02/07/2026
In questi mesi ho scelto il silenzio, il rispetto delle istituzioni e il senso di responsabilità.
L’ho fatto perché credo che chi ricopre un ruolo pubblico debba sempre anteporre la serietà alla polemica, il confronto alle offese, il merito degli atti alle ricostruzioni personali.
Oggi, però, ritengo doveroso informare i cittadini di Sant’Antonio Abate di quanto sta accadendo.
Da tempo vivo una situazione politico-istituzionale che rende sempre più difficile l’esercizio pieno e libero del mio mandato di Consigliere comunale. Sono stata progressivamente esclusa dai momenti di confronto della maggioranza, dalle riunioni politiche e dai luoghi nei quali si discutono preventivamente gli atti amministrativi. A questo si aggiunge la creazione di un gruppo WhatsApp parallelo di Amministrazione, nato appositamente per proseguire il confronto politico-amministrativo senza la mia presenza, lasciandomi fuori da comunicazioni, valutazioni e decisioni rilevanti per l’attività amministrativa.
A tutto ciò si sono aggiunte dichiarazioni pubbliche, anche a mezzo stampa e sui social, che considero lesive della mia dignità personale, della mia reputazione e della mia professionalità.
Ho sempre cercato un confronto serio, corretto e istituzionale.
Non ho mai alimentato scontri personali.
Ma oggi il punto non riguarda soltanto me. Riguarda il corretto funzionamento del Consiglio comunale e il diritto dei cittadini ad avere una rappresentanza piena, libera e trasparente.
Il Consiglio comunale di Sant’Antonio Abate, infatti, è composto esclusivamente da consiglieri eletti nella maggioranza. Ad oggi non esiste una rappresentanza di opposizione.
Io sono stata eletta in una lista di maggioranza e, proprio per rispetto del mandato ricevuto dai cittadini, ho cercato fino ad oggi di svolgere il mio ruolo con equilibrio, serietà e senso delle istituzioni. Da tempo, però, non condivido più alcune scelte amministrative e l’impostazione politica seguita da questa maggioranza. Nel nostro Comune questo passaggio incontra un problema concreto: il Regolamento del Consiglio comunale non prevede in modo chiaro il caso di un consigliere eletto in maggioranza che intenda prendere le distanze dalla stessa e collocarsi in opposizione in un gruppo consiliare distinto, autonomo, formalmente riconosciuto, seppur composto da singolo rappresentante.
Non essendoci oggi in Consiglio alcun gruppo di opposizione e non essendo prevista, per il singolo consigliere, la possibilità di costituire un gruppo misto o una forma autonoma equivalente, manca uno strumento regolamentare che consenta di dare piena attuazione a questa scelta politica. È questo il punto centrale. Ed è per questo che oggi ho inviato una lettera a S.E. il Prefetto di Napoli: non per chiedere una valutazione sulle mie posizioni politiche, né per alimentare una polemica personale, ma per sottoporre una questione istituzionale seria, relativa alla necessità di garantire, in un Consiglio comunale privo di opposizione, il diritto di un consigliere comunale a svolgere liberamente il proprio mandato anche quando non si riconosce più nell’azione della maggioranza.
Nel frattempo, continuerò a svolgere il mio mandato con serietà, libertà e rispetto dei cittadini che mi hanno eletta.
Lo farò con senso delle istituzioni, ma anche con la fermezza di chi ritiene che la democrazia non possa essere una questione solo formale. La democrazia vive nel confronto. Vive nella possibilità di proporre e dissentire. Vive nella libertà di rappresentare i cittadini senza pressioni, esclusioni o forzature. Per questo andrò avanti. Con rispetto e con la piena consapevolezza del mandato che ho ricevuto.