24/02/2022
Qualche giorno fa mi è capitato di discutere con degli amici sul senso dell'immunità penale. Lo affronterò in questo post semplificando la questione, per non tediare i miei amici, quindi perdonatemi in anticipo per eventuali imprecisioni.
L'origine filosofica dell'immunità penale è da ricondurre all'Illuminismo, con l'eredità, lasciata alla cultura politica occidentale, della separazione dei poteri. L'immunità, contrariamente a quanto si vuol far credere, non eleva determinati cittadini (i politici) sopra la legge, ma protegge la medesima sovranità popolare, nel suo prodotto rappresentativo, dall'ingerenza degli altri poteri (in primis quello giudiziario).
Si vuole evitare, in altri termini, che un giudice, non eletto dal popolo, possa, attraverso l'esercizio del potere giurisdizionale, sovvertire l'esito delle urne.
Chi sostiene, pertanto, la razionalità intrinseca dell'immunità penale è popolare, perché difende la sovranità del popolo. Chi sostiene, invece, l'irrazionalità dell'immunità, è un populista.
Il problema semmai non è di ordine giuridico. La nostra Costituzione, la migliore al mondo a detta di tutti noi, prevede una serie di norme penali, sia sostanziali sia processuali, in favore di parlamentare e delle più alte cariche dello Stato. Quindi il problema non è di ordine giuridico, anche perchè la stessa Costituzione pone dei limiti alle varie forme di "immunità" (per fare un esempio un Parlamentare può comunque essere arrestato in flagranza).
La nostra Costituzione ci offre un mirabile esempio di equilibrio tra due esigenze: quella di tutelare l'uguaglianza di tutti i cittadini innanzi alla legge e quella di tutelare la sovranità popolare. Ognuno di questi principi contiene al proprio interno dei controlimiti: la sovranità popolare va esercitata comunque nelle forme e nei limiti previsti in Costituzione (tra questi il principio di responsabilità penale), mentre lo stesso principio di uguaglianza può legittimare trattamenti differenziati per tutelare, ad esempio, proprio la sovranità da attacchi esterni.
Dicevo, il problema non è giuridico, ma politico. Un Parlamento responsabile dovrebbe essere in grado di sapere quando non concedere, ad esempio, l'autorizzazione alle intercettazioni, per il pericolo del cosiddetto fumus persecutionis, e quando concedere l'autorizzazione, in assenza del pericolo di illegittime ingerenze.
Negarsi sempre alla giustizia penale significa, di fatto, tradire la nobile ratio che sta dietro l'immunità penale, prestando il fianco ai populisti di turno.
In conclusione, qualsiasi principio, qualsiasi norma giuridica, se non cammina sulle gambe di uomini "onorevoli", rischia di essere piegata per fini individuali e che nulla hanno a che fare con lo spirito dei Padri costituenti,