percorsi dalle ambulanze per raggiungere il primo P.S. disponibile), ma anche in termini paradossalmente economici.

Un esempio concreto può chiarire. Sono stati occupati spazi non sanitari per le vaccinazioni, spazi sottratti ad altre attività. La Fiera di Palermo era stata pensata per ospitare esposizioni commerciali e concorsi. Di fatto, oggi un concorsista di Palermo e provincia è costretto a spendere per ogni concorso almeno 100 euro. Cifra da moltiplicare per tutti i concorsi che si stanno svolgendo in questi mesi.

Morale: gli investimenti sulle strutture non sono mai spreco, anche se ricadono inizialmente sue tasche dei contribuenti. Credo che un concorsista preferisca pagare 50 euro di tasse in più all'anno, che pagarne poi 200 per le trasferte della speranza

In definitiva, gli sprechi vanno ELIMINATI MA SENZA TAGLI

24/02/2022

Qualche giorno fa mi è capitato di discutere con degli amici sul senso dell'immunità penale. Lo affronterò in questo post semplificando la questione, per non tediare i miei amici, quindi perdonatemi in anticipo per eventuali imprecisioni.

L'origine filosofica dell'immunità penale è da ricondurre all'Illuminismo, con l'eredità, lasciata alla cultura politica occidentale, della separazione dei poteri. L'immunità, contrariamente a quanto si vuol far credere, non eleva determinati cittadini (i politici) sopra la legge, ma protegge la medesima sovranità popolare, nel suo prodotto rappresentativo, dall'ingerenza degli altri poteri (in primis quello giudiziario).

Si vuole evitare, in altri termini, che un giudice, non eletto dal popolo, possa, attraverso l'esercizio del potere giurisdizionale, sovvertire l'esito delle urne.

Chi sostiene, pertanto, la razionalità intrinseca dell'immunità penale è popolare, perché difende la sovranità del popolo. Chi sostiene, invece, l'irrazionalità dell'immunità, è un populista.

Il problema semmai non è di ordine giuridico. La nostra Costituzione, la migliore al mondo a detta di tutti noi, prevede una serie di norme penali, sia sostanziali sia processuali, in favore di parlamentare e delle più alte cariche dello Stato. Quindi il problema non è di ordine giuridico, anche perchè la stessa Costituzione pone dei limiti alle varie forme di "immunità" (per fare un esempio un Parlamentare può comunque essere arrestato in flagranza).

La nostra Costituzione ci offre un mirabile esempio di equilibrio tra due esigenze: quella di tutelare l'uguaglianza di tutti i cittadini innanzi alla legge e quella di tutelare la sovranità popolare. Ognuno di questi principi contiene al proprio interno dei controlimiti: la sovranità popolare va esercitata comunque nelle forme e nei limiti previsti in Costituzione (tra questi il principio di responsabilità penale), mentre lo stesso principio di uguaglianza può legittimare trattamenti differenziati per tutelare, ad esempio, proprio la sovranità da attacchi esterni.

Dicevo, il problema non è giuridico, ma politico. Un Parlamento responsabile dovrebbe essere in grado di sapere quando non concedere, ad esempio, l'autorizzazione alle intercettazioni, per il pericolo del cosiddetto fumus persecutionis, e quando concedere l'autorizzazione, in assenza del pericolo di illegittime ingerenze.

Negarsi sempre alla giustizia penale significa, di fatto, tradire la nobile ratio che sta dietro l'immunità penale, prestando il fianco ai populisti di turno.

In conclusione, qualsiasi principio, qualsiasi norma giuridica, se non cammina sulle gambe di uomini "onorevoli", rischia di essere piegata per fini individuali e che nulla hanno a che fare con lo spirito dei Padri costituenti,

21/02/2022

RICORDO A TUTTI I MIEI CONTATTI CHE RICEVO PER APPUNTAMENTO A CAPACI IN VIA ZIMA N. 10

21/02/2022

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. I CIVILE - ORDINANZA 11 gennaio 2022 N. 663 IN TEMA DI MANTENIMENTO DI FIGLI NATI FUORI DAL MATRIMONIO
MASSIMA
In tema di mantenimento dei figli nati da genitori non coniugati, alla luce del disposto di cui all'art. 337 ter c.c., comma 4, anche un accordo negoziale intervenuto tra i genitori non coniugati e non conviventi, al fine di disciplinare le modalità di contribuzione degli stessi ai bisogni e necessità dei figli, è riconosciuto valido come espressione dell'autonomia privata e pienamente lecito nella materia, non essendovi necessità di un'omologazione o controllo giudiziale preventivo; tuttavia, avendo tale accordo ad oggetto l'adempimento di un obbligo ex lege, l'autonomia contrattuale delle parti assolve allo scopo solo di regolare le concrete modalità di adempimento di una prestazione comunque dovuta ed incontra un limite, sotto il profilo della perdurante e definitiva vincolatività fra le parti del negozio concluso, nell'effettiva corrispondenza delle pattuizioni in esso contenute all'interesse morale e materiale della prole.

21/02/2022

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. IV CIVILE - 03 febbraio 2022 N. 3426
MASSIMA IN MATERIA DI ADDEBITO DELLA SEPARAZIONE

In tema di addebito della separazione, la forte tensione tra i coniugi, per giunta in un clima di progressiva reciproca disaffezione, può giustificare l'abbandono del tetto coniugale. Questa decisione, quindi, non può portare all'addebito della separazione alla persona che ha lasciato la casa coniugale.

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