Terranova & Tringali

Terranova & Tringali Studio Legale

14/02/2023

La spiegazione più semplice che si può dare al fenomeno del crescente astensionismo elettorale è questa: i cittadini non vanno a votare perchè pensano che il loro voto non cambierà nulla e quindi non hanno alcun interesse a farlo. E perchè si arriva a questa convinzione? Anche qui la spiegazione più semplice è questa: i cittadini ritengono i candidati assolutamente non in grado di risolvere i loro problemi e quindi diventa del tutto indifferente se governi l'uno o governi l'altro.
E' un problema di uomini e marginalmente di temi.
Il che spiega anche perchè negli ultimi trent'anni i cittadini (quelli che votando dimostrano di nutrire speranze) hanno votato schizofrenicamente prima a destra e poi a sinistra.
Si prova prima l'uno e poi, quando questo ha deluso, si prova l'altro.
Inutile quindi, per le forze di opposizione, preparare nuovi programmi. Tempo perso. I cittadini generalmente non votano i programmi.
Occorre cambiare facce. Candidare persone credibili, preferibilmente estranee agli apparati dirigenti dei partiti.
Altrimenti si deve aspettare il cambio turno, che sicuramente ci sarà.
Ovvio che una classe politica che vivacchia poco dignitosamente aspettando che l'elettore cambi idea, rende il nostro paese scarsamente competitivo in molti ambiti e la vita dei cittadini sempre più complicata.

13/12/2022

"Una follia anticostituzionale che Fratelli d'Italia respinge con forza". Con queste parole GIORGIA MELONI dava il suo giudizio sul Green Pass, considerato uno strumento per introdurre un obbligo vaccinale surrettizio (Fonte: Open online).
Oggi che la CORTE COSTITUZIONALE si è pronunciata sulla legittimità costituzionale dell'obbligo vaccinale, come suonano quelle parole? MALE.
Anche perchè chi ha fatto il lavoro sporco di introdurre le restrizioni alle libertà personali per arginare la diffusione del covid, ha sì salvato migliaia di vite, nonchè l'economia del paese, ma ha anche perso voti per un'opposizione spesso irresponsabile.
Ora, questa riflessione nasce dalla lezione di diritto costituzionale che ha dato GIORGIA MELONI nel suo "diario", dichiarando con sicurezza (la stessa che manifestava sul green pass) che non è possibile per legge eliminare le commissioni pos, perchè questo atto sarebbe incostituzionale.
Siamo sicuri che l'eliminazione delle commissioni pos sarebbe incostituzionale?
Certo non è determinazione da assumere a cuor leggero, ma nemmeno la si può escludere con superficialità dal momento che, se viene riconosciuta l'utilità del POS come strumento per combattere l'evasione e rafforzare il controllo antiriciclaggio, sembra in linea con gli art. 23 e 41 della Costituzione la possibilità di poter regolamentare l'attività bancaria condizionandola all'obbligo di offrire questo sevizio di pubblico interesse senza costi o a costi molto ridotti.
Io francamente non ci vedo nulla di scandaloso, mentre penso che sia ingiusto (ma non sino ad essere incostituzionale) che gli autonomi, che non sono tutti evasori, siano obbligati a sopportare gli oneri del pos. Sarebbe più giusto che tali oneri venissero ripartiti tra l'esercente (che spesso è un soggetto più debole del cliente) ed il cliente, in modo da condividere i pesi della lotta all'evasione, che rimane sacrosanta in un paese civile.

09/11/2022

Per cosa ha sfilato quella moltitudine di gente a Roma? Per la pace? NO
Ha sfilato per la fine della guerra. Che è cosa ben diversa.
Dire che non bisogna inviare armi all'Ucraina significa dire che si vuole che la guerra finisca a costo che vinca Putin e che la libertà e la democrazia subiscano un grave colpo.
Questo è il senso della manifestazione, inutile essere ipocriti.
I manifestati hanno sfilato per le bollette e per la pagnotta.
Possono essere biasimati? Assolutamente NO. Per giudicare chi si trova in difficoltà economica bisogna trovarcisi.
Invece è biasimevole e vile il comportamento di coloro che sfruttano queste legittime aspirazioni per conquistare consenso politico a breve termine, pur sapendo che l'idea di voltare le spalle agli ucraini, nel volgere di qualche anno ci costerà più delle bollette e non solo in termini di collasso dei valori, ma anche in termini economici. Allora quei manifestanti si troveranno in difficoltà ancora maggiori.
Perchè quando si apre una breccia così estesa in un muro che serve da baluardo (la democrazia), il muro diventa più fragile e cosa potrà accadere a quel muro non è facile prevederlo.

27/10/2022

In estrema sintesi.
I CONDONI, se limitati ai debiti tributari medio bassi, hanno un senso.
Da una parte consentono di incassare somme da soggetti che altrimenti non pagherebbero mai, dall'altra offrono ai debitori, in una situazione di disagio socio economico, la possibilità di mettere un punto e ripartire.
Se estesi ai debiti tributari medio alti sono difficilmente giustificabili.

Invece, l'innalzamento a 10.000 euro del LIMITE PER PAGARE IN CONTANTI non si sa a chi possa servire se non agli evasori e a chi detiene denaro illegalmente.
Di certo non serve ai poveri (come è stato detto), perchè è difficile pensare che i poveri si trovino nelle tasche 10.000 euro e che li usino tutti insieme per pagare qualcuno.
Di certo non serve a rilanciare l'economia, perchè è difficile pensare che pur di non pagare con mezzi tracciabili qualcuno rinunci all'acquisizione di beni e servizi.
Anche perchè, qualora ci fosse qualcuno carico di denaro contante e che si ostinasse a non versarlo in banca, costui potrebbe fare qualunque pagamento in contanti con l'intervento di un intermediario finanziario.

31/08/2022

Fare affermazioni assolute su come stia andando il conflitto in Ucraina è cosa estremamente difficile. Le informazioni sono probabilmente filtrate dall'una o dall'altra propaganda.
Sicuramente gli Ucraini sanno quali sono le condizioni della loro terra, se conviene resistere a oltranza o arrendersi. In questo momento sembra che vogliano strenuamente resistere visto che continuano a chiedere armi e supporto.
Su un argomento così delicato gli opinionisti dovrebbero avere sempre un contraddittore.
Io farei così: licenzierei BIANCA BERLINGUER e lascerei ORSINI dire quel che gli pare.

25/08/2022

ENRICO LETTA pensa che la formazione sia una questione di quantità e propone di allungare il periodo di frequenza scolastica obbligatoria che andrebbe dai 3 ai 18 anni.
Personalmente penso che si allungherebbe il periodo in cui i ragazzi dormono sui banchi o giochicchiano di soppiatto con lo smartphone.
La durata della scuola non va allungata, semmai accorciata.
Si deve tornare a bocciare gli studenti. Non serve a nulla portarli avanti senza che abbiano raggiunto il giusto livello di competenza.
Se la scuola diventa un obbligo stiracchiato, i ragazzi non coglieranno più l'importanza della cultura.
Se invece la scuola migliora qualitativamente e si ricomincia a bocciare, gli studenti capiranno l'importanza della cultura che non è un noioso intermezzo tra Instagram e tiktok.
La cultura è un bene prezioso che va conquistato e non va offerto in svendita a prezzi stracciati.
E mettiamo anche la parola fine alla tendenza a legittimare le proprie proposte riferendosi sempre a quello che fanno in altri paesi. Non significa niente che in Francia facciano in un certo modo. Bisogna dimostrare che è il modo giusto.

24/08/2022

I LEADERS POLITICI E LE IDEE
In ordine di sondaggi

MELONI: idee vecchie espresse in più lingue
LETTA: qualche idea di troppo
SALVINI: una sola idea espressa in una sola lingua
TAJANI-BERLUSCONI: idee non dette
CONTE: idee degli altri
CALENDA: agenda delle idee
RENZI: fulgida idea di sé
FRATOIANNI: nel mondo delle idee
PARAGONE: idee su***de
DI MAIO: quell'idea sin dall'inizio

08/08/2022

Non è serio fare alleanze sgangherate come quelle che sta tentando Letta. Ma non si è nemmeno seri per il solo fatto di voler andare da soli.
Serio è fare programmi politici di lungo periodo avendo una visione. Poi c'è il giudizio su questa visione che può anche essere negativo.
Certo non è serio promettere flat tax al 15% per tutti. Ma qui credo nella buona fede di Salvini, in quanto egli si professa a digiuno di materia economica, essendo cultore della materia sicurezza, con specializzazione in respingimento di migranti finti e veri (non essendo facile distinguerli, quando sbarcano).
Non è serio nemmeno l'atteggiamento da statista moderata assunto improvvisamente dalla Meloni, la quale fino a poco tempo fa ha cercato amicizie, a livello europeo, piuttosto discutibili.
Mi piacerebbe una donna col carattere della Meloni al governo, ma nella fattispecie la temo.
La temo perché non sono certo che di fronte a scelte molto complicate che il governo dovrà assumere, avrà l'umiltà di affidarsi alla scienza piuttosto che alla politica.
Parlo del problema più grave che l'Italia dovrà affrontare e cioè l'inflazione.
Mi turba la cieca e irrazionale posizione assunta durante le fasi calde della pandemia contro le misure di contenimento del virus.
A parte qualche giornalista smidollato, nessuno può ragionevolmente affermare che il governo Conte, Speranza compreso, non abbia fatto ciò che era necessario in quel momento. Eppure non ho mai sentito un minimo di presa di coscienza da parte della Meloni la quale si professa cattolica, ma manifesta assoluta indifferenza verso quelle 170.000 persone che hanno perso la vita, spesso in totale solitudine.
Questo non mi lascia tranquillo sulla sua capacità di discernimento.
Oppure è soltanto cinica, ma nemmeno questo mi lascia tranquillo.

26/07/2022

L'idea che in una coalizione il partito che prende più voti indichi il premier è certamente compatibile con il nostro sistema costituzionale. Non lo è, invece, l'idea che il leader del partito che prende più voti sia quello legittimato a fare il presidente del consiglio.
Sarebbe una forma di presidenzialismo fatto in casa.
La nostra costituzione non contempla alcuna forma di presidenzialismo, quindi il sistema in sé non garantisce quella competizione tra candidati al termine della quale l'elettore esprime chiaramente il suo giudizio.
La considerazione è elementare. Se Tizio vota PD non è detto che giudichi Enrico Letta la persona giusta per governare.
Se uno vota centrodestra lo può fare non perché trovi i leader del centrodestra all'altezza di Draghi, ma perché respinge nettamente i valori della sinistra.
Diversamente, in un sistema presidenzialistico gli elettori giudicano prima di tutto la persona. Ed infatti succede frequentemente che il presidente eletto non ha adeguata copertura politica nei parlamenti.
Non esiste quindi alcuna ragione politica che possa fondare soluzioni di questo genere.
È lapalissiano che chi prende il 15 o 20 per cento dei voti, ha avuto contro l'80 per cento.
Non sono questi criteri seri per scegliere il presidente del consiglio, la cui persona deve anche godere di una certa credibilità internazionale.
l'Italia purtroppo è un paese con un forte debito e, come tale, ha delle fragilità. Non ci sono quindi le condizioni per sviluppare politiche sovraniste che presuppongono di poter fare a meno del gradimento internazionale che deve invece realisticamente essere ricercato.

29/06/2022

La funzione della Costituzione è quella di impedire agli stolti di danneggiare, votando, le persone sagge.

01/05/2022

È moralmente lecito e certamente conforme alla nostra costituzione dare armi agli ucraini, che le chiedono per difendersi. È equo e naturale anche imporre sanzioni contro la Russia che ha iniziato una guerra non giustificabile. Ma oltre non si deve andare. Invece gli Stati Uniti stanno agendo in maniera pericolosa per l'Europa. È evidente che stanno approfittando della guerra in Ucraina per raggiungere alcuni propri obiettivi. Lecito dal loro punto di vista, catastroficamente pericoloso per noi.
Nessuno ovviamente sta costringendo gli ucraini a resistere. Gli ucraini sanno che sono esposti al rischio
di rappresaglia nucleare, ma non vogliono arrendersi.
Gli Stati Uniti stanno alzando i toni dello scontro e del livello di provocazione e questo ostacola anche l'obiettivo dichiarato dagli ucraini stessi di voler resistere e indurre Putin a trattare.
Bisogna dire un netto no agli Stati Uniti sulla linea di rottura totale che stanno perseguendo, sottovalutando drammaticamente la risolutezza dei Russi nel proseguire le azioni militari.
L'idea del rovesciamento del regime in Russia comincia ad apparire poco credibile, perché il popolo Russo sembra in maggioranza aderire alle idee del proprio leader. L'ipotesi che in Russia il dissenso non emerga per via di una legislazione repressiva, potrebbe essere un'illusione della cultura occidentale, mentre si sottovaluta l'ipotesi che i russi condividano realmente i progetti del loro leader.
L'innalzamento costante dei toni provocherebbe conseguenze irrimediabili qualora inducesse la Cina a prendere posizione netta a favore della Russia.
Si ha la sensazione che la Cina oggi sia l'arbitro del conflitto in un senso o nell'altro. In questo momento sta manifestando una certa neutralità, ma che succede se si schiera a favore della Russia?
È saggio che, ferme restando le sanzioni e l'invio di armi, l'Europa prenda le distanze da questa escalation condotta dagli Stati Uniti.
Si faccia un passo alla volta. Si agisca con cauta proporzionalità.
Attenzione che il fine non è quello di evitare di danneggiare l'economia o di tenere accesi i climatizzatori. Per questi danni c'è rimedio e qualche sacrificio è anche moralmente obbligatorio.
Il fine è quello di evitare che vengano usate armi atomiche contro l'Ucraina e poi, subito dopo, contro una nazione europea. I Russi hanno detto che lo faranno, e, nonostante gli americani si comportino come se questa evenienza fosse remota, è invece lecito temere che lo faranno veramente.
E se questo è vero, qual è il giusto atteggiamento se non quello di temporeggiare, rispondere proporzionatamente alle azioni della Russia ed evitare di strumentalizzare il conflitto?

23/04/2022

Escludere gli sportivi russi dalle competizioni può sembrare un'ingiustizia, ma di fronte alle atrocità della guerra il concetto di giustizia muta.
È certamente vero che molti degli sportivi russi sono contro la guerra e che quindi non hanno colpe, nemmeno morali, per quello che sta succedendo.
Questo approccio, quando si parla di guerra, è però piuttosto banale.
Coinvolgere l'intero popolo russo come oggetto della reazione internazionale è innanzi tutto l'effetto del coinvolgimento dell'intero popolo ucraino nella guerra iniziata da Putin. Si sta verificando un massacro di civili che si sarebbe potuto evitare.
Ma la ragione fondamentale che giustifica sanzioni come l'esclusione degli sportivi è che Putin agisce come rappresentante dell'intera nazione e se lo fa è perché egli è riconosciuto come leader dai cittadini russi.
Le conseguenze e la responsabilità di questa scelta del popolo russo deve anche ricadere su di esso.
Si dirà che così pagano anche coloro che si oppongono a Putin.
È vero, ma così le sanzioni raggiungono lo scopo di alimentare una reazione più netta in coloro che non sono pro Putin e di indurla in coloro che lo appoggiano.
È ingiusto pensare che partecipare a Wimbledon sia un diritto di grado superiore rispetto al dovere per l'intero popolo russo, compresi gli sportivi, di farsi carico, anche morale, delle conseguenze di una guerra voluta dal proprio leader.
Oggi nessuno ha la forza e il potere di opporsi a Putin se non lo stesso popolo russo.

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Augusta
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