08/09/2026
Comprare la nuda proprietà non significa acquistare subito un immobile libero e disponibile.
Con questa operazione, l’acquirente diventa n**o proprietario, mentre l’usufruttuario conserva il diritto di utilizzare e godere dell’immobile per la durata prevista dal titolo, spesso fino alla sua morte. Solo alla cessazione dell’usufrutto la proprietà torna piena, senza bisogno di una nuova compravendita.
Prima di firmare, è quindi importante valutare:
• durata e caratteristiche dell’usufrutto;
• possibilità concreta di utilizzare l’immobile;
• età e situazione dell’usufruttuario;
• valore attuale rispetto alla piena proprietà;
• stato dell’immobile e manutenzioni necessarie;
• spese, imposte e sostenibilità dell’investimento.
In generale, manutenzione ordinaria e oneri di gestione competono all’usufruttuario, mentre le riparazioni straordinarie sono poste a carico del proprietario, salvo le particolarità del caso e quanto dipenda dall’inadempimento degli obblighi di manutenzione.
Anche il trattamento fiscale segue la separazione dei diritti: il titolare della sola nuda proprietà, ad esempio, non dichiara il reddito del fabbricato finché permane l’usufrutto.
La nuda proprietà può rappresentare un investimento interessante, ma il prezzo più contenuto compensa l’attesa, i limiti di utilizzo e gli obblighi collegati al diritto acquistato.
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